venerdì 5 agosto 2016

Commento Vangelo domenica 7 agosto

Luca 12, 32-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Riflettiamo sul senso reale di questo passo evangelico:
Gesù pare esortare il gruppo dei suoi seguaci a rinserrare le fila in un momento di difficoltà e a non perdersi d’animo molte sono state le vicende critiche delle comunità e molte ancora lo saranno; il discepolato cristiano non può mai essere una strada aperta, una via facile.
Tuttavia, sempre all’inizio di questo passo, viene detto che a Dio, al Padre è piaciuto dare un compito a chi vuole far parte di questo suo gruppo.
Quindi abbiamo una prospettiva e un percorso da seguire: esiste però una sorta di condizione, bisogna stabilire dove è il nostro cuore, dove stanno i nostri affetti. Se l’investimento affettivo della nostra vita ci porta a evitare la scelta indicata da questo brano e da tutta l’esperienza del Nazareno, dovremmo semplicemente saper dire in maniera chiara e univoca che il messaggio del profeta di Nazareth non è fatto per noi. Il testo qui analizzato ci invita a una precisa distinzione: se i nostri affetti ci spingono a privilegiare l’attenzione a quanto altrove viene definito il mondo, non sarà possibile entrare a far parte del gruppo a cui si rivolge Gesù.
La considerazione deve esser semplice, immediata, chi vuole far parte del gruppo degli amici di Gesù deve accettare un’esperienza di vita tutt’altro che comoda.
Il testo rinvia alla necessità di esser sempre pronti a mettersi in viaggio equipaggiati solo del minimo indispensabile e questo dato ci deve far riflettere. Un’esortazione presente nel testo è quella di farsi delle borse che non invecchiano e mi pare che potrebbe essere un’indicazione da osservare con attenzione. Siamo sempre nell’ottica di dover affrontare un viaggio, di avere l’attenzione che lo rende possibile, efficace; cosa non deve mancare se si vuole partire: i calzari e la borsa, un supporto per i nostri arti che rendono possibile il percorso e un contenitore tale da contenere il viatico.
Quanto sono lontane le nostre vite dall’essenzialità evangelica.
Eppure quanto è necessario poter giungere a quest’essenzialità. Poi, vi sarebbero altre mille piste di approfondimento, ma quale può essere il senso del cogliere aspetti nascosti o impliciti all’interno di un testo evangelico se contemporaneamente si nota che il suo primo impatto è già troppo eversivo per i nostri canoni di vita piccolo borghese…


Walter

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