domenica 8 marzo 2015

8 Marzo


Dal Corriere della Sera.

Tra le tante leggende sull’origine della giornata della donna, la più ricorrente è senza dubbio quella che fa risalire la festa alla commemorazione delle 123 operaie della fabbrica di camicie newyorchese Triangle Waist Company, morte l’11 marzo del 1911 nel rogo dell’edificio in cui lavoravano in condizioni terribili, sottopagate, sorvegliate e senza tutele. Resta ancora un mistero capire come la vicenda sia stata associata alla festa della donna, insieme alle tante altre versioni sulla scelta della data, che la collegano ora a uno sciopero di lavoratrici tessili, brutalmente represso a New York l’ 8 marzo del 1857, ora alla rivolta pacifista delle operaie di Pietrogrado, l’8 marzo 1917, o ancora alla mozione della socialista Clara Zetkin alla Conferenza di Copenaghen del 1910 per istituire la Giornata internazionale della donna. Di certo è che nel primo decennio del ‘900 in Europa, Stati Uniti e Russia iniziò a esser celebrata in giorni e mesi diversi una giornata dedicata alle rivendicazioni femminili, e si arriverà a scegliere l‘8 marzo solo nel dicembre del 1977, quando L’Onu, con la risoluzione 32/142, stabilisce la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”. Da allora in ogni Paese quella data è l’occasione per ricordare tutte le battaglie combattute, vinte o ancora da vincere per la difesa e la valorizzazione della donna. E tra le prime e più importanti rivendicazioni spicca il diritto al voto per le donne, al centro di una lunga battaglia iniziata in Gran Bretagna alla fine dell’800 con la formazione della Società Nazionale per il suffragio femminile fondata da Millicent Fawcett.


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