mercoledì 30 ottobre 2013

"Essere gay è normale" lettera aperta al sindaco di Roma



Caro Sindaco di Roma,   
ragazzo romano si è gettato dall’undicesimo piano perché gay. O meglio perché nessuno è riuscito a dirgli, prima che si gettasse, che essere gay non è solo quello che ha provato fino a quel momento. È ben altro.         
Ti chiediamo aiuto. Aiuto per diffondere nelle scuole romane un messaggio positivo, un messaggio di vita e non di morte. Per dire ai bulli, ai professori e ai genitori che essere omosessuali non è qualcosa da respingere, osteggiare e dileggiare; ma soprattutto ti chiediamo aiuto per dare strumenti agli adolescenti gay, lesbiche e transessuali romani per affrontare quel momento difficile. E per dire loro che non sono soli.    Alcuni di noi hanno partecipato al progetto Le Cose Cambiano, un sito e un libro che raccoglie testimonianze persino di Barack Obama, di Hillary Clinton e di David Cameron. L’abbiamo fatto per poter raccontare – come già accaduto negli USA con il progetto It Gets Better, nato dopo un’ondata di suicidi tra adolescenti – che quel dolore può passare e trasformarsi in forza e che essere gay non è brutto, ma è normale. Che le cose, appunto, cambiano, e non andranno solo meglio, ma andranno semplicemente bene, come per chiunque altro al mondo. 
Sappiamo che il Comune ha un grosso buco di bilancio e non ti chiediamo di finanziare progetti. Ma ci sono delle cose che come sindaco puoi autorevolmente fare. Puoi chiedere alle scuole di aprire le porte a chi può raccontare che essere gay, lesbiche, bisessuali e transessuali è bello tanto quanto essere eterosessuali. Puoi scrivere personalmente ai professori delle scuole romane e chiedere loro di parlare di omosessualità, bisessualità e transessualità senza pregiudizi. Puoi aprire gli spazi pubblici a momenti di scambio con i ragazzi e le famiglie.  
Ti chiediamo una presa di posizione forte, un tentativo di inversione culturale in questa città che inghiotte la diversità e ne fa poltiglia. L’omofobia, anche quella interiorizzata, di chi non si accetta o non crede di essere dalla parte giusta, a Roma sta diventando una vera e propria emergenza. Noi siamo a tua completa disposizione come testimoni per entrare nelle scuole, per raccontare con la nostra voce che nessuno deve più sentirsi da solo in questa città, come in nessun’altra città o provincia italiana, perché omosessuale. Cominciamo col chiedere aiuto a te perché il teatro delle tragedie più recenti, e più gravi, è stata proprio la Capitale, ma il nostro appello è rivolto a tutti i sindaci d’Italia, e speriamo che tu possa darci una mano per farlo arrivare a tutti loro.
Ivan Cotroneo,
 Francesca Vecchioni,
 Cristiana Alicata,
 Ferzan Ozpetek,
 Walter Siti,
 Vittorio Lingiardi.
 Umberto Veronesi,
 Renato de Maria,
 Isabella Ferrari.
 Maria Sole Tognazzi,
 Sonia Bergamasco,
 Fabrizio Gifuni,
 Roberto Vecchioni,
 Piergiorgio Paterlini, Ernesto Maria Ruffini,
Lucia Mascino, 
Massimo Coppola, 
Matteo B. Bianchi,
 Valentina Cervi,
 Barbara Stefanelli,
Fulvio Marcello Zendrini,
 Nicla Vassallo,
 Serena Dandini,
 Dacia Maraini,
 Rita dalla Chiesa,
Mita Medici,
 Catena Fiorello,
 Monica Rametta, 
Francesca Marciano,
 Francesca Cima,
 Piera Detassis, 
Delia Vaccarello, 
Francesca Fornario,
 Alessandro Gilioli,
 Fabio Cinti,
I laria Fraioli,
Lorenza Soldani,
 Ingrid Lamminpaa,
 Federico Novaro,
 Antonia Monopoli,
 Francesco Bilotta,
Marcello Signore,
 Nicola Giuliano,
 Tommaso Giartosio, 
Viola Di Grado, 
Liliana Rampello,
Alcide Pierantozzi,
 Luca Formenton, 
Milena Cannavacciuolo,
 Linda Fava,
 Elena Tebano,
Maso Notarianni,
 Stefano Mordini, 
Camilla Paternò, 
Domenico Starnone, Alice Guarechi,
Laura Zanacchi,
 Elena Quarestani,
 Alessandra Brogno,
 Chiara Reali, 
Irene Bozzi,
 Andrea Bordoni, 
Matteo Marino

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