giovedì 4 febbraio 2016

Miguel Benasayag, Oltre le passioni tristi


Quando segnalo i libri di questo filosofo e psicanalista argentino, che ora lavora a Parigi, perdo il senso della misura.
Avendo collezionato le sue opere e avendole prese e riprese in mano con impegno ed emozione, provo una sintonia ed una empatia che probabilmente esagerano lo spessore e la lungimiranza culturale e terapeutica dell'Autore e delle sue elaborazioni. Mi trovo in profonda sintonia di analisi. Mi interessano, certo, "le dispute di cappella tra le varie scuole psicanalitiche"(pag. 58), ma soprattutto mi convincono le sue analisi sulla distruzione dell'interiorità dell'uomo della modernità.
La cultura "panottica" proietta il soggetto in un processo di adattamento, senza che siano incoraggiate e valorizzate le energie della conflittualità e del rischio di essere se stessi.
"Se il panottico è nato come una terribile prigione, oggi è diventato il modo di vivere cui aspira una maggioranza di nostri contemporanei" (pag.34).
Il principio dell'apparire crea la società dello spettacolo in cui i nostri contemporanei desiderano offrire in visione diretta la loro intimità. Ma, per andare oltre le passioni tristi, l'Autore, ci accompagna alla scoperta delle potenzialità inespresse per rompere le catene del neoliberismo che isola le persone nella loro solitudine e sofferenza. E' pane buono per la nostra interiorità e per guardare alla vita con amore e speranza.
In libreria per Feltrinelli edizioni, Milano 2016, pp. 160, € 18

don Franco Barbero

Nessun commento:

Posta un commento