domenica 28 febbraio 2016

Canone domenica 28 febbraio


Eucarestia di sabato 28 febbraio 2016
"Religione cristiana e spiritualità: esperienze personali per raggiungere Dio"

Musica di apertura

G. Non confondiamo religione con spiritualità. Entrambi i termini si riferiscono alla ricerca dell'Assoluto o di Dio (o con qualsiasi altro nome Lo si voglia chiamare): si può dire che la differenza fondamentale consista nel fatto che la religione indichi un tipo di ricerca esteriore, formale, mentre per spiritualità si intende la ricerca di Dio all'interno di sé. La fede assume quindi un carattere più personale e meno dogmatico, più aperto alla sperimentazione e basato sull'esperienza personale. Credenti, atei, agnostici o semplicemente esseri: come ognuno di noi vive la propria Spiritualità? Riflettiamo insieme.

Voce 1: Credo che Dio sia come un oceano di coscienza e noi siamo gocce nell’oceano, dotate di tutti gli attributi e le qualità di quest’ultimo. Raggiungerlo dovrebbe essere facile e naturale: si può fare come atto di preghiera in abbandono, con la meditazione contemplativa oppure scegliendo di impegnarsi introspettivamente; in ogni caso la via migliore è quella semplice e diretta, offuscata purtroppo da opinioni e credenze non vere.
Voce 2: Avverto la presenza di Dio nella natura tutta, in un fiore, nel mare, nelle imponenti montagne, nello scorrere dei ruscelli e nelle sfumature del cielo. Ed il vento è il suo soffio. Ritagliarsi alcuni minuti per pensare a quello che ci è accaduto o i volti che abbiamo incontrato potrebbe essere un modo di pregare, di parlare con il Signore.
Voce 3: Ritengo vuoto e privo di senso il ricorrere a una ricerca spirituale diretta come quella che si avvale della mediazione di guru o santoni o figure carismatiche. Diffido della spiritualità aperta alle folle e rimango scettico verso quelle manifestazioni pseudo new age, quali Torino spiritualità, che credo servano soltanto a incanalare la cosiddetta energia spirituale all’interno di alvei commerciali o di maniera. Credo invece che la spiritualità debba essere incarnata, muovere da esempi vissuti, da percorsi condotti. Vorrei saper accogliere altri modi di accesso alla sfera spirituale e dal confronto con questa diversità costruire nuove piste di percorso; temo invece di essere piuttosto legato alle mie convinzioni e ad una certa confusione che mi porta a confondere regno del pensare, del meditare con uno spazio per la spiritualità.
Voce 4: Come faccio a dire di aver provato a raggiungere Dio? Ho provato a sentirlo un po' più vicino o meglio io a sentirmi più vicino a Lui. Come? Sicuramente in solitudine, immerso nella natura, su un monte più che su una spiaggia chiassosa. Il silenzio aiuta. L'essere solo con il proprio io aiuta. Forse è lì che ci incontriamo un po' più vicini. Se ci incontrassimo veramente a tu per tu NON sarebbe Lui. Il pensiero di esserGli vicino significa essere in sintonia e forse è sopravvalutazione. Meglio pensarLo un po' distante con lo sguardo rivolto nella mia direzione che mi fa sentire protetto e capito non giudicato. Il silenzio della notte con gli occhi socchiusi nel mio letto aiuta, come la cima di un monte; basta pensarlo. Essere in sintonia forzando le mie posizioni verso il meglio, il più equilibrato, il pensare oltre.

Vangelo (Luca 13, 1-9)
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Commenti e riflessioni personali
Intermezzo musicale

Tutti. Ora noi spezziamo il pane ricordando Gesù, rendi vivo ed efficace per ciascuno e ciascuna di noi questo ricordo. Egli ci disse di vivere al Tuo cospetto e ci insegnò a dividere il pane dei campi e il pane dei cuori. “Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Questo è il corpo, la vita, la strada, la sostanza della memoria di Gesù: vivere sotto il Tuo sguardo e dividere tra di noi, accompagnarci. Padre, che tutto questo si avveri nelle nostre vite perché la nostra eucarestia non diventi una farsa. 


Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male. Amen.

I Sura del Corano
Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso; sia lodato Dio, il Signore dei Mondi; il Compassionevole e Misericordioso; Re del giorno del giudizio; Te adoriamo, Te chiamiamo in aiuto; guidaci alla dritta via; la via di quelli che hai colmato di grazia, non di quelli che errano. Amen.


Comunione con intermezzo musicale

Preghiere spontanee

1.    Quando preghi, vai a ritirarti da solo nel tuo luogo preferito e, quando hai chiuso la porta, prega Dio in segreto. (Matteo 6:6). Prega a modo tuo per la pace dell’anima.

Tutti.  
Invece di sperare semplicemente in una vita migliore o di crescere spiritualmente, sperimentiamo la vita alla massima estensione di cui siamo capaci. Ogni anima desidera essere libera e funzionale. Salvezza per i cristiani, Nirvana per i buddisti, Moksha per gli indù, sono parole diverse per descrivere la libertà dell’anima, il cui raggiungimento è il fondamento dell’impulso spirituale negli esseri umani. (Roy Eugene Davis)

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