venerdì 24 giugno 2016

L’ultima ruota del carro

Quando qualcuno vuole intraprendere nuovi sentieri di felicità, di responsabilità e di impegno è facile che si trovi attorno molte persone che lo invitano a starsene in silenzio, a “non agitarsi”, a continuare a “mendicare”, cioè a dipendere e a vivere nella mediocrità. A chi vuole continuare a vivere di collaudate tradizioni e di comode abitudini fanno molta paura le persone che acquistano un nuovo sguardo, nuovi occhi sulla realtà, sulla chiesa, sulla società e vogliono camminare con le proprie gambe e prendere in mano la loro vita.
C’è sempre, purtroppo, chi vuole soffocare il grido di libertà, di gioia e di speranza. Si incoraggiano tante chiacchiere inutili, oziose e idiote e si cerca, anche nella chiesa, di spegnere quelle voci che “gridano” e disturbano il normale svolgimento delle attività ecclesiastiche o aiutano ad aprire gli occhi su aspetti che si vorrebbero tenere nascosti. Il Vangelo di Luca riporta un episodio analogo: “Maestro, fa’ tacere i tuoi discepoli!”. Ma Gesù rispose: “Vi dico che se taceranno costoro, si metteranno a gridare le pietre” (Luca 19, 39-40). Esaminiamo bene i contenuti delle nostre relazioni. Anziché incoraggiare voci e cammini di responsabilità, a volte possiamo essere di ostacolo alla crescita di chi vuole nuovi sentieri di vita.


L’ultima ruota del carro – pag. 140-141 – Franco Barbero

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