venerdì 12 giugno 2015

Tribunale per i vescovi insabbiatori


CITTÀ DEL VATICANO - Un tribunale speciale per processare in Vaticano quei vescovi accusati di insabbiare procedimenti giudiziari contro ecclesiastici accusati di pedofilia. È il nuovo giro di vite di Papa Francesco nella lotta agli abusi sessuali del clero attraverso l'istituzione di un dipartimento giudiziario ad hoc all'interno della Congregazione della dottrina della Fede e con il varo di un nuovo capo d'accusa, l'"abuso di ufficio episcopale". In sostanza, secondo quanto annunciato ieri dal portavoce papale, padre Federico Lombardi, la commissione dei nove cardinali — il cosiddetto C9 — che affianca il pontefice per la riforma della Curia, ha presentato al papa un pacchetto di norme con cui la Santa Sede compie un significativo "cambio di passo" per estirpare la pedofilia nella Chiesa.
Col nuovo tribunale — dotato di uno specifico segretario e di una autonomia operativa sul piano giudiziario — la Congregazione della Dottrina della Fede potrà processare con una certa velocità i vescovi che hanno insabbiato le denunce contro preti che hanno commesso abusi sessuali su minori o comportamenti scorretti su persone deboli ed indifese. Si tratta di una novità rivoluzionaria perché finora "l'abuso di ufficio episcopale" non era previsto tra i "delicta graviora" (i peccati gravi a carico del clero) di competenza dell'ex Sant'Uffizio.
L'Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede diretto dal professor Giovanni Maria Vian, parla significativamente dell'istituzione di "una nuova sezione giudiziaria per la tutela dei minori" sia sul piano strutturale che giudiziario grazie al varo della norma che definisce il reato di "abuso d'ufficio episcopale". Una norma — ha precisato padre Lombardi — in qualche modo già riscontrabile nel Codice di diritto canonico, ma che sarà resa ancora più incisiva col nuovo organismo giudiziario e col varo di una procedura con cui affrontare i casi di omissioni nel perseguire abusi perpetrati su minori e persone deboli. Parole che lasciano capire che le denunce saranno accolte anche per i vescovi accusati in periodi precedenti alla data di oggi.
Significativo che il parere del "C9" sull'istituzione del nuovo organismo sia stato unanime. Il sì a favore dei processi per "abuso d'ufficio episcopale" è arrivato anche dal cardinale australiano George Pell, prefetto della Segreteria Economica, che è in attesa di essere ascoltato dalla Commissione governativa australiana che sta indagando su casi di abusi sessuali di preti di Melbourne e Sydney, le diocesi da lui rette prima della nomina cardinalizia.
In precedenza, Benedetto XVI, pur senza le nuove norme varate ieri, aveva comunque dimissionato un'ottantina di vescovi accusati di non aver denunciato i preti pedofili. Papa Francesco, fin dal suo insediamento sul soglio di Pietro, aveva promesso di voler continuare sulla stessa linea del predecessore. E così è stato. La proposta del Consiglio dei cardinali consta di 5 punti, varati sulla base di una relazione del cardinale Sean Patrick O'Malley, il porporato statunitense campione della lotta agli abusi. Per volontà del Papa, il nuovo organismo sarà sottoposto a verifica tra 5 anni.

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