martedì 23 maggio 2017

Giovanni Falcone

Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così.
Solo che, quando c’è da rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.

Giovanni Falcone

lunedì 22 maggio 2017

Sabato 27 maggio incontro comunità a Chieri

Ciao a tutte/i
questo SABATO 27 maggio a Chieri (in via Vittorio Emanuele, 33 - nel salone sopra il negozio Equosolidale) ci sarà l’incontro mensile della Comunità nascente  organizzato dalla Comunità di Chieri e dal gruppo del Corso biblico di Torino.
Il programma della giornata sarà il seguente: dalle ore 09,30 arrivi e accoglienza, poi dalle ore 10,00 momento di riflessione, eucarestia e poi pranzo comunitario autogestito, chi desidera potrà portare qualcosa e poi si mangerà tutt* insieme. Il tema della giornata sarà “Uomini e donne dell’attesa”L’incontro terminerà verso le 15,30.

Ultima cosa vi ricordo che chi avesse del materiale (articoli, riflessioni, preghiere, canzoni, foto…) che desidera pubblicare sul blog della comunità ( http://comunitanascentetorino.blogspot.it/ ) lo potrà inviare o a Marianna ( phorfyra@gmail.com ) o a me ( annaserafini79@gmail.com ). Con la partecipazione di tutte/i il blog diventerà sempre più attivo!

Un abbraccio
Anna

martedì 16 maggio 2017

Una riflessione teologica: anche tra donna e donna...



Dobbiamo formare quindi all'accettazione delle differenze che sono anzitutto quelle che spezzano il modello egemonico patriarcale o quel binarismo oppositivi io-altro, soggetto-oggetto, maschio-femmina (cfr. Gal 3,28).
Le differenze che dobbiamo imparare a rispettare e accogliere sono quelle che riguardano la differenza tra uomo e donna, certo, ma anche tra donna e donna, tra uomo e uomo, tra una certa maschilità, elaborata per sottrazione, e altre forme di maschilità. Le differenze con cui dobbiamo riconciliarci sono quelle tra persona e persona e forse tra sé e sé.
In fondo la fatica nell'accettare l'altro, qualsiasi esso sia esternamente, nasce anche dalla fatica di accettare quell'alterità che è in noi, come la nostra ombra, quella parte di noi che non accettiamo e non vogliamo vedere.

Selene Zorzi (da “Il genere di Dio”, ed. Meridiana, p.33)

domenica 14 maggio 2017

Papa Francesco a Fatima

Se qualche volta papa Francesco ci è apparso ingenuo, è solo per la "nostra" ingenuità, non la sua.
La visita in Portogallo non è solo una riconferma accentuata del suo devozionalismo mariano, ma è soprattutto una scelta di politica ecclesiale molto accorta.
Infatti questo devozionalismo, questo fanatismo mariolatrico ricompatta la chiesa cattolica. Il papa agisce astutamente. 
I teologi critici tacciono o volano sulle nuvole, i reazionari di ogni genere e specie esultano.
Attorno alla cosiddetta devozione mariana si costruisce l'unità, confondendo l'unità della fede con l'uniformità dottrinaria ed istituzionale.
In questo senso il papa è un politico navigato. Il transatlantico cattolico può fare i discorsi più avanzati sulla pace e sulla giustizia e nello stesso tempo praticare l'idolatria mariana e la santomania più spudorate.
Che sia questo il "genio del cattolicesimo",
frutto di una millenaria familiarità e complicità con la gestione del potere?
Va da sé che gli albergatori sono alle stelle, il turismo è tutto un "Ave Maria", il santuario, che era un po' in ribasso, riparte alla grande.
Sì, tutto fa brodo; anzi brodino riscaldato.


don Franco Barbero