venerdì 15 novembre 2013

Commento al Vangelo


(Luca 21, 5-19)
In quel tempo, 5mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: 6«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».   7Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». 8Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».  10Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.  12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Questo brano del Vangelo di Luca si trova identico in Mc 24,1-13 e Mt 13, 1-13, possiamo quindi pensare che si riferisca a un episodio raccontato fin dai primi scritti.
Gesù è nel Tempio e ha avuto confronti e discussioni con gli scribi, i gran sacerdoti e i sadducei.
Il Tempio di Gerusalemme in quegli anni era nel pieno splendore e i seguaci di Gesù ne ammirano la bellezza.  Il Tempio Originario, o Primo Tempio, era stato costruito, secondo la Bibbia, da Re Salomone nel X secolo a.C. e fu completamente distrutto da Nabucodonosor II nel 586 a.C.. 
Il Secondo Tempio fu costruito al ritorno dall'esilio babilonese a partire dal 536 a.C..   Erode il Grande verso il 19 a.C. lo ristrutturò, ampliò e abbellì. Tutta l’opera di restauro fu completata solo nel 64 d.C , ma nel 70 d.C. il Tempio fu definitivamente distrutto dall'imperatore Tito. Oggi ne resta solamente il muro occidentale di contenimento, detto comunemente Muro del Pianto. 
Quando Luca scrive il Vangelo, almeno cinquant’anni dopo la morte di Gesù, la comunità aveva dovuto vivere le tragedie della prima guerra giudaica, le divisioni all’interno della comunità stessa,  subire la dominazione dei Romani, la violenza delle loro truppe  e la distruzione di Gerusalemme e del Tempio. Tutto venne raso al suolo, causando un grande sconcerto e un profondo dolore.
L’evento sembrò la fine del mondo per tutti i giudei e per  i seguaci di Gesù che avevano anche iniziato a incontrare difficoltà e persecuzione per la loro scelta di vita. 
Sicuramente in questi giorni anche il popolo delle Filippine colpito dal ciclone Haiyan deve aver pensato alla fine del mondo, la fine del futuro e delle speranze così come devono averlo pensato le migliaia di profughi che fuggono dalle guerre …   Ascoltando i loro racconti, le loro parole, vedendo i loro sguardi,  le loro richieste di aiuto... ci accorgiamo che sono in sintonia con quanto descritto dal brano di vangelo.
L’espressione “fine del mondo” non vuol dire fine del creato, anche se nel mondo ebraico al tempo di Gesù era un c’era un pensiero apocalittico.  In realtà le grandi catastrofi (dalla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., alla shoah, ai cicloni, alle inondazioni,  alle guerre e persecuzioni) riconoscono quasi sempre la causa nei  guai che procura l’uomo per la sua ingordigia, per la voglia di dominare e di sfruttare le risorse fino al massimo senza rispetto per i beni comuni della terra.
Però, oltre alla constatazione delle tragedie che esistono nella vita,  il messaggio fondamentale che Luca vuole dare in questo brano è nelle parole:  “….Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Sono parole di rara efficacia per esprimere la fiducia in Dio.
Dio ha creato il mondo e lo sostiene in ogni istante. La
creazione vede al centro l’uomo, ogni uomo  è importante per Dio che lo ha fatto a sua immagine e ogni uomo  è avvolto costantemente dall’amore del Padre. L’uomo è immagine di Dio perché è libero e capace a sua volta di partecipare alla creazione nel senso che ogni giorno con le sue azioni  e scelte partecipa all’evoluzione dell’universo.  Esprime bene questo concetto l’astronomo gesuita padre  George Coyne “Dio nella sua infinita libertà crea continuamente un mondo che riflette quella libertà a tutti i livelli del processo evolutivo per una complessità sempre maggiore. Non interviene ma piuttosto permette ed ama.”  Significa che Dio ha dato il via alla creazione e la sostiene, ma la creazione evolve e l’evoluzione è la creazione che continua ogni giorno e che può andare in un senso o nell’altro a seconda del nostro intervento (penso alle variazioni del clima conseguenza dell’inquinamento, ai cicloni causati dal surriscaldamento…)
La terra è piena di ricchezze, di beni naturali, di opportunità per il loro utilizzo, di risorse che, con l’esercizio della giustizia e della condivisione, consentirebbero una vita serena per tutti.
Mai come oggi questo messaggio è importante: pensiamo alla difficoltà che tutti noi abbiamo, i governi in particolare, nel condividere le ricchezze della terra ad esempio con i popoli dell’ Africa. Li rigettiamo se solo si permettono di affacciarsi alle nostre coste per poter usufruire dei beni che abbiamo accumulato e magari rubato loro.
La storia è affidata alla nostra libertà: possiamo costruire la città della pace, come ripetere gli orrori dei lager o delle infinite guerre, oppure difendere i privilegi dei pochi.
“Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”  Fidarsi di Dio vuol dire essere certi che un mondo di fratellanza e di giustizia, “il regno di Dio qui e ora”, è possibile, ma la condizione è che lo costruiamo giorno per giorno, tutti e ognuno di noi in prima persona.

Vilma

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