giovedì 16 luglio 2015

NULLA SUCCEDE PER CASO!!!

Oggi permettetemi una piccola storia personale.
Il 15 luglio 1977 nel primo pomeriggio, mentre mia moglie stava allattando Luca il nostro primo figlio, viene a farci visita Franco con sua moglie.
Franco amico-amico, compagno della mia gioventù dai quattordici anni in avanti, condivisore di giorni e notti interminabili, di esperienze scoutistiche fondamentali per entrambi, raccoglitore dei pensieri giovanili.
Franco che con la sua bonaria, semplice, rude schiettezza e con il suo unico occhio abituato a vedere non solo osservare, ci dice che Luca ha un colorito che non gli piace.
E' stato il campanello d'allarme che mi ha portato a vivere la prima notte, delle due, più lunga della mia vita, ambulanze-sale operatorie-sale d'attesa-ospedaletto infantile-operazione- stabilizzazione-meglio la grande città-corsa notturna-grande ospedale-ultimo battito cardiaco nel viale di accesso pochi minuti prima delle ventiquattro.
Poi si sa la vita separa, le strade si dividono, ma l'amico è colui che incontri anche dopo anni e riprendi a parlare dall'ultimo discorso interrotto come se fosse stato poche ore prima.
Ieri 15 luglio 2015 mentre con mia moglie transito in ospedale per la solita terapia settimanale di mia figlia, incontriamo la moglie di Franco in lacrime che ci racconta la chemioterapia a cui è stato sottoposto, i consigli sbagliati del medico di famiglia a non dire nulla né a lui né ai suoi tre figli, l'accumulo di dolore, il non sapere cosa fare ora che i medici ospedalieri parlano di transito al locale hospice.
Avendo già avuto esperienza di tale struttura possiamo parlarne solo bene e riusciamo a strapparle un invito a salire su in chirurgia.
Ieri nel primo pomeriggio rivedo Franco e riprendiamo a parlare intimamente come se gli ultimi due anni di lontananza non ci fossero stati.
Ci lasciamo sorridendo di un fatto accaduto durante la notte e ci diamo il prossimo appuntamento all'hospice dove la vita scorre più dolcemente rispetto al reparto ospedaliero.
Stesso giorno e quasi stessa ora a distanza di trentotto anni.
sergio

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