giovedì 21 marzo 2019

Avvocata della Sacra Rota contro il Congresso di Verona

L’avvocata della Sacra Rota contro il Congresso di Verona: “Visione non cattolica ma fascista”


Il Congresso Mondiale delle Famiglie previsto a Verona dal 29 al 31 marzo, costituirà “un momento di riunione per dimostrare che si è formato un potere forte a livello internazionale, che fa riferimento a movimenti di destra sessisti, omofobi, razzisti e antifemministi. Movimenti che legano il White nationalism americano ad analoghi russi, che partendo dalle idee di Anatoly Antonov, Viktor Medkov e Allan Carlson, grazie all’attività di Brian Brown, Alexey Komov, Ivan Shevchenko, non escluso colui che ha permesso l’alleanza Lega-5S ed il raggiungimento del loro patto di Governo – Steve Bannon – si sta storicizzando in Italia una realtà politica ed in un Governo nazionale”. Il tema della famiglia, quindi, sarebbe solo “un pretesto per arrivare alla creazione di un partito o un movimento esplicito di massa popolare a livello internazionale”.
A parlare alla Dire del discusso e imminente Congresso Mondiale delle Famiglie non è un’attivista dei movimenti femministi, ma Michela Nacca, avvocata della Sacra Rota.
Una controriforma omofoba e razzista - Il Wcf sarebbe, secondo Nacca, “un’occasione per contarsi partendo dall’Italia dove, in questa fase storica, è in atto un esperimento sociale per riaffermare un movimento che sembra avere molti punti in comune con la destra fascista, il cui fulcro è tornare indietro rispetto ai diritti delle donne. Una vera Controriforma, che nella sua grammatica principale prevede anche l’omofobia ed il razzismo quale tappa fondamentale per la sua autoaffermazione”. Il tema della famiglia, quindi, sarebbe solo “un pretesto per arrivare alla creazione di un partito o di un movimento esplicito di massa popolare, a livello internazionale”.
La Chiesa ha preso le distanze - “Ciò che deve far riflettere– continua l’avvocata- è l‘assenza delle autorità ecclesiastiche cattoliche, nonostante il Congresso si richiami al tema della famiglia, caro alla Chiesa. Ma, soprattutto, nonostante gli organizzatori esplicitamente sostengano di essere animati da principi e valori cattolici”.
Autorità ecclesiastiche che gli organizzatori del Wcf “hanno sicuramente tentato di coinvolgere, senza evidentemente riuscirci. Ritengo che noi cattolici non possiamo condividere la visione di famiglia che emergerà da questo Congresso– sottolinea Nacca. L’appoggio di un tale movimento da parte di autorità ecclesiastiche cattoliche non solo sarebbe incoerente, ma potrebbe dividere i cattolici, anziché unirli”.

