lunedì 6 ottobre 2014

L’amore è un diritto di tutti


Ieri pomeriggio, in una Torino affollata per i Portici di Carta dove si celebravano i libri e i lettori, mi sono imbattuto in un gruppo in piedi che “leggeva libri” in piazza Carignano, una delle mie preferite.
Ero con la moglie di Faletti, Roberta, il regista Fausto Brizzi e altri amici di Giorgio che stavamo per ricordare in un incontro in piazza San Carlo.
Pensavo fosse un’installazione. Invece no. Erano le “sentinelle in piedi”, gruppi che protestano con veglie silenziose ribadendo che il matrimonio è solo tra uomo e donna (ma dai!).
E potrestavano pure contro il decreto Scalfarotto sull’omofobia che condanna le discriminazioni sull’identità sessuale.
Vi giuro che non ci potevo credere a vedere questi deficienti impalati e immobili malgrado le teste vuote e i cuori aridi.
Persone che tenevano libri in mano che sicuramente non avevano mai letto.
Persone incapaci di pensare con la propria testa e parlare con il proprio cuore.
Persone povere di spirito, che non sanno cos’è la pietà né il rispetto perché conoscono solo i nemici e le paure.
Persone che hanno bisogno di un nemico per potersi sentire vive.
Persone che spesso si professano religiose e invece sono solo fanatiche.
Persone che la Chiesa purtroppo non condanna, malgrado qualche frase possibilista di papa Francesco (“Chi sono io per giudicare?”).
Persone di cui ancora siamo circondati, e che alimentano i conflitti di una società che si sta chiudendo sempre più in se stessa.
Queste persone, per me, meritano solo eterna solitudine.
«Perché l’amore è un diritto di tutti. E vincerà, malgrado tutto.»  

di Luca Bianchini - Vanityfair 6 ottobre 2014

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