lunedì 13 gennaio 2020

Buon inizio anno

Abbiamo bisogno
di contadini
di poeti
gente che sa fare il pane
che ama gli alberi
e riconosce il vento
Più che l'anno della crescita
ci vorrebbe l'anno dell'attenzione
attenzione a chi cade
al sole che nasce e che muore
ai ragazzi che crescono
attenzione anche a un semplice lampione
a un muro scrostato
Essere rivoluzionari oggi
significa togliere più che aggiungere
rallentare più che accelerare
significa dare valore
al silenzio, alla luce
alla fragilità, alla dolcezza.

Anonimo

domenica 12 gennaio 2020

Eucarestia domenica 12 gennaio 2020

SALMO 39
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Beato l’uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore
e non si volge verso chi segue gli idoli
né verso chi segue la menzogna.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».
Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.
INTRODUZIONE
Si sono appena concluse le festività natalizie ed è iniziato un nuovo anno: quale miglior modo di incominciarlo se non con un brano che parla di rinascita ad un nuovo ruolo nella vita e nel mondo? Nonostante, infatti, il battesimo sia ormai diventato un rito obbligato di cui la maggior parte delle persone ignora il significato e la valenza simbolica, questo episodio racconta di questo evento come dell’ingresso in una sorta di nuova dimensione, di una scelta di vita che ci cambia profondamente. Tra l’altro, il brano mostra il battesimo di un Gesù adulto e implica un alto grado di consapevolezza, differentemente da oggi, che a ogni cattolico viene imposto da neonato. Non per niente, in seguito alle riflessioni e ai profondi ripensamenti sul cattolicesimo prodotti dalla riforma di Martin Lutero, sono fioriti movimenti, come quello degli Anabattisti, che proponevano il battesimo da adulti e, proprio per questo, sono stati ritenuti eretici. Condividiamo anche oggi le nostre riflessioni e i nostri pensieri su questo tema. 

VANGELO (Mt 3, 13-17)
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

COMMENTO (Valter)
Credo vada notato anzitutto il carattere dinamico che sembra sotteso alla presente narrazione evangelica:
partiamo col notare il ruolo del Battezzatore, Giovanni. Noi, probabilmente, oggi siamo fuorviati da quello che è diventato ai giorni nostri il battesimo: non già una scelta di vita, come probabilmente era sia ai tempi di Giovanni sia ai tempi di Gesù, rispetto a quello che, particolarmente nella chiesa cattolica, si intende per battesimo. Una sorta di verniciatura indelebile che dovrebbe accompagnare i battezzati: mi permetto di dire, nulla di più inutile…
Infatti, non richiede che chi riceve questo segno lavori su di sé, sul suo ruolo nella comunità di appartenenza, per poter diventare davvero cristiano…
Allora, si pone l’interrogativo sul come si può leggere utilmente questa narrazione. Propongo alcuni flash:
i ruoli in questo brano si ribaltano; Giovanni, predicatore riconosciuto, chiede di essere a sua volta battezzato da Gesù perché riconosce che il percorso da questi proposto richiede un maggior coinvolgimento, sequela, ascolto e non soltanto immersione e pentimento. Ulteriormente, però, avviene l’apertura dei cieli…questo va letto come un simbolo, non possiamo rimanere in estatica ammirazione di un evento irripetibile, anzi, esclusivamente allegorico. Io penso che quando due soggetti, genuinamente in ricerca del volere di Dio, si incontrano e si mettono in cammino, allora i cieli si aprono, il divino si fa intellegibile, appare quasi un pronunciamento, che, però, non va dimenticato ed è reso possibile soltanto dalla disponibilità di chi sta cercando Dio.

RIFLESSIONI
INTERMEZZO MUSICALE
1. Caro Dio, noi ti preghiamo perché così sentiamo aprirsi dentro di noi la moltitudine di cieli luminosi che riempiono di energia le nostre vite;
2. Ci incamminiamo più leggeri per le strade del mondo se sentiamo bruciare la tua parola nel profondo del cuore;
3. Se fuggiamo dalla tentazione di lasciarci andare all'abbandono e al decadimento del nostro corpo e della nostra anima, ci accorgiamo di avere la forza per potercela fare, per poter camminare ancora, dopo l'ennesima caduta.
4. Grazie Dea della luce, che ci sostieni tramite gli sguardi delle persone, i loro racconti, le loro lacrime o sorrisi, tramite lo stupore, tramite il tentativo faticoso di non irrigidirsi nel proprio modo di essere.
TUTTI: Tu sei lo specchio della fiducia in noi stessi, dacci la forza per coltivare ogni giorno, con pazienza, la stima in noi stessi e la sospensione del giudizio verso gli altri, la possibilità di trovare nuovi punti di vista di fronte alla cose che ci appaiono nella quotidianità.

