lunedì 15 ottobre 2018

Discriminazioni a scuola a Lodi, vola la raccolta fondi

Discriminazioni a scuola a Lodi, vola la raccolta fondi: “Sospendete le donazioni” - Oltre 60mila euro arrivati al comitato che vuole tutelare i bimbi figli di migranti estromessi dai servizi della scuola dalla modifica al regolamento voluta dalla sindaca leghista

Incredibile, ma bellissimo. Il comitato della raccolta fondi di Lodi "Coordinamento Uguali Doveri" ha raggiunto il primo obiettivo e ha chiesto ai tanti italiani che hanno scritto e mandato soldi di sospendere le donazioni. Sono già arrivati 60mila euro, e in base ai bonifici si dovrebbe già salire a quota 90mila. Tutto questo servirà a tutelare i bambini figli di migranti che sono stati estromessi dai servizi della scuola grazie a quello che a molti è apparso un abuso politico della sindaca leghista della città, Sara Casanova.  Infatti per aver diritto agli sconti su mensa e bus non basta la certificazione italiana dei redditi,  ma documenti originali da paesi lontani e con burocrazie non molto efficienti.
"Come potete aiutarci adesso"?, si legge nel post del comitato: "Partecipando al presidio che si terrà in Piazza Broletto, sotto il municipio di Lodi, martedì 16 ottobre dalle 8.30 alle 20.30 e alle altre iniziative che saranno organizzate".

La libreria di Lodi di Michela Sfontrini è diventata l'epicentro di una gara di solidarietà minima, ma ramificata che sta facendo diventare il caso di Lodi un caso nazionale e internazionale. Diverse e dure le reazioni del mondo politico nelle ultime ore, dall'ex premier Renzi al segretario del Pd Martina alla segretaria della Cgil Susanna Camusso, che hanno chiamato in causa il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti: che ieri si è detto disponibile a incontrare la prima cittadina lodigiana: "

Dal canto suo la sindaca ha sempre spiegato che a suo modo non sta discriminando, ma nei fatti si sono create difficoltà che riguardano solo gli stranieri. La solidarietà nei confronti dei bimbi stranieri e delle loro famiglie, oltre che dal punto di vista economico, ha iniziato ad arrivare sui social anche attraverso l'ironia dei vignettisti.

La responsabilità

Sono convinto, anzi fermamente convinto, che la vita sia un dono di Dio. Mi è stata regalata. Non me la sono guadagnata. 
In quanto credente, ritengo che mi sia stata da Dio attraverso i genitori. Questo dono, tuttavia, comporta una responsabilità. 
D'altronde lo dice anche il catechismo. Ciascuno di noi è responsabile della propria vita . E perché dovrebbe cessare di esserlo proprio nell'ultima fase dell'esistenza?
La responsabilità esiste fino in fondo e io ho tutte le intenzioni di assumermela.

Hans Kung, Morire felici, Rizzoli Ed. pag.24

domenica 14 ottobre 2018

Aborto, migliaia in piazza a Verona

Aborto, migliaia in piazza a Verona: “Giù le mani dalla legge 194” - l corteo organizzato da "Non una di meno" a una settimana dalla mozione approvata dal consiglio comunale della città scaligera

Migliaia di persone, in grande maggioranza donne, arrivate anche da altre città d'Italia, hanno sfilato per le vie del centro di Verona nella manifestazione organizzata dall'associazione "Non una di meno" per difendere la legge 194 e in segno di protesta contro la mozione anti-aborto approvata la scorsa settimana dal consiglio comunale e diventata un caso politico nazionale, soprattutto per il voto favorevole della capogruppo del Pd, Carla Padovani. Il corteo, cui hanno aderito numerose associazioni femminili e della società civile, è partito dal piazzale della stazione di Porta Nuova ed ha attraversato piazza Bra per raggiungere la zona di Porta Vescovo. 

Poche decine di persone hanno invece partecipato, in piazzale Cadorna a Milano, al presidio organizzato da Forza Nuova e altre associazioni cattoliche riunite nel Comitato "No 194". L'iniziativa doveva essere un corteo poi vietato dalla questura. Il presidio è stato contestato da un gruppo di ragazze che, dall'altra parte della piazza, protestavano con cartelli a favore della legge 194 e dell'aborto. Alla stazione Cadorna stamattina erano presenti anche le attiviste di "Non una di meno", che prima della partenza per partecipare alla manifestazione di Verona hanno organizzato un flashmob. Sventolando striscioni, le femministe al megafono hanno chiesto "aborto libero, sicuro e gratuito" e hanno tappezzato la stazione con manifesti che ritraggono un feto nella pancia, con la faccia del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e la scritta "il tuo cervello a 2.346 settimane è sviluppato solo per discriminare donne e non italiani". Un piccolo corteo di gruppi "pro life" si è svolto anche a Caserta. 

