domenica 20 dicembre 2015

QUANDO IL DOLORE NON TROVA SFOGO NELLE LACRIME, ALTRI ORGANI PIANGONO.

 Esiste un meccanismo fisiologico mediante il quale stati mentali negativi o i drammi dell’esistenza possono influenzare il funzionamento dell’organismo, favorendo l’insorgere di una malattia come il cancro? 
Detto in altri termini, è possibile rintracciare un nesso causa-effetto tra la sofferenza della mente e il dolore del corpo? 
In realtà non è mai stato individuato alcun fattore psicologico in grado di produrre un’anomalia nelle cellule del nostro corpo, ma, e questo si può affermare con certezza, lo stress psichico ha il potere di influenzare alcuni processi di regolazione dell’organismo, al pari di altri fattori, quali un’alimentazione scorretta, l’assenza di attività fisica, l’esposizione ad agenti patogeni esterni ecc. 
Nello specifico tali esperienze stressanti determinano il rilascio di particolari ormoni che attivano i cosiddetti “sistemi di emergenza” dell’organismo, come i processi infiammatori, creando un terreno che favorisce il germogliare delle cellule maligne.
Un fenomeno affascinante e perverso, quello della neoplasia, perché riesce a circuire i processi vitali dell’organismo umano per sovvertirli a proprio favore, rivolgendoglieli contro. 
Questo è il cancro: una patologia che mima la naturale capacità di rigenerazione dell’organismo con il preciso intento di ottenere l’effetto opposto, un fenomeno a genesi multifattoriale, dove uno dei possibili precursori è proprio rappresentato dalla sofferenza psichica. 
I vissuti di impotenza, le esperienze traumatiche, le situazione conflittuali, il senso di sconfitta, sono alcuni tra i fattori emotivi che incidono pesantemente sugli equilibri psicofisici, fungendo da fertilizzante per i tumori. 
Non è, quindi, lo stress in se stesso a favorire la progressione di una malattia, ma è il nostro modo di rispondervi, la sensazione di abbandono, di impotenza e squilibrio interiore davanti alle avversità e alle difficoltà della vita, che spesso mettono a dura prova le nostre capacità di resilienza, agendo, di conseguenza, sull’indebolimento del nostro sistema immunitario, che dallo stress non viene soppresso ma sregolato, divenendo così meno capace di difenderci dalle malattie.
Un tema complesso e doloroso questo del rapporto tra la sofferenza della mente e l’ammalarsi del corpo, che meglio di me penso possa descriverlo chi la malattia la sta vivendo, Elisa, 30 anni: “Quando si ha un dolore fisico è inevitabile che la mente ne risenta, ma questo non ci deve limitare nelle azioni, perché lo spirito di adattamento del corpo è favoloso e lo dico a gran voce! Il nostro corpo è una macchina perfetta: quando ha uno scompenso si fa sentire ma lavora anche per sistemare il tutto….Se pensiamo a un bambino che prova a camminare, se si fermasse alla prima caduta perché è doloroso cadere, non imparerebbe mai a camminare. Noi siamo stati già bambini e siamo stati bravi ad imparare a rialzarci ogni volta che ci capitava di cadere, per questo ognuno deve prendere esempio proprio da se stesso e rialzarsi, anche se adesso è più faticoso…il problema è che quando si entra nel vortice del dolore si fa fatica ad uscirne ma per questo dobbiamo farci aiutare o, almeno, proviamo ad aiutarci da soli!”.

 Quando il dolore non trova sfogo nelle lacrime, altri organi piangono” (H. Maudsley)  7/12/2015

Daria Ubaldeschi - redazione@ilnovese.info

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