Tutti. Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche. Egli era ben consapevole della congiura che si stava organizzando contro di lui e il suo cuore faceva i conti con la paura. Voleva lasciare ai suoi amici e alle sue amiche, in quella sera e in quella cena di intimità, qualcosa di più di un ricordo, di un segno.
Ora noi spezziamo il pane ricordando Gesù: rendi vivo ed efficace per ciascuno e ciascuna di noi questo ricordo. Egli ci disse di vivere al Tuo cospetto e ci insegnò a dividere il pane dei campi e il pane dei cuori.
“Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Questo è il corpo, la vita, la strada, la sostanza della memoria di Gesù: vivere sotto il Tuo sguardo e dividere tra di noi, accompagnarci. Padre, che tutto questo si avveri nelle nostre vite perché la nostra eucarestia non diventi una farsa.

COMUNIONE CON INTERMEZZO MUSICALE
PREGHIERE SPONTANEE

Padre Nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male. Amen.

POESIA (Chiara)
Navigar sott'acqua per venirne a galla,
farsi fluidi come Gesù nel mare
per accogliere le onde d'urto in arrivo.

Farsi acqua per percorrere con leggerezza e tenacia la propria vita,
per lasciar passare i tormenti come la marea
e rivolgersi ai punti luce,
riflessi nel mare.

Il mare,
un elemento a me caro,
come le mie radici più antiche,
come il suo profumo inconfondibile,
come la terra e il suo odore.

Il mare,
sognato spesso come luogo di paure e timori,
ma anche di coraggio e avanzamento,
continua ad essere una forza che da dentro
spinge all'azione, al movimento,
all'attenzione verso l'altro,
a non fermarsi
se non per ritrovare la terraferma,
dove riposare prima di ripartire
per nuove idee.

sabato 11 gennaio 2020

Luís Espinal Camps

Allenaci Signore
a lanciarci nell'impossibile perché dietro l'impossibile
ci sono la tua grazia
e la tua presenza
non possiamo cadere nel vuoto. Il futuro è un enigma
il nostro cammino
si inoltra nella nebbia
ma vogliamo continuare
a donarci
perché tu stai aspettando
nella notte
con mille occhi
traboccanti di lacrime...

Luís Espinal Camps, sacerdote gesuita ucciso a La Paz, Bolivia il 21 Marzo 1980 

venerdì 10 gennaio 2020

John S. Spong

John S. Spong, La nascita di Gesù tra miti e ipotesi 

Questo è il titolo del piccolo libro del teologo John S. Spong, edito dall'Editore Massari. Per interpretare i miti e le leggende che spesso a Natale ci vengono raccontati come fatti storici, queste piccole pagine sono utilissime:
"Si tratta di un materiale ricco, ma non è storia....Non è mai stata intenzione sia di Matteo che di Luca di fare storia. E' un peccato che i convertiti fuori dell'ebraismo non conoscessero le Scritture ebraiche abbastanza bene da capire ciò che volevano dire le storie originali. Il letteralismo non è solo un'espressione di ignoranza biblica, ma è una distorsione del Vangelo talmente pericolosa da diventare distruttiva per il cristianesimo stesso" (p. 133). 

In libreria per Massari editore, Bolsena (VT), 2017, pp. 189, €10. 

giovedì 9 gennaio 2020

10 gennaio Torino Corso biblico

VENERDI’ 10 gennaio dalle ore 17,45 alle ore 19,15 ci sarà l’incontro del Corso biblico di Torino (sempre in via Principe Tommaso, 4). Si proseguirà la lettura del Libro del Deuteronomio. Gli incontri del Gruppo sono gratuiti e aperti a tutte/i. Per informazioni contattare Maria Zuanon 3497206529

