lunedì 6 febbraio 2017

Il genere di Dio

Di fronte al risveglio degli studi di genere, il tema svolto è di che genere sia Dio padre. Ma Dio non ha sesso. La sua immagine va identificata piuttosto nella relazione. Nella persona umana l'energia affettiva (eros) è primaria. E Dio è amore.Questo libro nasce dalla consapevolezza che quando l'Italia un giorno sgomenta svegliandosi ha scoperto che tutti parlavano del Gender, la Chiesa e la teologia si sono ritrovate spesso appiattite o ricondotte a posizioni di gruppi fondamentalismi.
Il bisogno che ha generato queste pagine, seguite a confronti e dibattiti pubblici, è che la chiarezza dogmatica, la spiegazione dei testi biblici, il rendere chiara la dottrina della Chiesa sia un servizio necessario per evitare che l'ignoranza, il non sapere cioè di questioni importanti che attingono all'umano come immagine del divino che è in ognuno, degeneri al punto da proclamare verità ciò che invece solo confusamente ci viene dato di conoscere. Le questioni principali degli studi di genere a cui la teologia può offrire un contributo prezioso, sono in questo volume affrontate con un linguaggio semplice perché chiaro, suppor- tato da studi sedimentati nell'autrice che ha il coraggio di sostare quando le risposte indicano il bisogno di una ricerca ancora aperta.
Pagine che lette fino alla fine ci apriranno il cuore e la mente a una più corretta interpretazione di quell'essere, come creature, immagine del Creatore che sì ci fece maschi e femmine, ma soprattutto ci fece a sua immagine.La Meridiana sta diffondendo un libro di una valente giovane studiosa di cui riferirò presto in questo notiziario.
Tuttavia, se il libro può servire per illustrare e precisare l’alfabeto di genere, di cui sono ignare le gerarchie ecclesiastiche, non riesco a condividere molti tratti dell’esegesi biblica di queste pagine e soprattutto dissento dall’abuso della simbologia trinitaria rispetto al mondo delle relazioni umane.
L’autrice non chiarisce se la sua lettura del dogma trinitario è in chiave ontologica, come le sue parole lasciano intravedere, o se il suo linguaggio è puramente simbolico. In ogni caso, esplorare il mondo intradivino per trarne lezioni antropologiche, a mio avviso, costituisce una proposta ambigua e un accesso al mistero di Dio piuttosto azzardato.Oggi è di moda usare la Trinità dogmatica come modello antropologico, ma le cosiddette tre persone non hanno nulla in comune con la persona umana. L’abuso dogmatico è un troppo comodo appoggio per le nostre antropologie.

Selene Zorzi, Il genere di Dio, edizioni La Meridiana, pp. 106, € 16,50

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