venerdì 7 febbraio 2014

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 9.2.14

Mt.5,13-16
+ 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

La lettura di questo brano mi sembra sia troppo limitata se letta solamente in visione di un “funzione di guida” dei cristiani rispetto ad “altri”.
Preferisco leggere il voi in senso molto più ampio rivolto a tutti gli uomini e donne di “buona volontà”.
Quindi usando in seguito il noi non intendo mai una fetta di credenti.

Da sempre il sale è stato usato per conservare gli alimenti ma poi passò, in maniera figurata, a rappresentare ciò che rende valida e vera un’alleanza.
Ad esempio per dare valore e validità continua a un documento, si spargeva sopra del sale.
Nell’Antico Testamento, è diventato addirittura il segno dell’alleanza di Dio con il suo popolo.

Mi piace pensare che l’invito di Gesù a tutti noi sia quello di essere sigillo vivente dell’alleanza tra noi e il Padre, senza bisogno di intermediari e senza bisogno di riti pre-confezionati, ma noi stessi con la nostra vita di tutti i giorni essere il sale che dà valore e validità continua all’alleanza.
Anche lo stimolo ad essere sale non insipido lo vedo come spinta ad essere “trasgressivi” e “alternativi” nella comunità, offrire agli altri un gusto diverso di interpretazione e non essere la minestrina insipida riscaldata del giorno prima.
Anche l’invito ad essere lampada e città sopra un monte lo leggo con lo stesso senso.
La lampada che è posizionata sopra un mobile offre la possibilità di osservare tutta la stanza e non solo una parete parzialmente illuminata e questo a tutti i presenti nella stanza che poi potranno singolarmente posare lo sguardo su un quadro appeso in un lato che non necessariamente sarà quello che sto guardando io.
La città posizionata su un monte permette di osservare un panorama a 360°che più vasto è impossibile, poi ognuno volgerà lo sguardo verso la porzione di panorama che più lo aggraderà che magari non sarà quello che stiamo osservando noi.
Insomma penso che l’invito sia quello di offrire agli altri possibilità, ma per fare questo dobbiamo essere preparati, sforzarci nella conoscenza e non chiuderci sotto il moggio del “senso unico”.

sergio

Nessun commento:

Posta un commento