venerdì 4 marzo 2016

Panenteismo e panteismo


Panenteismo: è una espressione che, coniata  da Ch. Krause nel 1828, ha assunto una valenza teologica molto positiva. Se da una parte il panenteismo, conforme alla etimologia, significa che Dio è presente in tutto il creato come fondamento dell'essere, nello stesso tempo è irriducibile al creato ed è totalmente altro. In Dio immanenza e trascendenza coesistono. Il Dio che scorre e vive in tutte le arterie del creato, nello stesso tempo è sempre altro e oltre. Si tratta di un linguaggio che esprime bene la teologia della creazione, la vicinanza di Dio e la sua alterità. (Franco Barbero)

"Il panteismo pone il mondo come avente in se stesso la sua logica e la sua giustificazione senza alcun rimando al di là di se stesso, senza che ci sia bisogno di una dimensione dell'essere detta trascendenza...Esso sostiene che il principio primo, il fondamento, ciò che viene comunemente chiamato Dio è il mondo stesso, fenomeno dietro il quale non c'è nulla e nessuno" (tratto da Vito Mancuso, "Il destino di Dio")

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