lunedì 17 ottobre 2016

I violini della shoa

Trenta violini, tutti ''sopravvissuti'' alla Shoah. Ritrovati, restaurati, curati: ora pronti per suonare, insieme, in una serie di concerti dell'Orchestra per musica da Camera di Gerusalemme. Tutto merito del liutaio Avshalom Weinstein, restauratore e collezionista di numerosi strumenti salvati dall'Olocausto, che ha creato il progetto "Violini per la speranza". A suonare il primo violino è il musicista Guy Braunstein. Lo strumento che stringe tra le mani apparteneva a un violinista dell'orchestra di Auschwitz: il proprietario veniva costretto a suonare durante tutto il giorno per accompagnare le ore del lavoro forzato, spesso nel braccio della morte. "Il profumo di questo violino è diverso da tutti gli altri, suonando ho sentito come un paletto nel cuore, perché conosco la sua storia", ha confessato Braunstein dietro le quinte. Il liutaio Weinstein, proveniente da una famiglia scampata all'Olocausto, ha trascorso più di venti anni nel suo laboratorio di Tel Aviv, tra odore di vernice e lacca, per aggiustare gli strumenti, spesso recuperati in uno stato terribile. Il suo obbiettivo è quello di entrare in possesso di tutti i violini costruiti o usati durante la Shoah, per dargli nuova vita. La sua collezione conta circa sessanta strumenti. Ognuno di loro è una testimonianza: la maggior parte sono stati prodotti in Germania e Cecoslovacchia. Spesso sul legno vi è incisa una stella di David

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