mercoledì 20 marzo 2019

Prof. dell’università contro il congresso mondiale delle famiglie

Verona, Prof. dell’università contro il congresso mondiale delle famiglieUna presa di posizione netta di 400 docenti e ricercatori/trici dell’Università di Verona che firmano un documento contro le tesi degli organizzatori del simposio. #VeronaTransfemminista
Siamo ricercatrici, ricercatori e docenti dell’Università di Verona, ci occupiamo della biologia e dell’esperienza umana da un punto di vista psicologico, filosofico, pedagogico, antropologico, sociologico, di teoria politica, medico, biologico, statistico, giuridico, storico, linguistico, economico. Siamo persone diverse per età, genere, origine, convinzioni politiche, fede religiosa. Siamo però accomunate dalla passione per la ricerca e la conoscenza, e ci riconosciamo in una comunità professionale che ha precise regole scientifiche ed etiche sulla produzione e diffusione del sapere.
Siamo anche unite dal lavorare nella stessa istituzione, l’università pubblica, che se sicuramente non è l’unica voce rappresentativa del sapere scientifico, ne rimane tuttavia una delle espressioni più autorevoli.
Come Dipartimento di Scienze Umane, insieme a molti altre e altri docenti, ricercatori e ricercatrici dell’Ateneo tutto e di tutte le aree disciplinari, ci facciamo promotori di una presa di posizione critica in merito allo svolgimento del Congresso Mondiale delle Famiglie (World Family Congress), che si terrà nella città di Verona, ospitato dal Comune nel Palazzo della Gran Guardia, il prossimo 29-30-31 marzo.
Il Congresso Mondiale delle Famiglie è un evento organizzato da molteplici soggetti: l’International Organization for the Family, ProVita Associazione Onlus, CitizenGo, Comitato Difendiamo i nostri Figli, Generazione Famiglia, National Organization for Marriage.
Si tratta di associazioni diffuse a livello internazionale che si sono caratterizzate, negli anni, per precise prese di posizione relativamente a:
  •          l’affermazione del creazionismo;
  • ·         l’idea che la natura abbia assegnato a uomini e donne differenti destini sociali e diverse funzioni psichiche, che identificano automaticamente la donna in un ruolo riproduttivo e di cura;
  • ·         l’idea che il lavoro fuori casa delle donne, l’esistenza del divorzio e della possibilità di abortire siano le cause del declino demografico;
  • ·         il rifiuto del riconoscimento di diritti civili a configurazioni familiari al di fuori della coppia eterosessuale unita in matrimonio;
  • ·         l’affermazione che configurazioni familiari diverse dalla coppia eterosessuale unita in matrimonio siano, di per sé, contesti educativi e affettivi inadatti all’armonioso sviluppo dei minori;
  • ·         l’equiparazione tra interruzione volontaria di gravidanza e omicidio;
  • ·         la patologizzazione dell’omosessualità e della transessualità e di tutte le forme di orientamento sessuale e identità di genere non ascrivibili a maschio/femmina eterosessuale, e il rifiuto del pieno riconoscimento di diritti civili alle persone che manifestano queste identità;
  • ·         la promozione delle “terapie riparative” per le persone omosessuali al fine di “ritornare” alla condizione armoniosa dell’eterosessualità.

Tali posizioni vengono affermate come fondate scientificamente, ma in realtà la ricerca internazionale non è mai giunta a questo tipo di esiti e li ha anzi smentiti in diverse circostanze: linee guida di ordini professionali, dichiarazioni di indirizzo di associazioni accademiche, articoli scientifici, comitati etici di riviste scientifiche internazionali hanno da tempo preso le distanze dalle credenze espresse dai relatori del convegno.
Con questo documento intendiamo quindi richiamare l’attenzione sul fatto che il convegno WFC è espressione di un gruppo organizzato di soggetti che propongono come dati scientifici opinioni principalmente ascrivibili a convinzioni etiche e religiose. Questo ci preoccupa ancor più nel momento in cui il Congresso Mondiale delle Famiglie vede la presenza tra i relatori di personalità politiche straniere, rappresentative di paesi come l’Ungheria, la Polonia, la Russia, che stanno proponendo apertamente politiche censorie rispetto al dibattito pubblico su questi temi e restrittive della libertà di ricerca e insegnamento universitari.
Il Codice Etico dell’Università di Verona, assieme ai principi della libertà della ricerca e dell’insegnamento, afferma quelli dell’uguaglianza e della solidarietà, rigettando ogni forma di pregiudizio e discriminazione. Alle mistificazioni del Congresso Mondiale delle Famiglie contrapponiamo quindi non solo gli esiti della ricerca scientifica, ma anche i valori della comunità di cui facciamo parte.

martedì 19 marzo 2019

A San Marino la donna è libera solo di morire

Aborto, a San Marino la donna è libera solo di morireNella piccola Repubblica l’interruzione di gravidanza è punita con il carcere. Ora un progetto di legge voluto dai cattolici concede alle donne un diritto: quello di immolarsi se la loro vita è in pericolo. Per la sopravvivenza del feto
La raccolta delle firme è avvenuta nelle dodici parrocchie di San Marino il 6 marzo scorso. Due giorni prima della festa della donna. Poche ore e 500 parrocchiani hanno sottoscritto: l’aborto può essere consentito in un solo caso, quello in cui la vita della donna è messa in grave e conclamato pericolo dalla gravidanza. Non solo. La voce femminile – hanno stabilito – può  essere ascoltata (e rispettata) sempre in un solo caso: se la donna decide di immolarsi per la sopravvivenza del feto. E’ su questa proposta di legge di iniziativa popolare che il Consiglio Grande e Generale (il Parlamento sammarinese) dovrà pronunciarsi entro sei mesi. Dovrà decidere, cioè, se modificare una delle leggi più oscurantiste e restrittive del mondo – a San Marino l’aborto è sempre punito con il carcere da tre a sei anni – concedendo alla donna una libertà di scelta. Una sola, però: quella tra la vita e la morte.

