lunedì 14 settembre 2015

LETTERA DI UN PROFUGO AI CITTADINI LOMBARDI


        Lo so di essere un intruso, di darvi fastidio, di rubarvi un po' d'aria e di spazio. Sento di essere un ospite sgradito che ha dovuto tirarsi dietro moglie e figli. Ma che dovevo fare? restare sotto le bombe? rischiare ogni giorno la repressione armata del mio governo, il fuoco dei nemici o magari di finire nelle mani di un tagliagole dello Stato Islamico? Non sono riuscito ad abituarmi al terrore e sono scappato.
Non sono neppure riuscito, e di questo vi chiedo umilmente scusa, a prendere la via dei Balcani. Se no adesso sarei in Austria, o in Ungheria, in Germania, Francia o Svezia, paesi che ospitano una percentuale di profughi ben superiore all'Italia. E allora che ho fatto? Ho messo moglie e figli su un barcone, pensando "meglio annegati in mare che di fame e di guerra nel mio paese, meglio farla finita così piuttosto che vedere ogni giorno la disperazione negli occhi dei miei bambini e dei miei vecchi".
Ma il Mediterraneo non ci ha voluto, e adesso siamo qui, alla tua porta, a chiedere asilo politico, un tetto qualunque e un po' di pane, se puoi, se ne hai voglia... Lo so che ne avrei diritto, in base alle convenzioni internazionali, ma mi rendo anche conto che costituisco un serio problema per te e per gli altri lombardi. Perfino un vestito decoroso sei solo tu che me lo puoi regalare. Non posso lavorare, anche se vorrei farlo (me lo impediscono le stesse leggi internazionali) pur di ripagare almeno in parte le spese della mia sopravvivenza. Vorrei vivere nascosto, per non obbligarti a ricordare che oggi nel mondo, secondo un rapporto dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, sono più di 53 milioni i profughi in cerca di un posto in cui sopravvivere, sperando di poter tornare (ma quando?) nella loro patria senza finire imprigionati, torturati, massacrati o anche solo uccisi dalla fame. Dalla fine della seconda guerra mondiale una catastrofe così smisurata non si era mai vista.
Siamo tanti, troppi, un numero insopportabile per i paesi ricchi e avanzati della civile e cristianissima Europa, che avrebbe diritto a uscire in pace dalla sua crisi economica senza avere noi fra i piedi. Ma che dobbiamo fare? Imbarcarci di nuovo per tornare in Libia su un barcone e metterci nelle mani delle tante bande armate e delle troppe fazioni che stanno massacrando quel paese?
Non voglio abusare della vostra pazienza. Vi ho scritto solo per chiedervi scusa. Scusa per me e per i miei figli, per mia moglie, per i miei amici. Scusate se in Libia, Sudan, Siria, Afghanistan, Eritrea non ci possiamo stare e adesso siamo qui a darvi fastidio, con tutti i problemi che avete già voi lombardi in questo periodo così difficile.
Altro non posso dirvi. Ma il mondo va così. Ci siamo anche noi, purtroppo a disturbare con la nostra presenza il vostro diritto a sentirvi "padroni a casa vostra". Grazie di tutto, allora, specialmente di quei 6,5 euro a testa che ogni lombardo spende ogni anno per ospitare i 6000 richiedenti asilo che non sanno dove andare, né come vivere. Si potrebbero spendere meglio, lo sappiamo (un pacchetto di sigarette, una pizza, un biglietto del cinema, una bottiglia di vino...). E Maroni, con Zaia e Toti, forse fa bene a dire che di profughi non ne vuole più nella vostra regione. Ma quei 6,5 euro a testa che sprecate per noi sono davvero tutto. Grazie di cuore, anche se non sappiamo come contraccambiare.
Il profugo sgradito

Nessun commento:

Posta un commento