domenica 28 giugno 2015

Canone domenica 28 giugno


Eucarestia di domenica 28 giugno 2015
“orgoglio e pregiudizi”

Musica di apertura

G. Ieri si è svolto il Pride a Torino, le motivazioni per cui il comitato ha scelto il tema "orgoglio e pregiudizi" sono le seguenti: "Parafrasando il titolo del romanzo di Jane Austen intendiamo sottolineare l’importanza della nostra storia proprio da Stonewall in avanti, declinando ogni tanto anche la parola “Pride” in italiano. L’Orgoglio che ci ha permesso di ribellarci alle ingiustizie e alla violenza nel 1969 e che ci permette quotidianamente di essere quello che siamo, di lottare a molti livelli contro gli stereotipi, ogni forma di discriminazione e, appunto, i pregiudizi. E l’orgoglio desideriamo intenderlo anche come un tema che “unisce”, come strumento di lotta ai pregiudizi più in generale, che coinvolge cioè tutte le altre forme oppressione e discriminazioni presenti nella nostra società."
In italiano il termine orgoglio assume spesso una valenza negativa: stima eccessiva di sé, esagerato sentimento della propria dignità, dei propri meriti, della propria posizione o condizione sociale che porta spesso alla chiusura mentale. Ma in realtà orgoglio vuol dire anche fierezza di ciò che si è e che si vuole creare in un gruppo.
Il pregiudizio è basato su opinioni precostituite e su stati d'animo irrazionali, anziché sull'esperienza e sulla conoscenza diretta. Albert Einstein sosteneva: "è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio". Riflettiamo insieme.

  1. Pregiudizio/i è un sentire atavico penetrato in mille piccole parole o gesti nelle nostre orecchie di neonati. Pregiudizio è un semaforo giallo che sta scattando per il rosso per metterci in guardia in attesa della luce verde, che se non viene ci trasforma in perenni costruttori di muri.
  2. Pregiudizio/i è una battaglia che dura tutta la vita verso qualcosa o qualcuno e che riusciamo a vincere, un pezzetto alla volta, solamente con la conoscenza e la frequentazione dell’altro/a.
  1. Dio aiutaci a non fermarci sull'uscio ma a entrare e approfondire l'argomento ragionando con la nostra testa senza seguire l'onda e le convinzioni della massa che creano pregiudizi.
  2. L’orgoglio può portare alla chiusura, all’isolamento perché spesso le persone si trincerano dietro il proprio orgoglio piuttosto che ammettere di aver sbagliato.
  1. O Dio, dilata continuamente i nostri orizzonti ristretti e spalanca tutti i nostri cuori che tendono a chiudersi. Aiutaci ad avere il coraggio in quei momenti che bisogna fare un passo indietro e chiedere semplicemente scusa.

Vangelo (Marco 5, 21-43)

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Commenti e riflessioni personali
Intermezzo musicale
G. Eccoci ora partecipi, come discepole e discepoli, della cena di Gesù.

Tutti. Ora noi spezziamo il pane ricordando Gesù, rendi vivo ed efficace per ciascuno e ciascuna di noi questo ricordo. Egli ci disse di vivere al Tuo cospetto e ci insegnò a dividere il pane dei campi e il pane dei cuori. “Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Questo è il corpo, la vita, la strada, la sostanza della memoria di Gesù: vivere sotto il Tuo sguardo e dividere tra di noi, accompagnarci. Padre, che tutto questo si avveri nelle nostre vite perché la nostra eucarestia non diventi una farsa. 

Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male.

Comunione con intermezzo musicale

Preghiere spontanee

1.     In un mondo che emargina chi non si adegua, chi non segue “la corrente”, cerchiamo di seguire l’esempio di Gesù che ci ha insegnato a capovolgere gli schemi sociali: dove gli altri respingono lui accoglie prendendo per mano.
2.     Donaci la forza di essere sempre orgogliosi della vita che abbiamo, di come siamo e delle nostre famiglie, non esiste un unico modello prestabilito esiste solo l’Amore.

Tutti. Madre/Padre ci hai donato la terra con lo splendore di tutte le sue diversità. Aiutaci a diffondere il messaggio che ciò che ci arricchisce è la condivisione; che i pregiudizi, i confini, le barriere, le intolleranze impoveriscono la nostra vita. Occorre il coraggio di essere felici. 

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