venerdì 11 marzo 2016

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 13 MARZO

+ Giovanni 8,1-11


In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. 
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. 
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Questo brano non è attribuibile a Giovanni, ma a Luca; è perfettamente inseribile alla fine del capito 21 cap.38 dell’evangelista Luca e ne è la logica conclusione. Questo brano scandaloso e dirompente per molti secoli nessuna comunità voleva inserirlo nel proprio vangelo, solo in seguito è stato inserito in Giovanni.
Nella tradizione ebraica la giovane donna (13/14 anni) che veniva data in sposa ad un uomo doveva passare un anno prima di esserne la sposa nella sua casa e conviverci. Se avesse commesso adulterio in quest’anno avrebbe subito la lapidazione (insieme all’uomo), se invece fossero già sposi conviventi e commesso adulterio avrebbe subito lo strangolamento, sempre insieme all’uomo adultero.
Lo strano del racconto è che a Gesù viene portata una giovane donna “sorpresa in flagrante adulterio” e l’uomo che giaceva con lei che avrebbe dovuto essere lapidato insieme? Che fine ha fatto?
Sorprendere un atto adultero la “mattina” fa pensare ad un’azione artificiosa, quasi preparata ad arte con l’uomo che si salva dall’arresto ed è praticamente inesistente.
Solo la donna viene messa al centro della situazione e data in pasto al pubblico giudizio, l’uomo si salva è un classico, allora come oggi.
L’uomo ha sempre avuto mille scappatoie, mille possibilità anche giudiziarie, cavilli a cui aggrapparsi. Per la donna è sempre stato molto più difficile ed ha sempre pagato.
Il prendersi tempo di Gesù è evidente fino a che se ne esce con questa frase destabilizzante, che blocca gli accusatori “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Posso immaginare che il termine peccato non sia generico, ma sia riferito al “peccato di adulterio”; forse Gesù sa chi ha davanti, conosce che nella massa ci sono degli adulteri e si riferisce proprio a quel tipo di “peccato”.
La frase blocca gli accusatori che per un attimo hanno il tempo di pensare a se stessi e magari immaginarsi a dover essere loro stessi essere messi accanto alla donna per subire la lapidazione. I primi che se ne vanno sono i più anziani, forse quelli che hanno peccato per primi nella vita ma anche quelli che riescono meglio ad usare la saggezza che può portare l’età, l’esperienza, il vissuto.
Forse, forse troppi forse.
Sta di fatto che Gesù, con il suo comportamento, ha cercato di capire il comportamento della donna e capire che scribi e farisei gli hanno preparato un tranello legislativo sulla pelle di una donna.
Gesù ha capito la donna e non la condanna a una pena troppo severa voluta da maschi per difendere i propri diritti/privilegi.
Non la condanna, ma la esorta a cambiare comportamento.
sergio


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