lunedì 11 dicembre 2017

17 novembre incontro Comunità nascente

Ciao a tutte e tutti,
questa domenica, 17 dicembre, ci sarà l'incontro della Comunità nascente di Torino(in via Principe Tommaso, 4 a Torino). L’eucarestia-predicazione su “i miracoli nel vangelo di Marco” sarà preparata dal nuovo gruppo di riflessione nascente (Anna, Chiara, Marianna e Walter). Il programma sarà il seguente: si prenderà avvio dalle 10,00 con gli arrivi, poi alle 10,30 si inizierà l’eucarestia e il confronto, a seguire il pranzo comunitario (ognuno è invitato a portare qualcosa da mangiare tutte/i insieme per la condivisione), un momento conviviale e poi Vincenzo ci farà vedere le foto del campo di Legambiente a cui ha partecipato. L’incontro terminerà alle 15,30.

Vi rammento inoltre che venerdì 15 novembre dalle ore 17,45 alle ore 19,15: incontro del Corso biblico di Torino (Via Principe Tommaso, 4), si inizierà la lettura del primo Libro di Samuele. Gli incontri sono aperti a tutte/i, per informazioni telefonare a Maria Zuanon 3497206529.

Un abbraccio

Anna

sabato 9 dicembre 2017

COMMENTO AL VANGELO DOMENICA 10 DICEMBRE

+ Marco 1,1-8

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

La connessione di Giovanni come precursore di Gesù nell’interpretazione del brano di Isaia è una connessione fatta dopo la morte di Gesù, all’epoca dell’incontro tra i due, entrambi non avrebbero manifestato né potuto manifestare un simile pensiero.
Che Gesù abbia frequentato la scuola del battezzatore facendosi anche battezzare a sua volta è indubbio, ma i percorsi terreni poi si sono divisi; lo scopo di Marco in questo brano è dare una visione continua tra ciò che era già scritto e quello che è avvenuto con la vita del Nazareno, una giustificazione teologica preannunciata alla Sua vita, ma questo va oltre ai fatti accaduti.
Giovanni si è proposto per un battesimo di conversione, di morte alla vecchia vita e rinascita ad una nuova vita che aveva anche voluto simboleggiare praticamente con un’immersione nelle acque del fiume Giordano su una riva e la riemersione verso l’altra sponda; morte e rinascita.
Cerimonia battesimale che avveniva in età adulta a rottura dell’approccio sacerdotale della religione e riposizionamento verso un approccio di costruzione del Regno di Dio fattivo e pratico e non solamente devozionale.
Giovanni è stato un fustigatore degli atteggiamenti del re e dei sacerdoti del tempio e per questa sua intransigenza profetica l’ha pagata con la vita.
Giovanni viveva da eremita alle soglie del deserto e quindi anche il suo abbigliamento e la sua alimentazione erano adeguati al luogo e al modo di vivere e di testimoniare il suo messaggio.
Nessun profeta è credibile se non vive in prima persona il messaggio che vuole trasmettere. Chi vuole trasmettere messaggi che lui stesso non mette in pratica, ma li chiede ad altri non è un profeta di Dio.
Sergio



Ti dispiace se vado in bicicletta?

Ti dispiace se vado in bicicletta? L’immigrato lo chiede ai cittadini
«Sei un migrante? Non puoi andare in bicicletta nel mio comune»: è questa l’ultima crociata portata avanti da Dante De Capitani, sindaco di Pescate, un paese in provincia di Lecco, che vuole varare un’ordinanza per impedire ai richiedenti asilo di usare la bici. La motivazione alla base di questa scelta? Essendo nullatenenti, i richiedenti asilo non possono rimborsare eventuali danni dovuti a sinistri. Per vedere il video cliccare qui.


La Stampa – 5 dicembre 2017

giovedì 7 dicembre 2017

8 dicembre – dogma dell’Immacolata


1.   Il papa Pio IX l’8 dicembre 1854 definì il dogma dell’Immacolata, che afferma: “la beatissima Vergine Maria fu preservata immune da ogni macchia di colpa originale nel primo istante della sua concezione…” (Denz. Hün., 2803). Questa dottrina è stata dibattuta per secoli nella Chiesa. Perché c’erano autori importanti, come Tommaso d’Aquino, che avevano detto che la Vergine Maria ebbe il peccato originale, poiché la salvezza di Cristo è universale e quindi anche Maria doveva essere salvata da Cristo. Alla fine si impose la dottrina dei difensori dell’Immacolata.
2.   Il dogma dell’Immacolata presuppone l’idea del peccato originale che fu creata nella sessione V del Concilio di Trento (17.VI.1546). Ma è opportuno sapere che l’insegnamento di Trento si basa su un’idea del peccato di Adamo come fatto storico (Denz. Hün., 1511-1513), ignorando il fatto che il racconto di Gen 2-3 non narra un fatto storico, ma è un mito, cosa che oggi accetta la comunità teologica e scientifica meglio accreditata.
3.   L’importante in questa festa è comprendere l’esempio che è per tutti i cristiani l’intera vita di Maria, la madre di Gesù: lei ci insegna l’aspetto più esemplare e degno della condizione umana. Perché è stata l’alveo umano attraverso cui Dio si è umanizzato in Gesù. Ed anche perché è stata una madre di tale qualità che ha saputo allevare ed educare suo figlio in maniera perfettamente esemplare che dalle sue viscere e dalla sua casa ci ha dato Gesù. Per questo sembra corretto dire che, per quanto si riferisce alla nostra relazione con Maria, la madre di Gesù, noi cristiani abbiamo il pericolo di incentivare molto l’«ammirazione» e la «devozione», ma forse non incentiviamo alla stesso modo l’«imitazione». È bene fidarsi di Maria e confidare in lei. Ma è più importante somigliare a lei e vivere come lei ha vissuto, nella misura del possibile.


p. Josè Maria Castillo