sabato 14 novembre 2015

COMMENTO AL VANGELO DOMENICA 15 NOVEMBRE

+ Marco 13,24-32


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. 
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

Questo brano potrebbe essere preso erroneamente per illustrare come e cosa accadrà alla fine del mondo.
Più semplicemente è da intendersi come analisi di quello che è accaduto alla distruzione del tempio di Gerusalemme nell’anno 70 e ipotesi profetica di ciò che sarebbe successo all’impero romano stesso alla luce del messaggio di Dio meglio interpretato dallo stesso Gesù.
Personalmente tento di interpretare questo difficile brano come constatazione di quello che accadrà a qualsiasi potere temporale che poggerà le sue basi su possesso e potere nudo e crudo, senza mettere nella sua stessa essenza l’insegnamento esplicato dal Nazareno e rifacentesi direttamente alla volontà del Madre/Padre.
Le potenze momentaneamente in auge “nei cieli” che si affidano solamente al sole, alla luna, alle stelle quindi a simbologia pagana intesa come basamento del potere che non si rifà alla parola di Dio sono destinate prima o poi ad essere sconvolte, a cadere, a finire.
Non possiamo sapere quanto dureranno, ma ci viene assicurato che finiranno sicuramente; questa conoscenza è riservata solo a Dio, noi uomini dobbiamo vivere senza la presunzione di sapere la data esatta del collasso, ma con la certezza che questo avverrà.
Se oggi mi guardo indietro a studiare la storia posso vedere che questa profezia è esatta, tutte le potenze che hanno basato il proprio potere sui non valori del Regno di Dio sono caduti, certo ne sono sorti altri non perfetti ma il cammino è innescato.
Solo le azioni legate al bene del prossimo saranno durature, anche per le potenze (governi), mentre ciò che è semplicemente legato al materiale e al potere che si può mettere in tasca (cieli e terre) non sarà duraturo.
Le parole di Gesù messe nella penna di Luca non sono destinate solamente al popolo ebraico o a una stirpe di eletti, ma sono destinate a tutte le popolazioni esistenti (gli eletti dei quattro venti).
Chiunque vivrà e lavorerà per la buona causa del Regno è un portatore della scintilla divina racchiusa dentro ogni uomo/donna indipendentemente da che angolo del mondo in cui viva e con che nome di divinità/giustizia interloquisca.
Credo che ogni donna e uomo nella sua attività di tutti i giorni, nel suo ambiente di lavoro/studio, nel suo contesto sociale possa esercitare una qualsivoglia forma di “potere” anche questo potere quotidiano-personale-giornaliero va soggetto all’interpretazione su che cosa è basato: sul tornaconto o sulla giustizia?

sergio

Nessun commento:

Posta un commento