mercoledì 21 maggio 2014

Riflessione su Luca 5, 12-16 "Guarigione del lebbroso"

12 Un giorno Gesù si trovava in una città e un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò ai piedi pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi sanarmi». 13 Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii risanato!». E subito la lebbra scomparve da lui. 14 Gli ingiunse di non dirlo a nessuno: «Va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta per la tua purificazione, come ha ordinato Mosè, perché serva di testimonianza per essi». 15 La sua fama si diffondeva ancor più; folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro infermità. 16 Ma Gesù si ritirava in luoghi solitari a pregare.

Il "miracolo" di Gesù nn riguarda il livello fisico del male. La guarigione é in qualche modo tipologica, la malattia contiene un messaggio più profondo. La lebbra é ciò che C tiene "separati", da Dio, dagli altri e da noi stessi, rappresenta quindi ciò che rovina le nostre relazioni. E il separatore per eccellenza sono le nostre relazioni ferite, malate, le nostre incapacità di relazione, i nostri pesi interiori, la nostra poca autostima. È da questo che Dio C salva, Gesù nn vuole l'uomo ferito, perciò lo guarisce, perché la possibilità di vivere relazioni sane C fa figli simili al Padre, a Dio stesso che é Relazione; siamo stati creati ad IMMAGINE E SOMIGLIANZA di questo Dio. Per cui Gesù C ridona la piena immagine di Dio, offesa dal nostro relazionarci malato. 

L'amore di Dio nn é un premio ma un regalo, un dono al di là dei nostri meriti. Questo pensiero mi "dona" la carica per affrontare al meglio questa giornata d Maggio un po' uggiosa. Perché ricordiamoci sempre che il SOLE splende dentro d noi:) 

            Buongiorno Comunità

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