«Non si valuta se è minorenne, se è stata stuprata, se è disabile: il nostro Paese continua a vivere sotto una cappa clericale soffocante», dice Vanessa Muratori, ex parlamentare di Sinistra Unita, alla guida del Comitato promotore della legge sulla procreazione cosciente e responsabile per il quale è scattata ora una corsa contro il tempo: una raccolta di firme – ne servono almeno 60 - per presentare un’altra proposta di legge di iniziativa popolare sulla regolamentazione dell’interruzione di gravidanza e strappare così la piccola repubblica al Medioevo.

domenica 17 marzo 2019

Breve viaggio nel tempo

«L'aborto è la prima causa di "femminicidio nel mondo?  Purtroppo è una triste realtà che in Paesi come Cina e India l'aborto sia la prima causa di femminicidio visto che gli embrioni vengono selezionati sulla base del sesso». (Simone Pillon, senatore Lega Nord).
«Se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale si arriva ad aberrazioni come quelle di cui siamo stati e siamo testimoni» (Lorenzo Fontana, ministro per la famiglia).
«L'aborto lo si è fatto diventare ufficialmente un "diritto umano": in realtà è uno strano caso di "diritto umano" che prevede l'uccisione di un innocente» (Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia).
«L'aborto non è un diritto, e un abominevole delitto. Il mio esempio è la Russia di Putin, dove gli aborti sono scesi da 4 milioni l'anno a 2 con sussidi alla maternità. Fosse per me la legge 194 non dovrebbe esistere. Sono contrario all'aborto, del tutto in linea con la posizione del ministro Fontana. Significa uccidere un bambino nella pancia della mamma» (Alberto Zelger, consigliere comunale Lega Nord a Verona).
Come pensa di comportarsi nei confronti delle famiglie Arcobaleno? "Perché esistono le famiglie Arcobaleno?». Sì, esistono e sono tante in Italia... Ma per la legge non esistono in questo momento» (Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia).
«Oggi non ci sono le condizioni per cambiare la legge 194 sull'aborto, ma anche noi ci arriveremo, come è successo in Argentina» (Simone Pillon, senatore Lega Nord).
«La libertà di scelta ce l'hai prima di concepire una vita. Poi c'è il diritto di un innocente di venire al mondo» (Simone Pillon, senatore Lega Nord).
Facciamo un gioco: Pillon dittatore d'Italia. Che fine fa l'aborto? "Noi sosteniamo la vita e dunque dobbiamo convincere ogni donna a tenere il suo bambino». E se vuole abortire? «Le offriamo somme ingentissime per non farlo». E se vuole ancora? "Glielo impediamo».
Matrimonio gay? «Quale matrimonio gay? Non esiste, perché la famiglia è quella naturale. Se intende le unioni civili, le abolirei». Divorzio? «Vorrei introdurre in Italia il "convenant marriage" americano: una forma di matrimonio indissolubile» (Simone Pillon, senatore Lega Nord).
«Quella scorsa è stata una legislatura orribile: è passata con il voto di fiducia una legge sulle unioni civili che come previsto ha aperto alla stepchild adoption per via giudiziaria, ed è stata approvata una cattiva legge sul testamento biologico, eutanasica» (Gaetano Quagliariello, senatore Idea).
«A undici settimane il bambino ha già le impronte digitali, e però l'aborto è una costante che nessuno mette in discussione» (Alessandro Pagano, deputato Lega Nord).
«Posso dire una cosa? Oggi il papa è stato davvero molto bravo. E coraggioso». Così il senatore della Lega Simone Pillon su Facebook commenta le parole di Francesco sull'all'aborto, assimilato all'«affittare un sicario».
Questi politici saranno al XIII Congresso mondiale sulla famiglia tradizionale che si svolgerà in marzo a Verona. Tra i relatori, oltre a tre ministri italiani e politici antiabortisti e omofobi provenienti da Paesi dell'est Europa, è stato invitato anche un esorcista.
Benvenuti in Italia, a.D. 2019.
Federico TulliAdista, 2 marzo 2019

Don Beppe Socci

Desidero solo essere un seme di grano buono 
Desidero solo essere un seme di grano buono nel grande campo dell'esistenza, perché il mio esistere sia qualcosa che serve a saziare la fame di Verità, di Luce, di Gioia dei miei fratelli. 

