domenica 12 giugno 2016

Riflessione


Uhm, grazie per l'attenzione. 
Amic*, ho una cosa da dirvi dal profondo del mio cuore.
 Percepisco nell'aria e per le confidenze di pochissime persone che molti di noi soffrono il carico dei pesi imposti da chi non saprebbe portarne neanche la metà; so che molti di voi che mi leggete vi sentite perseguitati da sistemi che quando non sono dichiaratamente religiosi finiscono per esserlo.
 Penso quindi non solo a certe chiese e religioni, ma anche a certi ambienti di lavoro, certe famiglie, certe amicizie: ci sono richieste fede cieca e obbedienza assoluta e castrazione di libere vite.

Vi dico:
 ho degustato la gioia di essere salvato, anche in parte dai sistemi di cui sopra, per la conoscenza di Gesù e del Suo Evangelo (ma voi chiamatelo come volete, affidatevi a chi/cosa vi incontra con amore redentivo) e non riesco a tenere tutto per me.

Difetterei di gratitudine se non vi dicessi queste parole: abbiate il coraggio di cambiare e non l'inettitudine di aspettare che cambi la realtà attorno a voi, l'ardire di sopportare il dolore iniziale dei tagli, l'incoscienza di allontanarci dal già noto, la capacità di pre-vederci vestiti e vestite di luce nuova. 
Il divenire è la nostra prima sostanza ultima.

Forse.
 E rivestiamoci della potenza del 'forse', il nemico delle dittature, l'avverbio rammentatore delle possibilità che ci sono oltre la siepe. Che non vediamo. 
Amen

Giuseppe Marchese

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