giovedì 25 febbraio 2016

Sulle unioni civili, un indegno gioco al ribasso. Lettera aperta di sette preti


Noi preti cattolici firmatari, cittadini di uno Stato che vogliamo credere ancora laico e libero, ci troviamo a disagio nel difendere l’ultima versione del disegno di legge-Cirinnà sulle unioni civili perché è un compromesso al ribasso, frutto della peggiore interdizione reciproca dentro una maggioranza di governo raccogliticcia e indifferente ai diritti civili, ma interessata alle manovra di potere.
Siamo a disagio per la qualifica di «cattolici», assunta da senatori e deputati che in Parlamento appoggiano e votano qualsiasi sconcezza, calpestano qualsiasi etica, sono conniventi con malaffare, malavita e interessi di parte, facendo della corruzione e della illegalità il loro pane quotidiano.
Rifiutiamo che il governo, da costoro appoggiato e ricattato, si appropri di una legge che dovrebbe essere di esclusiva competenza parlamentare, senza – questa volta sì! – alcun vincolo di appartenenza, trattandosi di tutela dei diritti che non dovrebbero essere mai merce di scambio politico. Per continuare a leggere la lettera cliccare qui.
Adista – 24 febbraio 2016

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