lunedì 14 ottobre 2019

Tatanga Mani

Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo. Molti miei amici sono nati con la pelle gialla, nera o bianca. Ci sono fiori dai colori diversi e ognuno di essi é bello. Io spero che i miei figli vivano in un mondo in cui tutti gli uomini, di ogni colore, vadano d'accordo e lavorino insieme, senza che la maggioranza cerchi di uniformare gli altri al proprio volere.

Tatanga Mani

domenica 13 ottobre 2019

Canone eucarestia 13 ottobre 2019

SALMO 97
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

INTRODUZIONE
Ci sembra doveroso introdurre questa celebrazione con una lode a Dio per i molti doni che ci ha concesso, anche se non sempre li riconosciamo. Nel Vangelo di oggi si mette in rilievo che, fra tutti coloro che hanno ottenuto la purificazione (e dunque la possibilità di passare da una vita miserevole a una dignitosa), soltanto uno mostra riconoscenza, in quanto si rende conto dell’enormità del dono ricevuto. La guarigione è, quindi, motivata anche dalla fede dell’individuo, dal fatto che ci abbia “messo del suo”. L’uomo è, inoltre, uno straniero, uno di quelli da cui, in genere, ci si aspettano problemi e ingratitudine. Gli spunti di riflessione possono essere diversi: in primis, forse la maggior parte di noi può rispecchiarsi, almeno in una certa misura, nell’atteggiamento dei nove uomini beneficati. Infatti, il più delle volte abbiamo difficoltà a riconoscere di aver avuto in sorte dei doni, sia provenienti da Dio che da chiunque sia nella nostra vita; tendiamo a sottovalutare ciò che abbiamo o a darlo per scontato e, perciò, non ringraziamo. La fede, invece, è uno degli elementi, secondo Gesù, che contribuiscono a cambiare le cose, ma perché ciò accada ognuno di noi deve ricoprire la sua “parte attiva”. Nel racconto biblico, infine, ancora una volta il protagonista di un evento straordinario è un emarginato o, addirittura, un individuo su cui grava il disprezzo e la diffidenza della società. Invece, è l’unico a saper riconoscere i segnali di Dio nella propria vita e a renderli vivificatori. Insomma, la diversità porta ricchezza.
Distratti dalla quotidianità, dimentichiamo spesso di dare valore a ciò che abbiamo intorno e, così, non notiamo nemmeno eventi macroscopici, in quanto troppo concentrati sul nostro piccolo. Eppure, ci dice Gesù, talvolta può bastare un gesto di fede, uno sguardo nuovo sulle cose, per attivare un cambiamento importante.

VANGELO (Lc 17, 11-19)
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

COMMENTO - Valter
Accostandoci a questo brano evangelico possiamo notare il contesto dinamico nel quale si svolgono le vicende narrate. Quindi esiste in partenza un contesto attivo, non esclusivamente contemplativo o attendista: però il testo ci dice che Gesù esorta i richiedenti, i 10 lebbrosi, a proseguire la loro marcia, ad andare verso il tempio: proprio in questa direzione avviene la loro guarigione. Possiamo pensare che spesso dalle nostre sofferenze possiamo o potremmo guarire mettendoci in marcia, cercando di superarle e non rimanendo annichiliti ad aspettare una guarigione. Questa non è sempre dovuta a un agente esterno; se, però, e anzi, a maggior ragione, la guarigione avviene senza medicine, molto facilmente potremmo esser indotti a dimenticare la malattia, il percorso di guarigione, per considerarle quasi come percorso dovuto, scontato.
Accostandoci a questo brano, ritengo sia necessario pensare a quante volte nel nostro percorso esistenziale ci troviamo guariti e, nonostante ciò, non sappiamo rendere grazie.
Va notato, poi, che questo percorso di gratitudine non è necessario per dimostrare di essere “educati e rispettosi” verso Dio; al contrario, rendere grazie è sintomo di consapevolezza, di attenzione e di ricerca. Imparare a ringraziare ritengo possa anche farci imparare a sentirci meno malati e, invece, disponibili ad accogliere la guarigione possibile.
Grazie alla consapevolezza del dover essere grati, credo possano anche ridursi alcune nostre malattie, alcuni nostri bisogni. Come risulta evidente da queste mie parole, è necessario allargare il concetto di essere lebbrosi, interpretandolo con l’essere bisognosi, da non confondere con l’essere indigenti. È facile ritrovarci a essere sofferenti, essere tenuti ai margini, come lebbrosi; riuscire poi, a risolvere questa emarginazione e scordare di accogliere ciò come dono … se, poi, questa esiste realmente.

RIFLESSIONI
INTERMEZZO MUSICALE
1. Signore, fa di me uno strumento della Tua Pace: Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore, Dove è offesa, ch'io porti il Perdono, Dove è discordia, ch'io porti l'Unione, Dove è dubbio, ch'io porti la Fede, Dove è errore, ch'io porti la Verità, Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza, Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia, Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.

