mercoledì 14 ottobre 2015

"I Down? In cucina, non all'asilo"


"I Down vanno bene in cucina, a fare giardinaggio... ma a cambiare bambini di pochi mesi proprio no: questa è platealità e cialtroneria". È la frase shock postata in Facebook da Massimo Masotti, ex consigliere di Forza Italia, vicepresidente dell'ordine dei medici di Ferrara. Ed è polemica. Il caso fa riferimento alla decisione di una mamma di ritirare sua figlia da un asilo privato perchè l'assistente ha la sindrome di Down. Un episodio denunciato dalla stessa direttrice del nido, un piccolo gruppo educativo alla prima periferia di Ferrara, che già aveva mosso rabbia e indignazione. Ora l'affondo di Masotti, non nuovo alle polemiche: in Facebook esibisce la passione per il Duce, ha sbeffeggiato il ministro Kyenge. "Gravissimo, soprattutto perchè sono parole pronunciate da un medico che a quanto pare non sa nemmeno cosa è la sindrome di Down", reagisce Aldo Moretti, presidente del Cepim, la prima struttura in Europa nata 40 anni per assistere chi è affetto dalla sindrome di Down. "Un'aggressività ingiustificata, faccia autocritica".

Il caso, rilanciato dalla Nuova Ferrara, è scoppiato a causa di un commento postato da Masotti nella pagina Facebook di Camilla Ghedini, giornalista, addetta stampa dell'ordine dei medici. Un botta e risposta che parte da un'intervista postata dalla giornalista al direttore della Città del ragazzo che parla di inclusione, disabilità e lavoro. "Bellissima intervista, per carità, ma anche io i miei nipoti me li sarei riportati a casa", esordisce Masotti. "E sai perchè? - si legge nella risposta dalla giornalista - perché i tuoi figli e nipoti non hanno la sindrome di Down, altrimenti, forse, sentiresti anche tu l'urgenza di creare il senso dell'accoglienza di cui, questa storia rivela, c'è bisogno". "Non credo proprio!", risponde Masotti. Poi la frase incriminata: "I Down vanno bene in cucina, a fare giardinaggio...ma a cambiare bambini di pochi mesi proprio no: questa è platealità e cialtroneria". E a chi gli fa notare che si tratta di parole che "pesano", lui replica: "Sono parole pesate, non pesanti: del resto non avrei potuto mai fare né l'equilibrista né l'aviatore, né il fisico né l'architetto. Onestà è riconoscere i propri limiti e, eventualmente, anche quelli degli altri. Fine delle trasmissioni".

Invece è solo l'inizio. La frase viaggia nei social, scatena reazioni indignate.  "Io ritirerei volentieri mia figlia dal nido se sapessi della frequenza di genitori del genere....", si legge su uno dei commenti lasciati sulla pagina. "Tra l'altro ricordo che l'assistente non cambia i pannolini ai bambini, è stata inserita con un progetto specifico", sottolinea la direttrice dell'asilo, che è anche sorella dell'assistente disabile.  "Auspichiamo che l'Ordine dei medici" di Ferrara "voglia

dare quantomeno una robusta tirata di orecchie a Massimo Masotti e che la cittadinanza di Ferrara si dissoci dalle parole ingiuriose da lui pronunciate nei confronti delle persone affette da sindrome di Down", dichiarano i deputati M5S in commissione Affari Sociali. Il presidente dell'ordine dei medici Bruno Di Lascio tace: "Il silenzio in questi casi è preferibile". Masotti precisa che il suo pensiero è "a titolo personale".

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