domenica 13 settembre 2015

Scoperto l'Homo "naledi"


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L'aver trovato una nuova specie di Homo non è di per sé una scoperta che crea problemi ai paleontologi, anzi generalmente arricchisce le caselle mancanti della lunga evoluzione che dai primi mammiferi ha portato all’Homo sapiens. Ma l’Homo naledi è davvero un’eccezione.


A chi appartengono le ossa?
Le ossa ritrovate appartengono a 15 individui di una specie primitiva di uomini. Gli adulti maschi dovevano essere alti circa 1,50 metri e pesare circa 45 kg. I resti sono di individui di sesso ed età diverse. E questo è un'aspetto molto importante della scoperta: è la prima volta che si trovano così tanti individui della stessa specie.

Che caratteristiche ha questa nuova specie?
Si tratta di una specie molto particolare perché ha caratteristiche moderne, simili a quelle dell'Homo sapiens, e caratteristiche molto antiche.

Tra le prime vi sono i denti che sono piccoli e molto simili ai nostri. I piedi poi, dicono di un essere che doveva camminare su due gambe come noi tutti, ma che al contempo, per la forma delle dita delle mani, poteva vivere anche sulle piante lanciandosi da un ramo all’altro.

Tra le seconde - quelle più antiche - c'è il cervello, grande un terzo di quello umano, pari a 500 mililitri (quanto un'arancia).

DOVE SONO FINITE LE CARATTERISTICHE UMANE?
Perché  le caratteristiche “umane” del naledi non sono state trovate nelle specie successive, ma si ritrovano solo un paio di milioni di anni dopo?

Le risposte possono essere tante, ma potrebbe essere che in realtà non abbiamo trovato ancora quelle specie che le hanno mantenute, mentre per il momento sono venute alla luce solo specie che hanno cavalcato un’altra linea evolutiva. Oppure che le caratteristiche umane si persero perché non erano le più adatte per la sopravvivenza in quel periodo geologico.


A quando risale l'Homo naledi?
L’età dell’Homo naledi è uno dei principali nodi da sciogliere. Al momento si sostiene che dovrebbe avere un’età di 3 milioni di anni, perché la grotta ha quell’età. Ma potrebbe essere più giovane. Due milioni? 500 mila anni? Se così fosse, la scoperta sarebbe molto meno sorprendete.


Anche gli Australopitechi talora camminavano su due zampe. Lucy è il più famoso esempio.
Dunque Homo naledi NON è un nostro progenitore?
Allo stato attuale della ricerca non lo si può dire con certezza. È troppo presto per affermare che è direttamente sulla linea evolutiva dell'Homo sapiens.

Ma allora come si è evoluto il genere umano?
Da anni ormai sappiamo che l’evoluzione dell'uomo non ha avuto una linea continua, come i testi scolastici degli Anni '50 e '60 ci mostravano, ma è avvenuta come i rami di un albero: mentre alcuni cadevano o si fermavano, altri nascevano. Finché ha preso il sopravvento il ramo della nostra specie che chiamiamo Homo sapiens.
 
Tuttavia chi è veramente umano? Lo stesso Lee Berger, autore della ricerca, ritiene che la scoperta di nadeli deve portare gli scienziati a ripensare cosa sia le definizione di “essere umano”, tanto che egli è piuttosto riluttante a descrivere l’Homo naledi come “umano”.

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