venerdì 12 agosto 2016

COMMENTO AL VANGELO DOMENICA 14 AGOSTO

+ Luca 12,49-54
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Tutto il messaggio di Gesù, che è racchiuso nella sua vita stessa, è un messaggio di brace accessa, di ruscello in piena, di vento che cambia l’orizzonte, un messaggio non di pacificazione interiore e anestetizzante, ma un messaggio di agitazione, di travaglio interno, di viscere partorienti.
Ecco che il paragone che l’evangelista ci propone oggi si fa comprensibile.
La contrapposizione che ci viene proposta tra le cinque persone della stessa famiglia contrappone, in tutti i paragoni, due generazioni differenti, da una parte il padre, la madre e la suocera e dall’altra il figlio, la figlia e la nuora; il “vecchio” in confronto con il “giovane”.
Se le generazioni anziane, che non hanno avuto modo di sentire il messaggio di Gesù e sono portate al tradizionalismo tramandato, le generazioni giovani hanno avuto la possibilità di avere il messaggio del Nazareno e, recependolo correttamente, non possono e non devono rimanere sulle posizioni tramandate passivamente.
L’evangelista parla alla sua comunità di allora e trasmette questo paragone incalzante e poi rimarca il concetto più avanti, al cap.5, dicendo che non è possibile mettere vino nuovo (quindi in fermento) in otri vecchie (che potrebbero avere screpolature).
Se a quei tempi era giustificato un conflitto generazionale tra chi non aveva avuto e chi aveva avuto modo di sentire il messaggio di Gesù, ai nostri giorni il paragone potrebbe non più reggere perché tutti/e abbiamo letto e ricevuto il vangelo, ma la differenza è sul come ci è giunto.
E’ indubbio che per secoli il contenuto del messaggio è stato annacquato e anestetizzato e chi l’ha ricevuto così sarà in conflitto con quelli/e che hanno avuto la possibilità (e il desiderio) di ascoltare un linguaggio più vicino a quello gesuano.
La svolta è avvenuta con il Concilio Vaticano II che ha stimolato e permesso a tutti/e di accedere alla lettura dei testi sacri, in lingua nazionale.
Oggi ugnuno/a di noi ha la possibilità di condurre questa operazione, leggere la vita del Nazareno in maniera tradizionale ( e non mancano gli estimatori) o leggerla in maniera infuocata (e anche qui non mancano gli autori-piromani) e di conseguenza mettere in pratica quello che si è chiamati a realizzare.

Sergio

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