sabato 13 dicembre 2014

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 14 DICEMBRE

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Chi è l’uomo chiamato Giovanni?
Dal Vangelo di Luca (cap.1) sappiamo che suo padre è Zaccaria, un sacerdote del tempio e sua madre è Elisabetta della famiglia di Aronne, la più importante delle famiglie sacerdotali di Israele, quindi non è un uomo qualsiasi e la cosa più logica per lui sarebbe stato di continuare la tradizione sacerdotale della sua famiglia e diventare, a sua volta, sacerdote del Tempio. Ma non lo fa e si ritira nel deserto per predicare e lanciare il messaggio che sa gli è stato affidato da Dio. Un grido che è contro la casta sacerdotale, un grido che annuncia la prossima salvezza che non passa attraverso il potere sacerdotale costituito, il Tempio, la religione che si è ridotta solamente a espletamenti di pratiche e questo messaggio è ritenuto molto pericoloso dai gestori del sacro. Infatti gli viene mandato un “controllo” di sacerdoti, farisei (pronti ad interrogarlo sulle leggi) e leviti (avendo questi anche funzione di polizia sarebbero stati pronti ad arrestarlo).
La prima cosa che dice Giovanni è quella di non essere il Messia, l’Unto, il Cristo mandato dal Signore che tutti stavano aspettando come annunciatore di una nuova Luce, ma dice anche, con il suo comportamento, che il messia non potrà arrivare dalla casta sacerdotale (oramai arroccata sulle sue posizioni) ma sarà un uomo fuori dal coro che vivrà fuori dal Tempio e dalle sue regole, ma meglio di chi ha un pensiero già predisposto interpreterà la volontà del Padre.
Anche Giovanni pagherà con la vita la sua coerenza di testimonianza.
Da consolidati studi sappiamo che Gesù ha fatto parte del movimento di Giovanni, staccandosene poi in seguito insieme ad alcuni seguaci e facendo un proprio cammino.
Giovanni è stata una voce ascoltata dai vari “nessuno”, ma rifiutata dai titolati portatori di presunta Verità.
“Il Vangelo sconvolge le nostre sicurezze ed il nostro “ordine”. Il Messia, che era annunciato da Giovanni, era il chaos, di fronte al cosmos. Il nostro falso “ordine” trova una soluzione mediante il “disordine” che è il Vangelo ( padre J.Maria Cstillo).”


sergio

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