mercoledì 1 dicembre 2021

4-5 dicembre Seminario CdB

Sabato 4 e domenica 5 dicembre sarà possibile seguire il Seminario delle Comunità Cristiane di Base “Sinodalità e Sinodo: le CdB italiane riflettono e propongono”:

collegandosi alla pagina facebook https://www.facebook.com/cdbitalia

entrando nella riunione in Zoom

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martedì 30 novembre 2021

Ai miei obblighi

Compiendo il mio mestiere pietra con pietra,

penna a penna, 

passa l’inverno e lascia 

luoghi abbandonati,

abitazioni morte:

io lavoro e lavoro,

devo sostituire

tante dimenticanze,

riempire di pane le tenebre, 

fondare di nuovo la speranza.

Non è per me altro che la polvere,

la pioggia crudele della stagione,

non mi riservo niente

ma tutto lo spazio

e il lavorare, lavorare,

manifestare la primavera.

A tutti devo dal qualcosa

ogni settimana e ogni giorno,

un regalo di colore azzurro,

un petalo freddo del bosco,

e già di mattina sono vivo

mentre gli altri di immergono

nella pigrizia, nell’amore,

e sto pulendo la mia campana,

il mio cuore, i miei utensili.

Ho rugiada per tutti.

 

Pablo Neruda

lunedì 29 novembre 2021

Il vaso incrinato

Un portatore d’acqua aveva due grossi vasi, appesi all’estremità di un palo che portava sulle spalle; uno dei vasi era incrinato e ogni volta arrivava pieno soltanto a metà, mentre l’altro era perfetto e portava sempre tutta l’acqua fino alla fine del lungo cammino, dalla fonte alla casa del padrone. Tutto questo andò avanti per due anni: il portatore d’acqua arrivava alla casa del padrone con solo un vaso e mezzo d’acqua. Naturalmente, il vaso sano era orgoglioso delle sue prestazioni, si sentiva perfetto per il fine per il quale era stato fatto, mentre il povero vaso incrinato si vergognava della sua imperfezione e di essere capace di portare a termine solo metà del lavoro al quale era stato destinato. 

Dopo un paio d’anni di quello che egli percepiva come un amaro fallimento, il vaso incrinato parlò vicino alla fonte al portatore d’acqua. “Mi vergogno di me stesso e voglio chiederti scusa”. “E perché? – chiese il portatore d’acqua – di che cosa ti vergogni?” “Negli ultimi due anni sono stato capace di fare solo metà del mio lavoro a causa di questa fessura che ho e che lascia l’acqua durante il cammino di ritorno alla casa del padrone; per colpa dei miei difetti sei costretto a fare tutto questo lavoro e non hai tutti i riconoscimenti per i tuoi sforzi” disse il vaso. 

Il portatore d’acqua si sentì dispiaciuto per il vecchio vaso incrinato e disse: “Mentre torniamo alla casa del padrone voglio che tu faccia caso ai bellissimi fiori lungo il sentiero”. Il vecchio vaso incrinato, mentre salivano sulla collina, fece caso al sole che scaldava i bei fiori che crescevano accanto al sentiero e questo fatto lo rincuorò un poco, ma, alla fine del cammino, si sentiva ancora triste perché aveva perso metà del suo carico e, quindi, chiese ancora una volta scusa al portatore d’acqua per il suo fallimento. 

Il portatore d’acqua disse al vaso: “Hai notato che i fiori erano sul tuo lato del sentiero e non su quello dell’altro vaso? Il perché è facile e risiede nel fatto che io ho sempre saputo del tuo difetto e ne ho tratto vantaggio; ho seminato dei fiori sul tuo lato del sentiero ogni giorno; mentre tornavamo dalla fonte, tu li hai innaffiati. Per due anni ho potuto cogliere questi bellissimi fiori per decorare la tavola del mio padrone; se tu non fossi stato fatto così io non avrei potuto avere queste cose per abbellire la casa”. 

Ognuno di noi ha i propri difetti strutturali, siamo tutti dei vasi incrinati; non abbiate paura dei vostri difetti: siatene consapevoli, così anche voi sarete il mezzo per abbellire la strada. Siatene fieri, sappiate che nella nostra debolezza troviamo la nostra forza.   

domenica 28 novembre 2021

Esortazione di Tagore

Smettila di cantare i tuoi inni, di recitare le tue orazioni!

Chi adori in quest’angolo buoi e solitario del tempio

le cui porte sono tutte chiuse?

Apri i tuoi occhi e guarda: non è qui il tuo Dio.

È là dove l’aratore ara la dura terra,

dove lo spaccapietre lavora alla strada.

È con loro sotto il sole e nella pioggia,

la sua veste è coperta di polvere.

Levati il manto sacro

e scendi con lui nella polvere.

Lascia le tue meditazioni, abbandona

i tuoi fiori e l’incenso!

Che male c’è se le tue vesti

diventano sporche e stracciate?

Vagli incontro, stà presso di lui

sul lavoro e nel sudore della fronte.

sabato 27 novembre 2021

Commento vangelo domenica 28 novembre

Luca 21, 25-28, 34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».

 

Siamo di fronte a un brano che ha avuto certamente significato e valore differenti nell'epoca propria in cui è stato concepito e prodotto ;rispetto a qualunque lettura se ne voglia dare oggi.
Certo può apparire relativamente facile interpretare il riferimento a segni terribili e oscuri, quali specchio di una mentalità prescientifica o peggio superstiziosa, quindi è necessario trovare un’altra chiave di lettura.
Il nostro mondo, il nostro ambiente è pervaso da annunci di disastri ed eventi atmosferici o geologici, forse addirittura maggiormente paurosi. Ma la nostra mente non riesce e non vuole adottare la chiave interpretative di questi eventi quali manifestazioni della volontà superiore del Dio.
Occorre però riconoscere che il nostro mondo è pervaso da segni inquietanti che restituiscono la crisi ecologica seguente all'eccessiva antropizzazione dell'ambiente. Ma a fronte di questo dato, siamo chiamati a una vigile attenzione, a una serie di consapevoli atteggiamenti per ottenere una migliore tutela dell'ecosistema.
Certo un ragionamento simile non era disponibile ai tempi del redattore evangelico, però in questo senso possiamo valutarne l'attualità.
Certo i tempi non sono sereni, vi sono troppi elementi di crisi, ma anzichè pensare a catastrofi punitive, non sarebbe meglio pensare a rinforzare il nostro senso di responsabilità verso un mondo che abbiamo ricevuto in dono, che dobbiamo tutelare e salvaguardare per le generazioni future?

Per concludere, credo che si debba prestare attenzione all'esortazione, a vegliare, a pregare per essere tanto attenti quanto attivi pur in presenza di segni problematici. Tanto più che i tanti eventi gravi che si stanno susseguendo, sono proprio un grido del mondo sofferente di fronte all'aggressione capitalista e tecnicista.
Tuttavia, non vorrei essere equivocato, i credenti devono essere maggiormente attenti alle sofferenze ambientali giacchè queste si ripercuotono su una realtà che è stata donata all'umanità e che deve essere conservata per le generazioni a venire.

Valter Primo

venerdì 26 novembre 2021

Paul Éluard

Gli uomini son fatti per intendersi
Per capirsi per amarsi
Hanno dei figli che diventeranno padri di uomini
Hanno dei figli privi di case e di tetto
Che reinventeranno gli uomini
E la natura e la loro patria
Quella di tutti gli uomini
Quella di ogni tempo.

 

Paul Éluard