mercoledì 25 novembre 2015

Marcia 29 Novembre 2015

 

In occasione della marcia globale per il clima comitati e associazioni ambientaliste di Torino e provincia organizzano

MARCIA PER UNA NUOVA LINEA METROPOLITANA

IN ALTERNATIVA AL TUNNEL SOTTO CORSO GROSSETO

PARTENZA: ore 14.30 dalla stazione Madonna di Campagna GTT, via Borgaro angolo via Lucento a Torino.
PERCORSO: via Stradella nell’area pedonale della Spina Reale che passa sopra il tratto di ferrovia che verrebbe troncato.
ARRIVO: ore 16,30 circa in piazza Baldissera: informazione sulla chiusura della stazione Dora GTT e sulla mancata apertura della stazione “gemella” RFI sotterranea.
Durante la marcia ci saranno momenti d’informazione sugli effetti del progetto
del tunnel ferroviario sotto corso Grosseto (circolazione veicolare e parcheggi durante e dopo l'opera, gas di scarico e polveri a causa degli scavi a cielo aperto, falde acquifere deviate)
e sulle proposte per valorizzare e potenziare l'esistente, evitando lo spreco di 180 milioni di euro e gettando invece le basi per una seconda linea di Metropolitana per Torino
e per i Comuni sull'asse Cirié-Lanzo (compresi Venaria Reale e Caselle con l'aeroporto).

“Il clima si difende curando le sue ferite ma anche impedendo di crearne di nuove”
La prossima primavera a Torino vedremo sorgere il cantiere per lo scavo del tunnel ferroviario sotto corso Grosseto: un cantiere che presto genererà caos e disagi ai residenti e alle imprese sulla "porta di ingresso” in città per chi proviene dall'hinterland di nord-ovest, e che in futuro non solo non darà reali benefici ai viaggiatori e agli automobilisti ma avrà impedito di fatto l’utilizzo della esistente linea ferroviaria Torino-Ceres come tracciato di una seconda linea di metropolitana.
Nel tunnel dovrebbero andare i treni GTT provenienti dall'aeroporto per immettersi nella linea RFI senza tuttavia espletare alcun servizio urbano come richiederebbe la conurbazione torinese che include anche Venaria Reale. Come spiegano i tecnici, per rispettare la frequenza consentita sulla linea lenta del passante sarebbe possibile l'immissione di treni da Venaria solamente due volte all'ora.
Un vero collegamento veloce fra una metropoli e il suo aeroporto dovrebbe avere una frequenza almeno doppia, e fra Torino e Venaria almeno quadrupla, dal momento che serve un territorio totalmente urbanizzato.
Le nostre associazioni propongono di trasformare l'attuale linea per Ceres in una ferrovia metropolitana ad estensione provinciale, come se ne incontrano tante in Italia e all'estero. Diversamente Torino, e con essa l'intero quadrante Nord-Ovest della Provincia Metropolitana che converge dalle Valli di Lanzo verso il Capoluogo, verrà a perdere un'occasione unica per consentire la penetrazione di massa verso il centro della Città di Torino a servizio di una delle principali correnti di traffico che costituiscono il pendolarismo giornaliero verso il capoluogo.
L’investimento di 180 milioni di euro ora previsto per l'opera in corso Grosseto permetterebbe di modernizzare l'intera linea Torino-Ceres e di portarla fino alle spalle di piazza Castello (alle Porte Palatine, in corso XI Febbraio angolo corso Regina Margherita). E poi necessiterebbero solo 1.600 metri per raggiungere Porta Nuova e la M1.
Un sistema di trasporti più efficiente a Torino sarebbe anche uno dei mezzi di contrasto più forte all'inquinamento: viviamo in una città che registra i valori negativi più alti d'Europa. Non basta scoraggiare il trasporto privato, occorre offrire valide alternative!
Da tempo alcuni comitati di cittadini e associazioni ambientaliste chiedono che non avvenga l'irreparabile troncamento dell'attuale linea ferroviaria da piazza Baldissera verso l'aeroporto, verso il sito turistico di Venaria Reale e verso le Valli di Lanzo. E condividono il progetto di una linea di metropolitana che porti turisti e pendolari fino al centro storico, e che serva ai residenti con le nuove fermate Altessano, Sansovino, Giachino, Cigna, Giulio Cesare-Emilia, Regina Margherita-Porte Palatine-Duomo oltre a
Madonna di Campagna e Dora. Questo progetto, unito a una valorizzazione dei territori di Aurora e di Borgo Vittoria circostanti l'attuale stazione di arrivo a Torino (stazione Dora della GTT e stazione Dora della RFI in piazza Baldissera) consentirebbe un intervento davvero strategico anche sul fronte del contrasto al degrado derivante da alcune trasformazioni urbane e dai cambiamenti sociali in corso.
Occorre che i decisori (Ferrovie, Enti locali, investitori) abbiano il coraggio di rivedere le decisioni assunte in un altro "clima" economico e in una condizione diversa della città: la nostra marcia può esprimere il sostegno dei cittadini a un progetto virtuoso e dare alla politica elementi per pesare diversamente i valori in campo.                           
 

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