2. Maestro, fa che io non cerchi tanto a esser consolato, quanto a consolare; a essere compreso, quanto a comprendere; a essere amato, quanto ad amare. Poiché, così è: Dando, che si riceve; Perdonando, che si è perdonati; Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

Tutti. Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche. Egli era ben consapevole della congiura che si stava organizzando contro di lui e il suo cuore faceva i conti con la paura. Voleva lasciare ai suoi amici e alle sue amiche, in quella sera e in quella cena di intimità, qualcosa di più di un ricordo, di un segno.
Ora noi spezziamo il pane ricordando Gesù: rendi vivo ed efficace per ciascuno e ciascuna di noi questo ricordo. Egli ci disse di vivere al Tuo cospetto e ci insegnò a dividere il pane dei campi e il pane dei cuori.
“Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Questo è il corpo, la vita, la strada, la sostanza della memoria di Gesù: vivere sotto il Tuo sguardo e dividere tra di noi, accompagnarci. Padre, che tutto questo si avveri nelle nostre vite perché la nostra eucarestia non diventi una farsa.

COMUNIONE CON INTERMEZZO MUSICALE
PREGHIERE SPONTANEE

Padre Nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male. Amen.

Grazie alla vita
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato due occhi
Che quando li apro
Chiaramente vedo
Il nero e il bianco,
Chiaramente vedo il cielo alto
Brillare al fondo,
Nella moltitudine
L'uomo che amo.
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato l'udito
Così certo e chiaro
Sento notti e giorni
Grilli e canarini
Turbini martelli
E lunghi pianti di cani
E la voce tenera
Del mio amato
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato il passo
Dei miei piedi stanchi
Con loro ho attraversato
Città e pozze di fango
Lunghe spiagge vuote
Valli e poi alte montagne
E la tua casa la tua strada
Il tuo cortile
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Del mio cuore in petto
Il battito chiaro
Quando guardo il frutto
Della mente umana
Quando vedo la distanza
Tra il bene e il male
Quando guardo il fondo
Dei tuoi occhi chiari
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto
Mi ha dato il sorriso
E mi ha dato il pianto
Così io distinguo
La buona o brutta sorte
Così le sensazioni che fanno
Il mio canto
Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto

sabato 12 ottobre 2019

Martin Luther King

Uno giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.

Martin Luther King

venerdì 11 ottobre 2019

Le nostre resistenze all’opera liberatrice di Dio

“Dio ci vuole liberare da tutto ciò che ci condiziona e ci rende schiavi: bisogna lasciarsi liberare e consentire a Dio, che lavora in noi, di portare a compimento la sua opera.
Ma sappiamo che questo è molto impegnativo e si fa una gran fatica ad essere in questa condizione di disponibilità in vista della libertà. 
Anche Israele ha faticato molto per consentire a Dio di liberarlo dalla schiavitù. Lo desiderava tanto, però poi bisognava pur faticare, ed è impegnativo anche solo rendersi disponibili all'opera di Dio. Niente si ottiene senza impegno. Noi siamo fragili creature...ed è grande la tentazione di lasciar correre, di accettare che le cose vadano come vanno, non sempre siamo disposti a combattere e a lottare per liberarci da tutto ciò che ci condiziona e ci rende schiavi.
Gli israeliti si lamentavano sempre ad ogni difficoltà che incontravano: ah...torniamo là in Egitto, così siamo più tranquilli! E così, purtroppo, ragioniamo spesso anche noi”. 

(tratto da Emanuele Parrino, “Prediche”, Vol. 1, Logos e Koinonia, Palermo 2019 pag.166) 

giovedì 10 ottobre 2019

Birgil Kills Straight

La donna é sacra. 
Noi rispettiamo le madri, le sorelle, le mogli, le figlie, le nipoti. 
Sono le donne che ci danno la vita, che ci nutrono e che ci insegnano a camminare e a parlare. 
Gli uomini sono i loro occhi, le loro orecchie, la loro bocca.

