venerdì 11 ottobre 2013

SEMINARIO "LIBERAZIONE DELLA MEMORIA EMOZIONALE"



Eccomi qui, reduce da questo famoso seminario di Metamedicina, sul quale mi avete sentito parlare la scorsa volta in comunità. Premetto che questa che sto qui a raccontare è la mia storia, se il seminario ha avuto degli effetti positivi sulla mia persona non vuol dire che sia uguale per tutti e non voglio promulgarne le qualità ma solo esporre ciò che è stato per i curiosi ed interessati :-) 

Che dire? Inizierei con qualche info tecnica, per farvi capire come è strutturato.
Come ha già scritto il nostro amico Gianluca in un post precedente, la durata è d 3 giorni, il costo è di 290 euri più 10 euro di tessera associativa, il che ammonta alla bellezza di 300 euro che, a dirvi la verità, mi sembravano un po’ troppi per un qualcosa che, effettivamente, non avevo ben chiaro.
Quando Ilhem (la guida che ha tenuto il seminario) ci spiegò che avremmo liberato la nostra memoria emozionale e ci saremmo riconciliate con la nostra bambina interiore, ero un po’ titubante. Pensare che ci fosse una bambina dentro d me con la quale avrei dovuto addirittura riappacificarmi, mi sembrava un po’ bizzarro ma, sentivo forte il bisogno di iniziare un cammino di crescita personale che da troppo tempo ormai rimandavo e quindi, ho voluto pensare a questo seminario come un’occasione che il destino mi stava indicando ed ho colto la palla al balzo.
Vi ammetto che il mio corpo ha manifestato un’evidente resistenza fino all’ultimo minuto, il tutto dimostrato da un rigonfiamento dei linfonodi del collo ( che la Metamedicina identifica con la frase: ‘Mi ripetono “Devi lottare!!” ‘ e devo ringraziare quelle persone che mi hanno supportato/spronato a fare questo passo).

PRIMO GIORNO:  mi ritrovo di fronte ad altre 11 fanciulle, qualcuna sorride qualcuna ha la tristezza negli occhi e penso.. ‘in fondo siamo qui tutte per risolvere qualcosa che ci pesa’.. un’occhiata alle sedie in cerchio al centro della stanza e un sentimento di paura improvviso che,  svanisce ben presto. Su ogni sedia una cartellina, apro la prima pagina e leggo:
Non vi ricorda quei libri del tipo: ‘ IL POTERE DELLA MENTE; VOLERE E’ POTERE’; TU SEI PADRONE DEL TUO DESTINO, UAHUHAHUA?? J
 Ecco ancora la mia resistenza, questa volta sotto forma dI diffidenza. Ma allo stesso tempo sapevo di essere nel posto giusto ed ho deciso di continuare.
Iniziamo un giro d presentazioni e ci vien chiesto di ripetere ogni volta il nome delle persone prima d noi. ‘Perché?’ mi son chiesta ed ecco la prima lezione; il nostro cervello impara con la ripetizione! E allo stesso modo ripete le stesse dinamiche ogni qualvolta che riceviamo un’informazione (che può anche essere una parola ascoltata) in risonanza con un dato già memorizzato dalla memoria emotiva. (es. Il gatto che associa l’acqua al pericolo, quando riceve qualche goccia d ‘acqua inoffensiva, reagisce scappando e allo stesso modo, noi, quante volte stiamo sulla difensiva anche quando non ve n’è reale motivo?)
Ci viene allora chiesta la motivazione dell’essere lì e qui viene il bello, non so neanche io realmente cosa mi abbia spinto in questo posto, la mia malattia penso che credo connessa al  dolore per la morte di mia nonna (ma scoprirò che non è così).
Iniziamo allora i lavori, una serie di domande su cosa pensiamo della vita, cosa ne pensavano i nostri genitori.. e pian piano tra la nebbia inizia a prender forma qualcosa.. Ilhem, nel frattempo, prende appunti ma non ci chiede null’altro.. leggiamo dei testi, ci spiega il funzionamento del cervello,  e ci lasciamo a fine giornata con un apparente senso di serenità; senza rendercene conto sapevano già tutte qualcosa dell’altra, ci chiamavamo per nome e ci raccontavamo un po’ della nostra vita.
Sottolineo apparente perché la notte, è stata tutt’altro che serena, qualcosa dentro di me stava iniziando a lavorare ed ho compreso che i ‘giochini’ della giornata erano tutt’altro che illogici ma ben mirati.

