domenica 25 settembre 2016

Canone eucarestia domenica 25 settembre 2016

Musica di apertura

G. Stiamo per celebrare l’eucarestia mensile: eucarestia vuol dire “ringraziamento”, si usa anche il termine messa, nelle chiese evangeliche si parla di “santa cena” o “cena del Signore”, le chiese ortodosse usano il termine “sinassi” che significa unione o riunione comunitaria. Oggi è proprio una sinassi, una riunione della comunità che si ritrova qui, ora, ricordandosi che questo è l’incontro di persone che condividono la conoscenza e il messaggio di Gesù perché vogliono seguirlo così come facevano le prime comunità: “Comunità nascente” perché lo stare in comune viene costruito ogni giorno. Riflettiamo insieme.

  1. È un dono, che Tu ci fai, questo trovarci insieme a celebrare la cena del Signore per ricordarci che si cammina gli uni con gli altri, che questa strada non si percorre da soli.
  2. Non siamo gli uni vicini agli altri, quasi per caso, come un gruppo di persone, come un grappolo di “io”, accostati ma estranei, come la semplice somma di diverse individualità.
  1. O Dio, che ci fai incontrare nei modi più diversi, Ti ringraziamo per i doni che ci fai. Tu, Dio accogliente, ci hai invitati e sospinti sulla strada di Gesù. Possano nascere in questo solco i frutti di amicizia e condivisione che Tu attendi dalla nostra vita.
Vangelo (Luca 16, 19-31)
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Commenti e riflessioni personali
Intermezzo musicale

Tutti. Ora noi spezziamo il pane ricordando Gesù, rendi vivo ed efficace per ciascuno e ciascuna di noi questo ricordo. Egli ci disse di vivere al Tuo cospetto e ci insegnò a dividere il pane dei campi e il pane dei cuori. “Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Questo è il corpo, la vita, la strada, la sostanza della memoria di Gesù: vivere sotto il Tuo sguardo e dividere tra di noi, accompagnarci. Padre, che tutto questo si avveri nelle nostre vite perché la nostra eucarestia non diventi una farsa. 


Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male. Amen.

I Sura del Corano
Nel nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso; sia lodato Dio, il Signore dei Mondi; il Compassionevole e Misericordioso; Re del giorno del giudizio; Te adoriamo, Te chiamiamo in aiuto; guidaci alla dritta via; la via di quelli che hai colmato di grazia, non di quelli che errano. Amen.


Comunione con intermezzo musicale

Preghiere spontanee

  1. Insegnaci a essere come l’erba, fresca e rigogliosa, capace di crescere anche in mezzo al cemento, all’inizio rada e inoffensiva, poi così forte da rompere l’asfalto e ridisegnare strade grigie: che la non violenza sia la nostra guida nell’affrontare i conflitti.
  2. Insegnaci a essere come le api, uniti nelle difficoltà, solidali nell’azione, laboriosi nell’unità: che la solidarietà e il lavorare insieme per un mondo migliore riesca a superare gli egoismi personali e diventi l’abituale stile di vita.
  1. Insegnaci a essere come le rondini, che migrano insieme in cerca del caldo, facci reagire alle stagioni fredde delle depressioni e delle solitudini per cercare insieme dove stia il calore della Tua Parola: che la ricerca del senso della vita passi attraverso la Tua Parola e sia un cammino di gioia.
  2. Insegnaci a essere come i bambini, curiosi e capaci di sorprendersi sempre, mai annoiati o fermi, instancabili nel provare e riprovare: che le voglie di scoprire e di stupirsi siano presenti tutti i giorni della nostra vita.
  1. Insegnaci a essere come i bruchi, capaci di vivere tra la terra nei giorni duri, sapendo che arriverà il tempo di diventare farfalla, e e finalmente volare: che la speranza accompagni tutti i nostri giorni.
  2. Insegnaci a essere come le fronde dell’albero, tra i cui rami trovano ospitalità decine di animali, e crescono fiori e dolci frutti: che l’accoglienza sia il metro dei nostri rapporti con gli altri.

Tutti. O Dio, Ti benedicano tutte le lingue della terra, tutte le stelle del cielo, tutti i viventi proclamino che Tu sei la nostra origine e la nostra salvezza. Tu sei presente anche se nascosto, aiutaci a vedere i segni della Tua presenza e a seguire i sentieri dell’amore e della giustizia. Risplenda su di noi il Tuo sorriso e il Tuo abbraccio accogliente.

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