sabato 4 gennaio 2014

Commento al Vangelo di domenica 5-1-13

Gv.1,1-18

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.


Confesso che questo brano del vangelo di Giovanni mi è sempre stato molto ostico e non facilmente comprensibile. Quindi ho scritto un brevissimo commento solamente sulla frase che mi ha colpito personalmente e su cui mi sento di dire qualcosa. Per tutto il resto dovrei fare un copia-incolla prendendo da altri commenti e non mi è sembrato il caso.
In questi primi diciotto paragrafi l’evangelista condensa tutto ciò che dirà nel seguito del suo Vangelo e quindi tutte frasi dense di significato.
Alla fine, dicendo che nessuno ha mai visto Dio, smentisce ciò che si era fino ad allora creduto e cioè che alcuni personaggi del primo testamento avessero avuto la possibilità di vedere Dio, magari solo di spalle. Da ora possiamo dire che veramente nessuno mai l’abbia visto, ma possiamo anche affermare che Dio è come Gesù (non Gesù è come Dio). Vedere Gesù, vedere come opera giornalmente, vedere come si pone nei confronti delle altre persone è capire come Dio stesso vuole porsi verso l’umanità e verso il singolo individuo. Capire che ogni essere umano, con tutti i suoi limiti, le sue contraddizioni, tutta la sua bontà, ma anche i suoi lati negativi, rappresenta il Padre stesso. Gesù passa da una relazione verso il Padre fatta di obbedienza (alle leggi umane) ad una relazione fatta di accoglienza e condivisione verso tutti gli esseri umani visti come figura del Padre stesso.
sergio

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