giovedì 27 agosto 2015

George Herbert



L’amore mi accolse, ma l’anima mia indietreggiò, colpevole di polvere e peccato.
Ma chiaroveggente l’Amore, vedendomi esitare fin dal mio primo passo, mi si accostò, con dolcezza domandandomi se qualcosa mi mancava.
“Un invitato” risposi “ degno di essere qui”.
L’amore disse: “Tu sarai quello”.
“Io, il malvagio, l’ingrato? Ah! Mio diletto, non posso guardarti”.
L’amore mi prese per mano, sorridendo rispose: “chi fece quest’occhi, se non io?”.
“E’ vero, Signore, ma li ho insozzati; che vada la mia vergogna dove merita”.
“E non sai tu” disse l’Amore “ chi ne prese il biasimo su di sé?”.
Mio diletto allora servirò.
Bisogna tu sieda”, disse l’Amore “che tu gusti il mio cibo”.
Così mi sedetti e mangiai.” 

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