venerdì 29 aprile 2016

Hans Kung dice che Francesco ha risposto alla sua richiesta di una libera discussione sul dogma della infallibilità del papa


Nota della redazione: Hans Küng, il teologo svizzero, dice che ha ricevuto una lettera da Papa Francesco che risponde "alla mia richiesta di una libera discussione sul dogma dell'infallibilità".
Küng ha rifiutato di mostrare la lettera al National Catholic Reporter, per "la riservatezza che devo al Papa", ma dice che la lettera è datata 20 marzo e che gli è pervenuta tramite la nunziatura di Berlino poco dopo la Pasqua.
Küng dice che nella lettera "Francesco non ha fissato alcuna restrizione" alla discussione. Küng ha anche detto che egli è molto incoraggiato dalla recente Esortazione Apostolica, Amoris Laetitia.  "Io non prevedevo questa nuova libertà che Francesco ha aperto nella sua esortazione post-sinodale".  Kung ha scritto nel comunicato diffuso a NCR e ad altri media.: "Già nell'introduzione, egli scrive  'Non tutte le  questioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolti dagli interventi del magistero.”
Küng aggiunge: "Questo è il nuovo spirito che ho sempre atteso dal magistero" e rende possibile una discussione sull'infallibilità.
Il 9 marzo, Küng aveva diffuso un "appello urgente a Papa Francesco per consentire una discussione aperta e imparziale sulla infallibilità del papa e dei vescovi". L'appello è stato diffuso contemporaneamente in più lingue e in tante pubblicazioni.
Di seguito il testo della dichiarazione sulla lettera del papa che Küng ha rilasciato ai media. La versione inglese è stata consegnata e diffusa contemporaneamente dal National Catholic Reporter e da Tablet a mezzanotte del 27 aprile (19:00 ora della costa orientale, il 26 aprile negli Stati Uniti).
Dennis Coday, editor di NCR

Dichiarazione di Hans Kung - 26 aprile 2016

Il 9 marzo ho diffuso un Appello a Papa Francesco perché desse  spazio ad una libera discussione, senza pregiudizi e del tutto aperta, sul problema dell'infallibilità. Essa è stata pubblicata sulle  principali riviste di diversi paesi. Sono stato felice di ricevere una risposta personale da Francesco subito dopo Pasqua. È del 20 marzo e mi è stata trasmessa dalla nunziatura del Vaticano a Berlino.
Della risposta del papa, i seguenti punti sono importanti per me:
• Il fatto che Francesco ha risposto  e non ha lasciato, per così dire,  cadere nel vuoto  il mio testo;
• Il fatto che egli stesso ha risposto e non  tramite il suo segretario privato o il segretario di Stato;
• Mi ha risposto in maniera fraterna, in lingua  spagnola, rivolgendosi  a me come Lieber Mitbruder ( "Caro Fratello") in tedesco e queste parole personali sono in corsivo;
•Con evidenza egli ha letto molto attentamente l’Appello, a cui avevo aggiunto una traduzione spagnola;
• Che è altamente apprezzato delle considerazioni che mi aveva portato a scrivere Volume 5 delle mie opere complete, in cui vi suggerisco di vista teologico che parlano le diverse problematiche che il dogma dell'infallibilità solleva alla luce della Sacra Scrittura e la tradizione con l'obiettivo di approfondire il un dialogo costruttivo tra la chiesa "semper reformanda" del 21 ° secolo e le altre chiese cristiane e nella società postmoderna.

Francesco non ha fissato alcun limite alla discussione. Egli ha così risposto alla mia richiesta di dare spazio a una libera discussione sul dogma dell'infallibilità. Penso che sia ora indispensabile utilizzare questa nuova libertà per portare avanti la riflessione sulle  definizioni dogmatiche, che sono  motivo di polemica all'interno della Chiesa cattolica e nel suo rapporto con le altre chiese cristiane.
Non prevedevo tutto questa nuova libertà che Francesco ha aperto nella sua esortazione post-sinodale, Amoris Laetitia. Già nell'introduzione, egli dichiara: "Non tutte le discussioni di questioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte dagli interventi del magistero".
Egli denuncia "la morale burocratica e fredda" e non vuole che i vescovi si comportino come se fossero gli "arbitri della grazia". Egli dice che l'Eucaristia non è un  premio per le persone perfette   ma è un "nutrimento per i deboli."
Egli cita ripetutamente dichiarazioni fatte al Sinodo dei vescovi o dalle conferenze episcopali nazionali. Francesco non vuole più essere l'unico portavoce della chiesa.
Questo è il nuovo spirito che ho sempre atteso dal magistero. Sono pienamente convinto che in questo nuovo spirito aperto a  una discussione libera, imparziale del dogma dell'infallibilità, questo problema  chiave per il futuro della Chiesa  potrà essere discusso al meglio.
Sono profondamente grato a Francesco per questa nuova libertà e ed unisco  il mio grazie di cuore all'aspettativa che i vescovi e i teologi sappiano  senza riserve adottare questo nuovo spirito e unirsi  nel ringraziamento partecipando  a questo compito in accordo con le Scritture e con la  grande tradizione della Chiesa.

[P. Hans Küng, cittadino svizzero, è professore emerito di teologia ecumenica presso l'Università di Tubinga, in Germania. Questo articolo è stato tradotto dal tedesco da Christa Pongratz-Lippitt.))

2 commenti:

  1. Io, l'ultima degli ultimi, mi permetto di dire solo una cosa citando San Paolo
    1Corinzi 11,23-29

    23 Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, 24 e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 25 Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. 26 Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga».
    27 Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. 28 Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; 29 poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso, se non discerne il corpo del Signore.

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  2. DUNQUE, se cosi' e' il papa puo' essere fallibile

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