mercoledì 13 maggio 2015

I migranti e il wi-fi

Nostante sia sempre più chiaro e lampante che l’immigrazione di massa sia un piano dell’elite anche perché se l’Europa volesse, fermerebbe i viaggi della morte nel giro di poche ore, mentre invece viene consentito alle mafie di lucrare miliardi di euro sulla pelle dei migranti (anche i vituperati scafisti, non sono altro che disperati che anziché pagare migliaia di euro per fare il viaggio, li ricevono per condurre le navi: ma sempre disgraziati che rischiano la vita sono. I mandanti – e coloro che realizzano profitti miliardari – sono altri, e di certo non si sporcano le mani) mentre la politica, mediante le Cooperative, lucra sull’accoglienza e la gestione dei richiedenti asilo, la cui richiesta per l’ottenimento dello Status di rifugiato viene “casualmente” vagliata nel giro… di molti mesi, se non anni. Eppure se aumentassero il personale preposto alla verifica dei requisiti – anche spostando in tale ruolo qualche impiegato statale – sarebbero sufficienti pochi giorni, al limite poche settimane, per dare una risposta al richiedente asilo. Ma evidentemente, al di là della decantata “emergenza”, a chi sta nelle stanze dei bottoni, va bene così.


Anziché prendersela con gli affamatori, la maggioranza degli italiani preferisce prendersela con gli affamati. C’è chi sparerebbe ai barconi, chi esulta quando affondano, uno “spettacolo” di uno squallore inaudito. Stiamo veramente toccando il fondo, sia economicamente che umanamente, a livello di Civiltà. Un tempo eravamo un gran popolo, nel dopoguerra abbiamo ricostruito il paese e nel giro di poche decine di anni ci eravamo guadagnati un certo grado di benessere. Oggi stiamo diventando un popolo di pecoroni, cialtroni, forcaioli. Per fortuna non tutti sono così, ma le file di questa categoria stanno ingrassando, di pari passo ai consensi di certi partiti che hanno governato per anni e anni, nominando ministri e conducendo il paese nel baratro, ma basta parlare di “ruspe e sgombri” ed i pecoroni italiani applaudono e votano. 10 e lode! Siete riusciti a dimenticare il Trota, Belsito, Diamenti, Badanti bossiane etc. etc. in davvero poco tempo. Ma almeno… avessero mantenuto ciò che dicevano… vi potevo capire. Certi governi guidati da chi oggi ciarla di immigrazione e sicurezza, hanno tagliato i fondi alle forze dell’ordine e sul fronte “clandestini” hanno risolto la situazione con sanatorie che hanno legalizzato la posizione di milioni di clandestini, incentivando di fatto l’immigrazione clandestina, “tanto poi esce la sanatoria”…

Ebbene, nei giorni scorsi c’è stata una polemica furibonda perchè i migranti hanno chiesto animatamente una struttura provvista di connessione ad internet. E si scoprì che il problema del paese non sono i miliardi di interessi (90/100 all’anno, per la precisione) che paghiamo di soli interessi sul debito pubblico; il problema non sono i 50 miliardi all’anno che poche migliaia di personaggi si spartiscono come proventi di corruzione, in un paese dove la corruzione corrisponde al 50% del volume di corruzione dell’intera Europa. Il problema non sono le mazzette miliardarie (Expo, Mose, etc), i regali alle lobby (basti pensare ai 90 miliardi condonati alle holding delle slot machine… più vari miliarducci regalati alle banche, italiane e persino estere)

Internet che, per queste persone – che non ricevono 35 euro al giorno come vuole far credere qualcuno: quella cifra è il budget che riceve chi gli garantisce vitto e alloggio – è l’unico strumento che permette loro di comunicare con le loro famiglie, che vivono a migliaia di km di distanza, e che non vedono da molti mesi, già al loro arrivo in Italia.

Mediamente un migrante centrafricano impiega dai 3 ai 6 mesi per arrivare sulle coste libiche, dove partono i viaggi della speranza/morte. Molti si fermano a lavorare, per mesi, nelle nazioni che attraversano, ovviamente per pochi dollari al giorno, per racimolare i soldi necessari per proseguire il viaggio.

Quando arrivano ricevono una ricarica telefonica, poi il loro budget è di un paio d’euro al giorno per le spese personali. Una cifra con la quale possono parlare pochi minuti al telefono. Internet invece gli permette di parlare con le famiglie, con i loro affetti, ed è normale che per queste persone sia di importanza vitale. Anche perché passano le giornate senza fare niente, se non potessero comunicare con le loro famiglie, diventerebbe un incubo più di quanto non lo è già. Si, perché l’immagine del migrante villeggiante, che si gode piscine e altro, esiste solo in menti plagiate o malate.

POI, CHE TALVOLTA ABBIAMO ASSISTITO A PRETESE FUORI DA OGNI RAZIONALITA’, è SICURO. Anche certi migranti ce la mettono tutta per alimentare rancore e antipatia tra gli italiani, molti dei quali non arrivano alla fine del mese, e non godono di nessun aiuto da parte delle istituzioni.

Ma la colpa non è certo di chi fugge da situazioni di povertà.

E molti di noi, che si incazzano con il governo per gli sprechi, le ruberie e la cattiva gestione italiane, chissà cosa direbbero se vivessero in regimi autoritari dove il dittatore ha potere assoluto, e vive nell’agiatezza mentre milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema.
Dittatori che governano con il benestare delle potenze occidentali, poiché in cambio di soldi e prebende personali, concedono alle multinazionali estere di saccheggiare le risorse del paese. Paesi in cui se esprimi i concetti che noi abitualmente esprimiamo quotidianamente su Facebook, finisci in carcere senza processo, senza diritto alla difesa, e talvolta non ne esci. Chissà cosa farebbero molti di noi, se nella situazione descritta sopra, non avessero nemmeno la possibilità di espatriare. Dal 2012 ad oggi se ne sono andati 100.000 italiani all’anno, e la situazione seppure grave, in Italia non è certo quella della Nigeria.

Non cediamo agli istinti disumani, non cediamo al forcaiolismo, non cediamo ai fomentatori di odio che quotidianamente fogano gli italiani contro i disgraziati del mondo.

Il nemico non sono loro.

Non sono loro ad averci impoverito, anzi chi sta impoverendo l’Italia, ha spolpato e sta spolpando, in modo peggiore, anche quei paesi. Con il nostro benestare: perché fino a quando ad essere sfruttati erano i popoli del terzo mondo, ce ne siamo fregati. Al massimo qualche “poverino”, per il resto per noi potevano morire tutto, la cosa importante è che si stava bene noi. E ora che il nostro benessere viene messo in discussione, ci incazziamo.

Come possiamo non provare umana compassione per questa gente?

Anonimo


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