domenica 29 novembre 2015

Canone eucarestia domenica 29 novembre


"Da monocromatismo ai colori dell'arcobaleno:
che FAMIGLIA diventi un DIRITTO per tutti/e"


Musica di apertura

G. Nella nostra cultura e società con il termine famiglia si indica un nucleo sociale rappresentato da due o più persone che vivono nella stessa abitazione e, di norma, sono legati tra loro col vincolo del matrimonio, con convivenza, o da rapporti di parentela o di affinità. Solitamente quando si parla di famiglia ci si riferisce a una coppia “maschio-femmina” anche se questa è solo una sfumatura nell’ampio spettro dei colori, quella fino a oggi “riconosciuta” dalla Legge Italiana.
In realtà esistono molti tipi di nuclei familiari, uniti da vincoli di Amore e questo, come sappiamo, ha mille sfaccettature. Se famiglia significa nido, un “luogo accogliente” dove si valorizzano le differenze che si incontrano per dar vita a un progetto affettivo, a una ricerca di relazione, non si può continuare a negare pari DIRITTI a tutte le famiglie, siano esse “classiche” o “sui generis”. Riflettiamo insieme.

  1. Il concetto originario di famiglia dovrebbe evocare una situazione di varietà, di allegria, di poliedricità in conseguenza al fatto che questa, dovrebbe comporsi di elementi diversificati, ognuno portatore di caratteri specifici. Impariamo a valorizzare le differenze che si incontrano per dar vita a un progetto affettivo, a una ricerca di relazione.
  2. Spesso la famiglia non corrisponde a vincoli di sangue ma a relazioni, amicizie, comunità in cui poter crescere e sentirsi accolti, rispettati e amati.
  1. A volte la famiglia di sangue può essere avvertita come vincolo e risulta difficile tagliare il “cordone ombelicale” che ci lega a essa. Farlo non vuol dire non amare o non prendersi cura di questa ma semplicemente, diventare “grandi”.
  2. Poter vivere la propria idea di famiglia è un grande passo ma non è abbastanza. In uno stato laico a ognuna/o dovrebbe esser riconosciuto il DIRITTO LEGALE di condividere la propria vita con chi desidera.

Vangelo (Luca 21, 25-36)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Poi disse loro una parabola: «Guardate l’albero del fico e tutti gli altri alberi. Quando vedete che cominciano a germogliare, voi capite che l’estate è ormai vicina. Così pure, quando vedrete compiersi queste cose, sappiate che il Regno di Dio è vicino. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Commenti e riflessioni personali
Intermezzo musicale

G. Eccoci ora partecipi, come discepole e discepoli, della cena di Gesù.

Tutti. Ora noi spezziamo il pane ricordando Gesù, rendi vivo ed efficace per ciascuno e ciascuna di noi questo ricordo. Egli ci disse di vivere al Tuo cospetto e ci insegnò a dividere il pane dei campi e il pane dei cuori. “Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Questo è il corpo, la vita, la strada, la sostanza della memoria di Gesù: vivere sotto il Tuo sguardo e dividere tra di noi, accompagnarci. Padre, che tutto questo si avveri nelle nostre vite perché la nostra eucarestia non diventi una farsa. 

Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male.

Comunione con intermezzo musicale

Preghiere spontanee

1.    Avere un posto dove andare, è una casa. Avere qualcuno da amare e che ci ama, è una famiglia. Avere entrambi, è una benedizione.
2.    Benedizione non sempre riconosciuta, perché esistono famiglie di serie A e  famiglie di serie B. Basta ai pregiudizi, all’emarginazione, al rifiuto di aprire gli occhi ad un nuova realtà, in cui famiglia non è riflesso del binomio UOMO-DONNA.

Tutti.  “Chiunque a un certo punto della vita mette su casa.
 La parte difficile è costruire una casa del cuore.
 Un posto non soltanto per dormire, ma anche per sognare.
 Un posto dove crescere una famiglia con amore,
 un posto non per trovare riparo dal freddo
 ma un angolino tutto nostro da cui ammirare il cambiamento delle stagioni;
 un posto non semplicemente dove far passare il tempo, ma dove provare gioia per  
 il resto della vita”
 (Sergio Bambaren)

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