Poema per il fratello bianco

Caro fratello bianco,
quando sono nato io ero nero, quando sono cresciuto io ero nero, quando vado al sole io sono nero, quando ho freddo io sono nero, quando ho paura io sono nero, quando sono malato io sono nero, quando morirò io sarò nero. 

Ma tu, fratello bianco,
quando sei nato tu eri rosa, quando sei cresciuto tu eri bianco, quando vai al sole tu sei rosso, quando hai freddo tu sei verde, quando sei malato tu sei giallo, quando hai bevuto troppo tu sei nero, quando morirai tu sarai grigio. 

Allora, fratello bianco, fra noi due chi è l’uomo di colore? 

sabato 13 ottobre 2018

COMMENTO AL VANGELO DOMENICA 14 OTTOBRE

+Marco 10,17-30

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

Alcune riflessioni personale su questo brano del Vangelo.
Gesù propone un passo radicale a questo giovane, rinunciare a tutte le sue proprietà. E’ una proposta che non viene accettata, ma nulla ci impedisce di pensare che magari in futuro potrà avere un seguito. Chi è colui il quale possa prendere una tale decisione istantaneamente? Magari, forse il giovane avrà avuto bisogno di rifletterci per meglio concretizzare il suo passo. Gesù propone un percorso difficile, che deve essere metabolizzato per essere condiviso. Nemmeno Francesco d’Assisi ha compiuto il passo definitivo in un attimo, ma ha dovuto percorrere un tragitto faticoso.
Vorrei ancora fare una riflessione sulla frase “possedeva molti beni”.
Possedere beni o essere posseduti dai beni.
Una gran bella differenza tra questi due concetti, possedere significa anche essere libero di disfarsene in qualche maniera o in qualsiasi momento invece essere posseduto non lascia via di scampo. Essere posseduto dai beni (pochi o tanti non fa molta differenza) significa non volere cambiare, non potere rinunciare, continuare ad accumulare; beni che non sono solo proprietà e danaro, ma anche potere, egocentrismo, volere essere superiore.
Quasi impossibile uscire da una zona di essere posseduto, in quanto è il possesso di ciò che manca che spinge all’accumulo ed orientare la propria vita su un percorso senza ritorno; si, potranno sfuggire “le briciole”, “le elemosine”, “il molto soprappiù” tutt’altro che essere nell’ottica del dono come forma di limitare i propri possessi a favore di altri più necessitanti.
Il possesso di beni fa parte della natura umana, ma quando il possesso diventa la cifra della propria vita si è già innalzato un nuovo idolo da adorare, un nuovo dio che mette dei paletti ben precisi sul proprio comportamento, si è sulla strada dell’idolatria, un dio che orienta la propria vita, le proprie azioni, i propri sentimenti.
Gesù ci mette in guardia sul commettere un simile errore non gradito al Padre perché costruisce un solco tra i fratelli incolmabile.

Questa domenica ci riserva come prima lettura un passo del Libro della Sapienza molto bello che ci invita a scegliere il dono della sapienza rispetto alla virtù della prudenza.
La sapienza ci permette di conoscere, di valutare, di sapere appunto non paragonabile al mero possesso dei beni materiali, anche se sovrabbondanti.
La sapienza non è solo conoscenza o istruzione, la sapienza è discernimento, la sapienza è giustizia di comportamenti e di giudizi.
La sapienza illumina la mente e permette passi e scelte giuste e corrette.
La sapienza è non fermarsi nella conoscenza, ma è proseguire, è mettere in dubbio per poter proseguire nell’illuminazione mentale.
La prudenza è un freno, la sapienza è un volo.
Sergio




Dal libro della Sapienza 7,7-11

Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.


giovedì 11 ottobre 2018

12 ottobre Torino Corso biblico

Venerdì 12 ottobrealle ore 17,45 alle ore 19,15 ci sarà il Corso biblico e si affronteranno “I Libri dei Maccabei”.
Gli incontri del gruppo sono gratuiti ed aperti. Questi incontri hanno lo scopo di privilegiare lo studio dei libri biblici o quegli studi che vengono volutamente trascurati o “messi sotto silenzio”. Per informazioni chiamare Maria Zuanon 3497206529

mercoledì 10 ottobre 2018

Ruben Zimmermann

Un'opera aggiornata e completa, che stabilisce un nuovo paradigma nella interpretazione esegetica delle parabole di Gesù, ponendosi come un punto di riferimento imprescindibile per un loro studio scientifico: per i teologi di professione, per gli studenti di teologia e per chi si occupa di annuncio e catechesi. È inoltre un'opera indispensabile per la formazione personale: per chi si interessa di storia, di letteratura e di scienze della cultura, e per tutti i lettori e le lettrici che desiderano conoscere più a fondo il Gesù storico e, attraverso le parabole, il suo mondo. Un libro prezioso che fornisce orizzonti aperti e preziosi per una ricerca personale e di gruppo. Certo, la teologia e l'esegesi sono troppo costose. 

Ruben Zimmermann, Compendio delle parabole di Gesù,Queriniana, Brescia, 2011, pp. 1608, € 140