domenica 14 gennaio 2018

20 gennaio ricordando Ferruccio Castellano

Sabato 20 gennaio nella sede della comunità di Via Città di Gap 13 dalle ore 17 alle ore 19 presenterò una serie di scritti in quattro momenti successivi:
"Sulle tracce dell'altro", Progetto Gionata, esperienze pastorali nella chiesa cattolica con le persone LGBT. In Europa in USA e in America Latina. Sarà reperibile il libro a euro 5.
Gli inizi pinerolesi del 1963 di una lunga storia LGBT con un particolare riferimento a Ferruccio Castellano, al convegno di Agape, ai libri di quegli anni 1980-2000.
Il giubileo degli omosessuali con la relazione: "Nel cammino di Abramo: il dono dell'omosessualità".
Documenti inediti e lettere riservate che affido alla mia comunità su "Omosessualità  e accompagnamento pastorale".

Nella storia del movimento LGBT cristiani sta nascendo una dimensione multireligiosa da conoscere e da valorizzare. Ho deciso di rendere noti alcuni scritti rimasti finora nella biblioteca mia e di qualche comunità.

Franco Barbero

P.S. L'incontro non riguarda né esclusivamente né principalmente le persone omosessuali o transessuali, ma è una lezione storico-teologica per ripensare la catechesi e la predicazione.

sabato 13 gennaio 2018

COMMENTO AL VANGELO DOMENICA 14 GENNAIO

+ Giovanni 1,35-42

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Come sempre abbiamo detto questo quadro “teologico” e non di cronaca rappresenta, con gli occhi del dopo, dopo la morte di Gesù e a distanza di circa 100 anni (quando viene scritto questo vangelo) ciò che i discepoli hanno intuito.
Gesù è stato veramente un profeta con una missione particolare affidatagli da Dio e anche con queste parole viene trasmesso il suo cammino.
Giovanni (l’evangelista) ci conferma che Gesù e il Battezzatore si conoscevano e per un qualche periodo hanno vissuto vicini, solo così viene giustificato l’atto di Gesù di farsi battezzare da Giovanni e intraprendere un cammino di conversione, non dal peccato ma un cambiamento di rotta nella propria vita.
Il Battezzatore ha capito che Gesù è di un’altra pasta, che ha bisogno di altro, di non essere stanziale come egli è, ma lo vede che vuole intraprendere un percorso itinerante (forse ne hanno anche parlato insieme, ma non esistono testimonianze dirette).
Il Battezzatore gli manda appresso due dei suoi seguaci, forse ha capito che anche loro hanno bisogno di altro, forse ha capito che i due hanno bisogno di un Rabbì altro da sé stesso, forse i due mordono il freno ad essere legati ad un solo luogo, forse…sta di fatto che Gesù costruisce la sua comunità itinerante su una parte dei seguaci di Giovanni il Battezzatore.
Poi viene un consiglio valido oggi come allora, decidendosi personalmente ad intraprendere un cammino seguendo le orme di un “profeta”, ma forse oggi sarebbe meglio denominarlo “testimone” che probabilmente un domani potrà essere qualificato come profeta veramente; prima di seguire i suoi insegnamenti è necessario verificare “dove vive”.
Intendendo non solo il luogo in cui vive ma anche il come, fidarsi solamente di colui che accompagna le proprie parole anche con la propria vita, la propria testimonianza.
Troppi falsi “testimoni” parlano solamente e poi nel privato non applicano ciò che dicono e propongono ad altri; oggi basta guardarsi intorno per vedere personaggi politici, personaggi religiosi, personaggi di potere che solamente a parole vorrebbero essere “guide” e “esempi” ma interrogandosi sul come e dove vivono quotidianamente ci si rende conto che il conto non torna. Ecco che il consiglio dell’evangelista è risultato efficace allora con i discepoli del Battezzatore che prima di abbandonare la loro comunità (dove c’era un Maestro sicuramente credibile) hanno verificato “come” viveva la sua proposta il Nazareno e solo dopo lo hanno seguito.
Sergio



giovedì 11 gennaio 2018

12 gennaio Torino Corso biblico


Domani, venerdì 12 gennaio dalle ore 17,45 alle ore 19,15: incontro del Corso biblico di Torino (Via Principe Tommaso, 4), si proseguirà la lettura dei Libri di Samuele. Gli incontri sono aperti a tutte/i, per informazioni telefonare a Maria Zuanon 3497206529.

Gli smartphone danneggiano i ragazzi

Gli smartphone danneggiano i ragazzi, lo affermano due azionisti Apple
E chiedono a Tim Cook di investire per studiare i rischi sulla salute mentale dei più giovani
Non è certo la prima volta che viene sollevato il tema della dipendenza da smartphone e degli effetti che può avere sulla salute mentale dei più giovani. Questa volta, però, ad affrontare la questione sono due azionisti di Apple: Jana Partners LLC e California State Teachers’ Retirement System (un fondo pensionistico per insegnanti), che il 6 gennaio hanno inviato una lettera ad Apple chiedendo maggiori finanziamenti per la ricerca sugli effetti sociali e psicologici dell’uso degli smartphone e di implementare strumenti che consentano ai genitori di limitare l’accesso ai telefoni. 
“Ci sono sempre più prove che dimostrano come, almeno per i giovani che ne fanno un uso massiccio, gli smartphone possano avere conseguenze negative involontarie”, scrivono nella lettera i rappresentanti delle due società, che insieme detengono due miliardi di dollari in azioni del colosso di Cupertino. “Il disagio sociale crescente, a un certo punto, avrà un impatto negativo anche su Apple. Per questo è importante affrontare subito la questione”. 
Il tema, di cui si parla ormai da anni, è stato recentemente oggetto di uno studio della sociologa Jean Twenge, che è arrivata a denunciare la possibilità che gli smartphone stiano distruggendo un’intera generazione. Le prime misure per impedire che l’utilizzo di questi strumenti si trasformi in una vera e propria droga iniziano però a vedersi: la Francia, per esempio, ha vietato l’utilizzo di smartphone nelle scuole elementari e medie; mentre Apple già oggi offre ai genitori la possibilità di inserire limiti al consumo di traffico dati e di impedire l’accesso ad alcuni contenuti. 
Il cofondatore di Android Andy Rubin, invece, sta studiando come ridurre la dipendenza da smartphone attraverso l’intelligenza artificiale, consentendo a un bot di gestire da solo gli aspetti più abitudinari dell’utilizzo di smartphone (per esempio, verificare se le notifiche di Facebook sono interessanti o meno), liberandoci così dall’urgenza di controllare lo smartphone fino a 150 volte al giorno.