sabato 20 settembre 2014

Luca 8, 4-5

Il vangelo di oggi mi ha molto colpito e allora butto qui qualche pensiero a riguardo.

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Gesù ci dice che il seme è la parola di Dio. Ma il seme può cadere su terreni diversi che possono dare o non dare frutto. Il seme deve innanzitutto trovare un terreno buono, un cuore aperto all’accoglienza e predisposto ad accudirlo, curarlo e annaffiarlo, con amore e perseveranza (consiglio lettura del libro “Perseveranza” i cui riferimenti sono sul blog di Don Barbero), giorno dopo giorno. A volte anche lottare e faticare, il che potrebbe significare conservare la parola nell’intimo, leggerla con assiduità nonostante la routine delle nostre vite fatta di preoccupazioni, distrazioni, problemi (a volte auto creati ed inutili) rischi di soffocare quel piccolo germoglio che cresce in noi. Non siamo perfetti e credo che il riconoscerci scostanti, fragili ma, aver la volontà e la forza di metterci in cammino, possa rendere fecondo il terreno della nostra anima. Tra tutte le miriadi di parole che ci bombardano giornalmente, dovremmo provare ad “ascoltare” (non solo con orecchi ma soprattutto col cuore) un po’ della Parola di Dio, che sia una frase del vangelo, un salmo o una lettura. Specialmente quando siamo in crisi, quando le difficoltà ci attanagliano e ci sembra che la tenebra abbia il sopravvento, lasciamo che il seme maturi dentro di noi. Ci sorprenderà la luce che ne deriva. Con la speranza che con la costanza di trovare un angolino della giornata, da dedicare alla lettura, all’elaborazione, alla meditazione della Parola, il seme che Dio lascia cadere su ognuno di noi, possa trovare un terreno arato e fecondo. 

UN GRANDE ABBRACCIO
MARY
 

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