sabato 11 luglio 2015

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 12 LUGLIO

+ Marco 6,7-13


In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano

La prima cosa che mi colpisce è la saggezza di Gesù che invia i suoi a coppie e non da soli, sempre meglio non andare singolarmente nell’opera risanatrice sugli spiriti impuri, Lui li invia dando loro autorità d’azione, hanno capito ciò che gli viene chiesto?
Infatti è questo ciò che Gesù chiede di fare ai suoi discepoli ieri come oggi, ma che compito è questo di “avere potere sugli spiriti impuri”?
Con questo termine i giudei intendevano i vari “demòni”, termine usato dai Babilonesi e importato nel linguaggio ebraico dopo l’esilio da Babilonia e per demòni gli ebrei intendevano i malati del corpo e della mente.
Credo che la missione affidata da Gesù ai suoi di allora e di oggi non sia una missione per situazioni “estreme” ma per tutto ciò che si incontra giornalmente sulla strada di “normalità” ma che è malata di corpo e di mente. Alleviare le sofferenze di chi ci sta vicino, di chi si incontra nel proprio cammino di vita quotidiana è l’imperativo che ci ha lasciato Gesù con il suo comportamento di vita quotidiana ed è ciò che possiamo fare anche noi oggi.
Alleviare le sofferenze altrui anche portate dall’ingiustizia sociale.
Spesso sono necessari denari e beni, ma frequentemente è sufficiente dedicare il proprio tempo, ascoltare, incanalare su percorsi corretti per ottenere dei risultati, insomma seminare del bene attorno.
Infine un dubbio che mi sorge, il mandato di Gesù è chiaro ma ho l’impressione che dalle ultime tre righe i discepoli abbiano esagerato in quanto partono per convertire le persone, ma questo non era stato richiesto. Il messaggio di Gesù è indirizzato a tutti sia ebrei che “pagani” ma non prevede una conversione all’ebraismo luogo di nascita del pensiero gesuano che però è un pensiero molto più aperto, ad ampio respiro e non ristretto in un’unica religione.

sergio

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