domenica 31 maggio 2015

RIFLESSIONE

Eccomi qui appena tornato dalla celebrazione mensile svoltasi a Torino e mi ritrovo una mail da un amico di Verona che cade proprio come il cacio sui maccheroni dopo le riflessioni odierne.
Desidero condividerla con tutta la Comunità.
sergio

Quale Dio?

« E’ molto più difficile accettare
che ogni uomo è un embrione di Dio,
e che la casa di Dio è il cuore dell’uomo,
di quanto sia accettare un Dio onnipotente
fuori dalla nostra vita e dalla nostra storia.
Sentirsi Dio dentro è farsi carico di una responsabilità
che pochi sono disposti ad accettare.
E’ più comodo affidarsi al Dio dei dogmi e delle chiese.
E’ più difficile essere fedeli alla propria coscienza
che alle leggi esterne,
per il semplice motivo che la coscienza
è la più esigente di tutte le leggi.
Né la si può beffare, come si può fare con le leggi.
Essa è più severa. E’ la parte più profonda di te,
che ti dice con chiarezza e con piena autenticità
quando sei infedele al meglio di te ».

Juan Arias, Il Dio in cui non credo

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