mercoledì 29 ottobre 2014

Massimo Gramellini – 25 ottobre 2014


Stasera vi porto a Borgaro, sulla strada per l'aeroporto di Torino. C'è un autobus, il 69, che ha una fermata davanti al campo rom. Appena i nomadi salgono, i residenti si ammassano nella parte anteriore del pullman. I rom occupano la parte posteriore e le due comunità si guardano reciprocamente in cagnesco. Ogni tanto i rom si fanno avanti per rubare e provocare: sputano addosso ai vecchi, bruciano e tagliano i capelli alle ragazzine, sfilano o tentano di sfilare giubbotti e telefonini, spaccano la macchinetta obliteratrice e, ovviamente, non pagano mai il biglietto. Quando sale il controllore, si lasciano fare la multa senza fiatare, tanto sanno che nessuno andrà mai a chiedergli di pagarla
La tensione è tale che il sindaco chiede di sdoppiare le linee dell'autobus. Una seguirà il percorso normale saltando la fermata per i rom, mentre l'altra navetta farà la spola fra il campo e il capolinea.
La proposta suscita scandalo perché ricorda l'apartheid e perché il sindaco che l'ha ideata è del PD e il suo assessore addirittura di SEL.
Ora, questa trasmissione non può certo essere accusata di prevenzione nei confronti dei rom. Siamo i primi a dire che non tutti gli insediamenti sono uguali e che spesso i rom vengono usati come capro espiatorio di tutti i razzismi: proprio a Borgaro, due settimane fa, un padre che aveva perso il figlio al supermercato ha cominciato a gridare che glielo avevano rubato i rom. Poi il bambino l'ha ritrovato, la faccia non so.
Nessun dubbio che l'unica soluzione del problema sia l'integrazione attraverso la scuola. Ma richiede tempi lunghi. E nel frattempo che si fa?
E' molto comodo pontificare da casa propria. Certe situazioni bisogna viverle per capirle. Capire l'impotenza e la frustrazione che un cittadino prova davanti a persone che non rispettano la legge e a cui nessuno chiede di rispettarla.
Il punto è proprio questo. Per riunificare gli autobus non basta appellarsi genericamente alla solidarietà umana. Occorre prima uno Stato in grado di fare rispettare la legge a tutti. 

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