Don Beppe Socci

sabato 16 marzo 2019

Commento vangelo 17 marzo 2019

Luca 9, 28-36
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All'entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.


Fra i temi riscontrabili a partire dalla riflessione che segue all’approccio a questo brano, uno spazio particolare è quello rivestito dalla preghiera di Gesù: spesso i vangeli riferiscono del profeta di Nazareth intento nel pregare, o meglio, che sceglie uno spazio per pregare. Mai, però, si dice che egli preghi con questa o con quella formula, se non sbaglio, solo quando insegna il ”Padre Nostro”, viene riportato un modello di preghiera.
Potremmo dire che Gesù cerca uno scambio con Dio costante: spesso su un monte, un’altura, una località separata dal rumore di sottofondo del vivere.
Se notiamo che questa caratteristica è così presente in lui potremo dire, di conseguenza, che è un momento centrale nell’esperienza del nazareno: quindi, se lo è stata per lui dovrebbe poterlo essere anche per coloro che si dicono suoi discepoli.
Purtroppo il nostro modello di vita ha cristallizzato il pregare, si prega prevalentemente nelle chiese, nelle occasioni cultuali, in tempi, modi da altri definiti.
Così il pregare diventa altro da quanto è stato tramandato da Cristo e dai profeti; non stupisce allora che pregare sia così difficile oppure così facile.
Gesù ripetutamente viene presentato in preghiera e la sua è un’attività simile alla nostra pratica meditativa, noi al contrario per pregare andiamo in luoghi affollati, scegliamo momenti collettivi:
forse occorre non trascurare questa differenza, forse sarebbe opportuno valorizzare e scoprire la preghiera come pratica necessaria per ognuno fuori da litanìe o formulari a partire proprio dall’esempio di Gesù.
La preghiera, come dice il testo, fa cambiare di aspetto, trasfigurare, simbolicamente rende possibile un contatto con figure importanti.
Oggi, per noi è necessario uscire dall’alone magico misterioso eccezionale del racconto che potrebbe far indugiare sul significato delle presenze profetiche che dialogano con Gesù.
Propongo, invece, di riflettere sulla portata dell’atto del pregare.
Il che vorrebbe dire che diventa necessario reimparare l’atto del pregare.
Non è senza significato che lo stesso brano, pur datato, pur figlio di una cultura differente, inviti a non indugiare nella contemplazione, altro che costruire tende per godere dello spettacolo dell’avvenuto incontro fra il maestro nazareno e i profeti classici dell’ebraismo.
Non è privo di significato che Gesù, ad un certo punto, inviti, stimoli i discepoli a uscire dall’”imbabolimento” (sta per estraniazione, contemplazione estatica, fuori del mondo) nel quale sono caduti. Una voce interviene a dare un riconoscimento a Gesù, ad assegnargli una sorta di investitura ulteriore; questo pare ribadire l’eccezionalità della missione che il nazareno ha scelto di accettare e di portare avanti cioè quella di affrontare il percorso di vita senza indugiare nel meraviglioso.
Valter Primo

venerdì 15 marzo 2019

Incontri comunità mese di aprile

Ciao a tutte e tutti,
domenica 14 aprile ci sarà il prossimo incontro della Comunità nascente (via Principe Tommaso, 4 a Torino). Il programma della giornata sarà il seguente:
dalle ore 10,00 arrivi e accoglienza, alle ore 10,30 verrà celebrata l’eucarestia, poi pranzo comunitario autogestito (chi desidera potrà portare qualcosa che si mangerà tutte/i insieme) e nel pomeriggio continueremo il discorso su “l’evoluzione e la creazione” (nella prossima mail vi invierò anche le foto dei cartelloni del precedente incontro). L’incontro terminerà verso le 15,30.

Vi rammento che venerdì 29 marzo dalle ore 17,45 alle ore 19,15 ci sarà l’incontro del Corso biblico (via Principe Tommaso, 4 a Torino) e si continuerà la lettura delle parabole. Gli incontri del corso sono gratuiti e aperti a tutte/i. Per informazioni chiamare Maria Zuanon 3497206529

Un abbraccio
Anna