domenica 20 luglio 2014

A Trento docente scuola epurata perché lesbica


TRENTO - Una docente di un istituto privato di Trento sarebbe stata licenziata perché 'sospettata' di essere lesbica. E' quanto denunciano le associazioni Arcilesbica nazionale, Agedo nazionale, Equality Italia e Famiglie arcobaleno. La donna sarebbe stata chiamata a fornire informazioni sul proprio orientamento sessuale e ad affrontare un percorso di "riabilitazione", pena il mancato rinnovo del contratto, circostanza poi avvenuta.

E di fronte a questa violazione dei diritti gay, le associazioni chiedono l'intervento del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. "Le nostre associazioni assicurano del proprio sostegno la vittima odierna dell'imbecillità e dell'odio omofobico e richiamano l'attenzione sul fatto che la scuola protagonista dell'episodio di discriminazione sia peraltro finanziata con fondi pubblici. Chiediamo al ministro Giannini di intervenire per restituire all'insegnante offesa la sua dignità di persona", si legge nella denuncia delle associazioni.

"In una Repubblica democratica 'fondata sul lavoro', non rinnovare l'incarico a una persona per la sua presunta omosessualità rappresenta l'equivalente simbolico - affermano le associazioni - di un'esecuzione dopo processo sommario e stupro. Questo è richiedere di intraprendere un 'percorso riparativo' ad una lesbica, vera o presunta, con il ricatto occupazionale, dal momento che le terapie riparative sono prive di fondamento scientifico". Sottolineando che la somministrazione di 'terapie riparative' "rispecchia le pratiche del dottor Carl Vaernet, nel campo di sterminio di Buchenwald, volte a 'guarire' gli omosessuali, le associazioni gay assicurano il proprio sostegno alla "vittima dell'imbecillità e dell'odio omofobico" e richiamano l'attenzione sul fatto che "la scuola protagonista dell'episodio di discriminazione sia peraltro finanziata con fondi pubblici".

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