Birgil Kills Straight

1-3 novembre Convegno nazionale CdB

Convegno nazionale CdB italiane: 1-3/11/2019 a Vico Equense – “Vangelo e costituzione. Credenti disobbedienti nella Chiesa e nella società” 
La convocazione, per il prossimo autunno, del convegno delle Comunità Cristiane di base italiane acquista un particolare significato per il contesto nel quale è previsto il suo svolgimento, ben diverso da quello del tempo in cui fu convocato.
Le dinamiche socio politiche sono mutate e di conseguenza la prospettiva del rapporto fra Vangelo e Costituzione, che ne costituisce il tema, deve essere aggiornata. Aggiornata non mutata. 
Le Comunità Cristiane di base italiane, che si ritroveranno a Vico Equense dal primo al tre novembre per il loro trentottesimo Incontro nazionale sul tema “Vangelo e Costituzione. Credenti disobbedienti nella Chiesa e nella società”, non possono ignorare il ridimensionamento delle forze che della Costituzione intendono correggere il disegno democratico. Con la, ancora necessaria, difesa della Costituzione si può intrecciare con maggiore impegno la ricerca della sua piena attuazione. 
Nel sottolineare il loro essere “disobbedienti”, le CdB hanno inteso confermare la loro autonomia nella ricerca di una prassi autenticamente evangelica, pur in tempi in cui molte delle loro scelte, un tempo considerate eversive, sono condivise dai tanti cattolici “obbedienti”. 
In verità, è il binomio Vangelo e Costituzione che costituisce il senso della loro prassi nella più generale prospettiva del rapporto fede/politica posto a fondamento della loro scelta di considerare la polis la sede in cui esercitare il comandamento dell’amore in comunione con i fratelli di fede e nella solidarietà con i concittadini. 
La polis come spazio nel quale vivere l’ecclesia senza rivendicare per essa una speciale condizione di privilegio.
Un’ecclesia solo funzionale alla vita comunitaria, nell’ambito delle leggi dello Stato destinate a regolarla, e una prassi da adeguare, nel tempo, al mutare delle norme che regolano la vita sociale. 
In questa fase, in cui le regole democratiche sembrano entrare, in crisi per il prevalere dell’uno sui più, è indispensabile declinare la fratellanza con l’uguaglianza. Sui modi sono chiamati a riflettere i partecipanti al prossimo Convegno Nazionale. 

PROGRAMMA 
VENERDÌ 1 NOVEMBRE
h 15: accoglienza, sistemazioni, iscrizioni
h 17: inizio lavori: saluto della Segreteria, comunicazioni, informazioni organizzative. h 17:30-18:15: Maria Soave Buscemi - “Il sinodo dell’Amazzonia e l’assemblea dei popoli indigeni”
h 18:15-19: Discussione e testimonianze h 19:30: cena 
SABATO 2 NOVEMBRE
h 9-12:15: Relazioni introduttive (dopo ogni relazione ci saranno 15 minuti per eventuali domande di chiarimento)
- Tonino Perna - “La legalità è un valore assoluto? La disobbedienza civile come pratica di obbedienza all’insegnamento di Gesù” (45’).
- Antonietta Potente - Paola Cavallari “Credenti disobbedienti nelle religioni: ubbidire a Dio e alla coscienza di fronte a incoerenze, contraddizioni e violenze” (30’+30’)
- Marco Deriu “Credenti disobbedienti nella società: ritrovare una presenza disobbedendo agli idoli del nostro tempo” (45’) 
h 12:30: pranzo 
h 14:30-19: Discussione e approfondimento in piccoli gruppi (i gruppi, di circa 20 persone ciascuno, saranno coordinati dalle CdB disponibili e lavoreranno su tutte le tematiche). 
h 19:30: cena
h 21:30: serata di festa / spettacolo 
DOMENICA 3 NOVEMBRE
h 9-12: Assemblea di condivisione eucaristica a cura della CdB del Cassano (Napoli) 
All’interno dell’assemblea eucaristica saranno presentati i lavori dei gruppi e ci sarà il momento della condivisione di riflessioni, testimonianze, preghiere, propositi per proseguire insieme.
Alla fine della celebrazione lettura e approvazione dei documenti presentati dalle CdB (le CdB che intendono presentare documenti all’approvazione dell’assemblea lo comunichino alla segreteria entro il 15 settembre). 
h 12:30: pranzo, saluti, partenze
PER INFO E PRENOTAZIONI (entro il 15/10/2019): sito: www.cdbitalia.it/incontro2019; e-mail: segreteria@cdbitalia.it; tel. 339 1733363 o 339 1455800.

martedì 8 ottobre 2019

13 ottobre incontro Comunità nascente

Ciao a tutte e tutti,
questa domenica. 13 ottobre, si svolgerà l'incontro della Comunità nascente (via Principe Tommaso, 4 a Torino). Il programma della giornata sarà il seguente: dalle ore 10,00 arrivi e accoglienza, alle ore 10,30 verrà celebrata l’eucarestia, poi pranzo comunitario autogestito (chi desidera potrà portare qualcosa che si mangerà tutte/i insieme) e nel pomeriggio continueremo a parlare su “Come il cristianesimo è diventata una religione non presentata da Gesù”. L’incontro terminerà verso le 15,30.

Il prossimo incontro del Corso biblico di Torino (sempre in via Principe Tommaso, 4) sarà venerdì 18 ottobre dalle ore 17,45 alle ore 19,15. Si continuerà la lettura del libro “Gesù, il cristianesimo e la modernità” di Mauro Pesce. Per informazioni contattare Maria Zuanon 3497206529..

Un abbraccio
Anna