sabato 18 luglio 2015

Commento al vangelo - domenica 19 luglio


Marco 6, 30-34
Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero.
Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Leggendo il brano del vangelo di Marco (il racconto è presente anche in Matteo 14, 13-14 e in Luca 9, 10-11) ho cercato di immaginare la scena, di avere uno scorcio di come doveva essere la vita di Gesù  in quella parte della Galilea, sotto il governo di Erode Antipa.   Probabilmente Gesù stava a Cafarnao e si spostava lungo le rive del lago di Tiberiade toccando i paesi di pescatori che ivi sorgevano.  Durante un viaggio in Israele ho visitato questa zona tra Tiberiade, Cafarnao  e Betsaida che oggi, forse come allora, non è molto  abitata.  Il paesaggio è bellissimo: il lato nord ovest del lago è
circondato da alture che declinano dolcemente verso l’acqua e danno luogo a  numerose insenature isolate con piccole spiagge ghiaiose. Oggi a mezza costa corre una strada asfaltata che gira tutto intorno al lago. Per me è importante figurarmi i tragitti percorsi e lo scenario per sentire Gesù vivo e allontanarmi dalle immagini stereotipate di un Cristo ieratico che, avvolto dall’aureola, parla a immense moltitudini come indicato in alcune iconografie o produzioni cinematografiche.

Il brano narra che Gesù desiderava allontanarsi dalla gente, ritirarsi in un luogo deserto con i sui discepoli che erano tornati dopo avere iniziato la loro attività di insegnamento.  “Come maestro, sa quanto è affascinante e faticoso crescere, quanto si maturi a piccoli passi; percepisce il loro bisogno di confronto e la necessità di dare pace e riposo ai loro cuori e ai loro corpi. Li invita caldamente: Venite voi stessi in disparte, in un luogo deserto e riposatevi un po'. (Franco Barbero) Il gruppo forse  partì in barca da Cafarnao alla ricerca di un’insenatura deserta dove potersi fermare.  La gente che voleva seguire Gesù vide l’imbarcazione che si allontanava dalla riva, intuì il tragitto e, camminando lungo i sentieri che costeggiavano la riva del lago, raggiunse il luogo dove stavano approdando. Gesù si ritrovò davanti una moltitudine di persone e rinunciò al momento di solitudine che desiderava condividere con i suoi e si mise a loro disposizione. “… vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”.
Gesù non fugge, ha “compassione” e “curò i loro malati” (Matteo 14,14) .    Non erano certamente migliaia le persone assiepate sulle alture o in riva al lago, non esistevano megafoni o altoparlanti e, parlando a voce alta, Gesù poteva farsi sentire al massimo da un centinaio di persone o poco più, se queste stavano in silenzio e ascoltavano con attenzione.

Che cosa cercava la gente da Gesù?  Voleva ascoltare il suo messaggio che era semplice, ricco di immagini che tutti potevano capire, non  il  pomposo linguaggio degli scribi  pieno di dotte citazioni e di prescrizioni, ma era soprattutto un messaggio di speranza di uno che viveva tra la gente e che parlava di Dio come di un padre. Gesù accoglie lo storpio, il ritardato mentale, il cieco, l’appestato e li copre di attenzioni; nessuno può essere escluso o discriminato, tutti hanno diritto a un po’ di felicità.  E’ questo il messaggio del Regno. Gesù ha maturato una visione di Dio come “abbà”, come Padre che dopo aver creato, sostiene in ogni istante la creazione con un atto di amore. Il creato è a disposizione dell’uomo, di tutti gli uomini che hanno uguale diritto di accesso ai beni della terra. L’uomo è libero di far fruttare, utilizzare e condividere le ricchezze, ma è anche una creatura limitata con problemi e malattie. Il disegno del Regno si concretizza “qui ed ora” quando si  traduce nella  “realizzazione di una convivenza di amici, di eguali, di fratelli”.

Vilma 

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