venerdì 1 luglio 2016

La svolta

La teologa Anna Maria Tepedino con grande lucidità riassume alcuni passaggi cristologici che hanno segnato vere e proprie svolte.
"Il momento decisivo per la patriarcalizzazione della cristologia è il IV secolo. Nel 312 d.C. la conversione dell'imperatore Costantino al cristianesimo segna il passaggio dalla "religio illicita", perseguitata e minoritaria... alla religione ufficiale dell'Impero romano. La sua ideologia viene legittimata. L'unità imperiale aveva bisogno dell'unità di fede e teologia. Un cristianesimo insediatosi nel cuore del potere politico sul mondo, si integrava a perfezione con l'aspettativa messianica davidica" (pag. 358).
"La dottrina cristologica di Cristo come Logos o fondamento del creato si identifica con le basi del sistema sociale vigente. Cristo come Logos di Dio e rivelazione della mente divina, e offre il governo e il quadro del Cosmo sociale costituito. Tutto si integra in un'unica e ampia gerarchia dell'essere", scriveva già Eusebio di Cesarea nel De vita Costantini.
Si instaura una nefasta coerenza tra impero e teologia: E' infatti nello stesso modo in cui il Logos di Dio governa il cosmo che l'imperatore romano cristiano, insieme alla chiesa cristiana, governa il mondo politico. I signori governano gli schiavi e gli uomini governano le donne… Le donne, gli schiavi e i barbari erano alogoi, le persone che non hanno parole proprie, senza mente devono essere guidate dai rappresentanti del Logos divino. Gesù Cristo diventa così il ritratto dell'imperatore. Il Pantocrator (colui che tutto governa) regna su un nuovo ordine sociale nel quale le donne non hanno alcuna importanza... Cristo diventa il fondatore e il governatore cosmico della gerarchia sociale esistente"


(pag. 359, del libro di Tamayo).

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