domenica 26 aprile 2015

Canone domenica 26 aprile


Eucarestia di domenica 26 Aprile 2015
“Svegliatevi!”

Musica di apertura

G. Svegliarsi significa passare da uno stato a un altro e indica un cambiamento. Dal punto di vista spirituale corrisponde a convertirsi. Ci sono molteplici tipi di conversione, come ci sono molteplici tipi di sonno. C’è chi dorme profondamente, come il cieco nato (Giov. 9) o chi rimane in dormiveglia.  Questo è lo stato di chi tira avanti tra un debole proposito e un altro. La vita scorre tra una confessione e un'altra ma alla fine ci si ritrova sempre allo stesso punto. E' lo stato di sonnolenza che la Bibbia chiama "pigrizia": “Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire? Quando ti scuoterai dal sonno? Un po’ dormire, un po’ sonnecchiare, un po’ incrociare le braccia e riposare e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo, e l'indigenza, come un mendicante.” (Prov. 6, 9)
La caratteristica di questo stato sul piano spirituale è l'insoddisfazione e la tristezza. Troppo spesso presi dal fare, ci dimentichiamo di “essere”. Spesso non riuscendo a contenere in noi stessi questa insoddisfazione e amarezza la riversiamo sugli altri e su chi ci sta intorno.
Gesù passa in mezzo a noi, è presente nella nostra vita ma noi come i discepoli di Emmaus rischiamo di non riconoscerlo; perché ci siamo assopiti, alcuni forse si sono addormentati. Ecco perché lo Spirito Santo oggi grida in mezzo a noi «E' ora di svegliarci dal sonno». Dio ci invita ad andare tutti nella sua vigna, uscendo dal torpore a cui facilmente ci abituiamo. Ma se l'invito non riesce a entrare attraverso la nostra mente e ad avere accesso al nostro mondo interiore per dar forza alla nostra esistenza quotidiana non basterà leggere 10 o 100 esortazioni. Cosa occorre per darci la convinzione della necessità dello svegliarci? Riflettiamo insieme.

1.  Svegliamoci, apriamo gli occhi, non dormiamo più, smettiamo di accontentarci dei sogni che accompagnano il sonno, del torpore che immobilizza corpo e mente.
2.   Via, si parte, diamoci da fare; abbandoniamo il sonno che facili direttive ci possono imporre e agiamo con coscienza.
1.   Prendere coscienza di una qualsivoglia situazione ci viene indicato come azione e cercare di porvi rimedio. In molti casi si tratta di “invertire la rotta” che equivale al “convertitevi” di Giovanni il battezzatore.

Vangelo (Giovanni 10, 11-18)
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Commenti e riflessioni personali

Tutti. Gesù ha promesso: “Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” Egli ha mantenuto la sua promessa, con quel gesto dello spezzare il pane ci esorta a destarci dal sonno, a vivere la vita con coraggio e amore, a lottare per i nostri ideali, fino alla fine. Facciamone ora memoria, ricordando, nello spezzare e condividere questo pane, la forza vivificante dell’uomo che più di tutti ha saputo risvegliare gli animi della gente.

Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male.

Comunione con intermezzo musicale
Preghiere spontanee

1.    Apriamo la mente, noi tutti, uomini e donne e agiamo, cominciamo e proseguiamo nell’azione senza paura, perché lo Spirito ci accompagnerà sempre.
2.    Un nuovo risveglio, una piccola consapevolezza in più, che oggi non sarà uguale a ieri, che guarderemo a esso con occhi nuovi e gioia nel cuore.

Tutti. Svegliatevi amici, non tacete, non vi rassegnate, non v’inchinate mai, non vi vendete, resuscitate dai vostri sepolcri interiori, risvegliatevi alla vita. (Anonimo)

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