SECONDO GIORNO: IL MOMENTO CLOU: L’incontro inizia con una meditazione un po’ particolare, si chiudono gli occhi, si respira profondamente e la guida legge un testo..  e lì è successo il patatrac, non so come e non so perché cominciano a scendere le lacrime, irrefrenabili, incontrollabili ad ogni parola ascoltata.. finita la meditazione credo (spero) che sia stato solo un momento ma NATURALMENTE, eravamo solo all’inizio !!
Mi accorgo che tutte han pianto.. ad un certo punto, Ilhem ci chiede di esporre cosa avevamo provato o visualizzato durante la meditazione. Scorgo sguardi impauriti e nessuna prende la parola, allora in un attimo di spavalderia e un po’ sfacciata, esclamo: ‘E vabbé, parlo io.. ‘.
Stranamente mi era venuta in mente una immagine in cui ero piccolina, in costume al mare con i miei fratelli.. ero felice.. ad un certo punto … come un acquazzone inaspettato, credo di aver svuotato le mie ghiandole lacrimali J Grazie alla guida di Ilhem sono riuscita a raccontare cosa non aveva più permesso a quella piccolina di essere così felice (è stata dura, c’ho messo un’ora) e pian piano siamo risalite a quell’evento scatenante da cui poi son nati una serie d sentimenti che mi porto (portavo, fino a qualche gg fa) dietro e che hanno influenzato i miei comportamenti da adulta. La cosa sconvolgente è, che fino a quel momento, non ricordavo nulla della mia infanzia/adolescenza e ad un tratto era tutto chiaro.

Ma non è finita qui, troppo facile .. messo a fuoco il problema, mi sento dire: ‘Allora Marianna, te la senti d andare a trovare la tua bambina interiore che è rimasta ferita in quell’evento e dirle che adesso c sei tu a proteggerla?’ O_o ..
Potete immaginare la mia reazione, tra le lacrime e confusa su cosa realmente avesse intenzione di fare Ilhem. Taccio.. ma come ben sappiamo, chi tace acconsente, x cui si parte.. l’energia del gruppo farà da supporto.. ed inizia questo viaggio che definirei come una regressione visualizzata; chiudo gli occhi e mi lascio trasportare dalla voce della mia guida. Visualizzo la scena dell’evento, inizialmente un po’ sfocata ma in pochi istanti tutto è limpido come acqua trasparente, vedo la piccola Marianna nella sua stanza, sento il suo dolore … etc (il resto lo tengo per meJ).. dopo aver RI-vissuto quella scena accaduta tanti anni fa, entro nel ‘sogno’ da adulta ( e vi assicuro che mi sentivo realmente in quel preciso luogo), creo un contatto con la bambina ( difficile all’inizio, mi sembrava impossibile ma dopo vari tentativi riesco) e avviene la ‘riconciliazione’ (l’adulto  che siamo è in grado d essere padre e madre per il proprio bimbo interiore che ha solo bisogno d noi).
Mi risveglio da questa sorta di ‘trance’ e mi trovo lì, tra mille abbracci delle compagne ancora scioccate per ciò che hanno visto, con lo stupore di un bambino davanti ad un gioco nuovo e con un senso di libertà che non saprei spiegare, un vuoto rinfrancante lasciato come da un masso che pesava li da troppo tempo.
Ancora incredula, ascolto le storie delle altre e le loro ‘liberazioni’, avverto i loro dolori ma in un certo senso tutto mi scivola, sto così bene che nulla può offuscare quella sensazione. E quando, a fine giornata la sala è colma dei nostri sorrisi, d abbracci e di influenze positive, torno a casa stordita ma felice.

Trascorro una notte più che serena questa volta  e l’ultimo giorno è animato dalla letture di alcuni brani e dalla meditazione ( che ho scoperto avere una grande potenza di smuovere sensazioni e sentimenti sommersi ).
Creiamo il nostro nuovo copione, scrivendo cosa vogliamo fare della nostra vita adesso e buttiamo via tutto ciò che d doloroso c faceva soffrire prima. C lasciamo con una frase:
E, adesso, io c credo.
Son pochi i giorni trascorsi dal seminario, ma tanti i cambiamenti che stanno avvenendo dentro e intorno a me. Mi son detta che forse, presa dall’entusiasmo, mi sto auto convincendo che tutto vada bene, che il mondo mi sorride..
NON è così, la vita continua ad essere quella di prima, son io che la guardo con occhi nuovi.
A conferma di questo ricevo una brutta notizia subito dopo il seminario, mia nonna ha un tumore.
Tutto ciò che ci accade serve ad insegnarci qualcosa, la storia si ripete ma questa volta il mio cervello ha informazioni nuove a cui attingere per innescare una reazione.

Un forte abbraccio
Marianna

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