martedì 14 ottobre 2014

Il Sinodo apre alle coppie omosessuali


"Mi sembra evidente che le persone umane coinvolte nelle diverse esperienze hanno dei diritti che debbono essere tutelati. Non equiparazione al matrimonio tra uomo e donna non significa non riconoscere diritti che vanno riconosciuti. È una questione di civiltà".
Sono le parole del segretario speciale del Sinodo, monsignor Bruno Forte, pronunciate nella conferenza stampa sulla "Relatio" a proposito delle unioni omosessuali. Anche il cardinale Peter Erdo, presidente dei vescovi europei, è stato in sintonia con questa posizione affermando che "c'è differenza tra le unioni stabili e le convivenze disordinate, ci sono valori che esistono malgrado questo". Importante infatti l'accento sulla fedeltà delle persone coniugate: "la fedeltà delle coppie è così importante che aiuta gli stessi sacerdoti ad essere più fedeli nella loro missione".
L'apertura alle coppie omosessuali, sebbene questo non significherà evidentemente un via libera alle nozze gay, è soltanto uno dei punti del documento riassuntivo del Sinodo convocato da papa Francesco per discutere della politica del Vaticano nei confronti delle famiglie.  Per la maggioranza dei vescovi presenti all'appuntamento anche gay e divorziati dovrebbero essere accolti nella Chiesa - decisiva la questione della comunione ai fedeli che hanno rotto il matrimonio. Per i prelati occorrono "scelte coraggiose" nei confronti delle famiglie "danneggiate" dal divorzio, ma anche verso la contraccezione. Allo stesso modo bisogna "tutelare i bambini nati fuori dal matrimonio e le donne, vittime di violenza all'interno delle famiglie".
Il Sinodo straordinario sulla famiglia si concluderà il 19 ottobre. Oggi il tema è "La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa nel mondo contemporaneo"). I vescovi, ha sottolineato ancora monsignor Forte, devono "ascoltare i laici" nonostante questi ultimi siano "più clericali di noi preti e questo non va". Una esortazione: "Lo dico ai laici: siate protagonisti! Mi aspetto un protagonismo a testa alta dei laici per trovare soluzioni vere".
Allo stesso modo andrà aggiornato il concetto di "legge naturale". "È giusto ma deve essere espresso con un linguaggio aggiornato". Dunque non un cambiamento di dottrina bensì uno sforzo della Chiesa per far comprendere i suoi dogmi: "Bisogna parlare un linguaggio comprensibile, e 'legge naturale' esprime una idea importantissima usando però una terminologia che nel mondo la maggior parte degli umani non capisce", come già emerso dal "questionario" che la segreteria del Sinodo ha inviato alle diocesi di tutto il mondo, a novembre, in vista del sinodo attuale e di quello ordinario che si svolgerà nel 2015.
Il tema naturalmente interessa i fedeli. Ecco perchè hanno ottenuto un buon successo i 1400 tweet inviati dalla Sala Stampa della Santa Sede per informare sulla prima settimana del Sinodo. Le statistiche indicano infatti 6.390 nuovi follower e 6077 retweet, con un'impressionante numero di visualizzazioni: 1,7 milioni.
È la questione delle coppie omosessuali a mantenere desta l'attenzione. Nella "Relatio ante disceptationem", cioè il documento intermedio che prepara i lavori della seconda settimana, viene scritto che "le persone omosessuali hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana, ma le nostre comunità sono in grado di esserlo accettando e valutando il loro orientamento sessuale, senza compromettere la dottrina cattolica su famiglia e matrimonio?".

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