domenica 10 gennaio 2016

Figlio di Dio


Spesso si pensa che figlio di Dio significhi Dio o divinità. Il Secondo Testamento prende questo linguaggio dal Primo Testamento ebraico in cui l'espressione "figlio di Dio" significa aver ricevuto una missione particolare da Dio e averla portata a termine in un atteggiamento di piena disponibilità. Quando nel Secondo Testamento Gesù viene indicato come figlio di Dio si fa riferimento alla missione che il Padre gli conferisce e alla disponibilità con cui Gesù senza riserve ha risposto alla chiamata di Dio.
Per questo Gesù è per noi cristiani colui che manifesta in modo eminente il progetto di Dio, ma resta una creatura del tutto inferiore a Dio.
"In questo riferimento a Dio e completa dimenticanza di sé, riferimento a quel Dio che Gesù chiamava suo Creatore e Padre, sta la definizione, cioè l'autentico significato di Gesù". (E. Schillebeeckx).
"L'antropomorfismo che ci può fuorviare considerando Dio come un nome proprio, ha portato i cristiani a pensare che, se Gesù è veramente figlio di Dio, allora non può essere figlio di Giuseppe. Ma si tratta di un errore. Dire che Gesù è il figlio di Dio non comporta la negazione che era figlio di un altro". (Nicholas Lash, Concilium 3/1982).
Se non riscopriamo il significato dei linguaggi delle Scritture corriamo il rischio di costruire una montagna di dottrine e di dogmi mille miglia lontane dal messaggio biblico.
Franco Barbero

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