domenica 20 dicembre 2015

Eucarestia di sabato 19 dicembre 2015


"Che cosa nasce di buono oggi nella chiesa e nel mondo?"
  
Musica di apertura

G. Il “Natale cristiano” è la festa della nascita: Gesù è nato per portare la “luce” a tutta l’umanità. Il discorso della luce e della scelta del 25 dicembre come giorno del Natale probabilmente deriva dal fatto che quella era la data del solstizio d’inverno, che il mondo romano celebrava la nascita del dio Sole (Natalis solis invicti). È significativo e molto bello il simbolismo che sta nell’assimilare Gesù al sole, alla luce di Dio e il verbo nascere legarlo al sole, alla luce, all’energia che sprigiona.
Principalmente il verbo nascere trasmette una sensazione di gioia, energia e bellezza: la nascita di una/un bambina/o, un fiore, un animale, una pianta, un’idea, una comunità, un’associazione, un’amicizia, un amore; ma ha anche una connotazione negativa se pensiamo alla nascita di una lite o di una guerra.
Riflettiamo insieme

  1. Attraverso il suo esempio e messaggio Gesù ci ha insegnato che con poco, con l’esempio, la semplicità e l’accoglienza si possono superare muri invalicabili e aiutare chi è in difficoltà.
  2. Spesso ci lamentiamo che non possiamo fare niente, che siamo da soli e siamo “piccoli” in confronto ai grandi problemi della terra e dell’umanità.
  1. Signore, aiutaci a essere più consapevoli delle nostre forze e a continuare a sognare perché se non sogniamo, non ci lasciamo coinvolgere e non ci lanciamo non riusciremo mai a cambiare le cose.
  2. Ricordaci sempre che l’amore è più forte dell’indifferenza, che un cerino può divampare un incendio.
1.  “Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscerne la differenza. (Preghiera della serenità)

Vangelo (Luca 1, 39-45)
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Commenti e riflessioni personali
Intermezzo musicale

G. Eccoci ora partecipi, come discepole e discepoli, della cena di Gesù.

Tutti. Ora noi spezziamo il pane ricordando Gesù, rendi vivo ed efficace per ciascuno e ciascuna di noi questo ricordo. Egli ci disse di vivere al Tuo cospetto e ci insegnò a dividere il pane dei campi e il pane dei cuori. “Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Questo è il corpo, la vita, la strada, la sostanza della memoria di Gesù: vivere sotto il Tuo sguardo e dividere tra di noi, accompagnarci. Padre, che tutto questo si avveri nelle nostre vite perché la nostra eucarestia non diventi una farsa. 

Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male.

Comunione con intermezzo musicale

Preghiere spontanee
1.    Ogni fiammella che nasce nel cuore di un/una uomo/donna è come un germoglio che diventerà stelo e poi albero.
2.    Nasca nella curia una nuova coscienza, affinché accaduti come quello del vescovo di Trapani non si ripetano più. Che il mondo ecclesiale ritrovi la via percorsa dal Nazareno, una strada di semplicità e “potenza” lasciando decadere la voglia di “potere” e denaro.

Tutti.    Il negozio di Dio
In una bottega, dietro il bancone, vedo un angelo. Meravigliato gli chiedo: “Cosa si vende qui?”. “Tutti i doni di Dio”, mi risponde. “Costano molto?”. “Niente, è tutto gratis!”. Mi guardo intorno incuriosito: bottiglie di fede, pacchetti di speranza, confezioni di felicità. Mi faccio coraggio e gli ordino: “Mi dia, per favore, molto Amore, tutto il Perdono che ha, una bottiglia di Fede, abbastanza Felicità e la Salvezza per me e i miei amici!”. L’angelo mi prepara un pacchettino ben confezionato ma così piccolo da stare nella mia mano. “Tutto qui?”, domando. E lui sorridendomi: “Mio piccolo amico, il negozio di Dio non vende frutti ma semi!”.

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