mercoledì 8 gennaio 2020

Una lettera da rileggere e far circolare

Buongiorno! Sono don Roberto prete diocesano di Bergamo da 16 anni e ho appena terminato di leggere il libro "Amori consacrati". Mi sono imposto di leggerlo a piccoli sorsi, due storie per sera, perchè fin dall'inizio mi ha coinvolto parecchio e l'avrei letto tutto di un fiato. Ho preferito leggerlo a piccoli sorsi, lasciandomi ogni sera interrogare dalle storie raccontate. A fatica ho trattenuto le lacrime nel leggere alcune drammatiche testimonianze. Cosa mi ha colpito di più di questo libro? Da una parte il coraggio e la ricerca di sincerità e di verità delle persone coinvolte, spesso superando ostacoli di ogni tipo. E il sollevare il velo su una realtà - quella dell'omosessualità in ambito religioso - di cui tutti sanno ma di cui nessuno vuole nè prendere coscienza nè tanto meno affrontare. Mi ha fatto male leggere come spesso sia mancata accoglienza da parte delle istituzioni nei confronti di queste persone. Chi esce dalle righe per qualsiasi cosa è sempre visto come un problema da gestire e da riportare alla giusta casella che gli spetta. Credo che un caffè o un piatto di pasta come segno di accoglienza e di volontà di un ascolto sincero non debbano mai mancare nella chiesa. Si può anche non condividere una scelta, pensarla in modo diverso ma non puoi mancare l'accoglienza, la ricerca delle ragioni dell'altro, il condividere il suo cammino, sogni e speranze. Si tratta di condividere quell'umanità a cui tutti noi apparteniamo e di sentirci fratelli legati dalla stessa povertà esistenziale che ci accomuna.
Mi ha ferito veder usare il buon Dio come scudo dietro a cui trincerarsi per difendersi dalle proprie paure e dalle proprie immaturità. Usare la preghiera come fosse una medicina per guarire da chissà quali mali. Usare la Chiesa come scusa per non assumersi le proprie responsabilità. Una sfilata di Ponzio Pilato e di novelli Giuda pronti a tradire per i trenta denari della propria comodità e del proprio tornaconto ogni uomo e donna senza nessuna colpa se non quella della ricerca della verità.
Vorrei invitare uno per uno le persone che hanno regalato la loro testimonianza: per chiedere scusa come prete per l'ottusità della chiesa ufficiale. Ma soprattutto per offrire loro uno spazio di ascolto e di accoglienza. La realtà più pesante è l'essere lasciati soli. Li vorrei invitare non tanto per dire "Hai ragione tu ha torto il vescovo, la madre..." ma per dire "Ti sono vicino: non sei solo, non sei sola. Qualcuno come il Cristo a Emmaus cammino accanto a te perchè camminando insieme possiamo dare senso alla vita". Un cammino di umanità da fratello a fratello. Se vi fosse possibile vorrei che consegnaste questo messaggio a ciascuno di loro. Ve ne sarei grato! Grazie per il coraggio che avete dimostrato e la vostra preziosa testimonianza! Che non sia semplicemente un sasso lanciato nell'acqua ma l'inizio di un cammino di rinnovamento! Grazie! 
 - don Roberto Falconi - Diocesi Bergamo 

Caro don Roberto, pubblico la tua lettera come preziosa testimonianza di quella chiesa che sa davvero ascoltare. Dopo 56 anni di ministero sto ancora imparando che, ascoltare il grido e le domande, ci aiuta a cercare insieme e umilmente le strade del cambiamento. Grazie. don Franco Barbero 

martedì 7 gennaio 2020

12 gennaio incontro Comunità nascente

Ciao a tutte e tutti,
questa domenica 12 gennaio ci sarà l’incontro mensile della Comunità nascente di Torino (in via Principe Tommaso, 4). Il programma della giornata sarà il seguente: dalle ore 10,00 arrivi e L’incontro accoglienza, alle ore 10,30 verrà celebrata l’eucarestia, poi pranzo comunitario autogestito (chi desidera potrà portare qualcosa che si mangerà tutte/i insieme).
terminerà alle 13,30 perchè poi don Franco andrà a Genova  al Convegno su "Omosessuali credenti: percorsi di fede a confronto”. Il convegno inizierà alle ore 17,30 presso la Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale ed è organizzato da Arcigay Genova insieme alla Chiesa Valdese di Genova.

Venerdì 10 e venerdì 24 gennaio dalle ore 17,45 alle ore 19,15 ci saranno gli incontri del Corso biblico di Torino (sempre in via Principe Tommaso, 4). Si proseguirà la lettura del Libro del Deuteronomio. Gli incontri del Gruppo sono gratuiti e aperti a tutte/i. Per informazioni contattare Maria Zuanon 3497206529.

Ricordo che come comunità, per dare un segnale ed essere anche noi coerenti con i nostri discorsi sul rispettare l’ambiente, abbiamo deciso di non usare più plastica per il pranzo. Quindi chi vorrà potrà portarsi piatto, bicchiere e posate da casa, anche se in comunità faremo sempre trovare piatti, bicchieri e posate biodegradabili.

Un abbraccio 
Anna