martedì 14 febbraio 2017

Salvi: cioè accolti/e

Tutti e tutte siamo salvi, cioè viviamo nell'abbraccio accogliente di Dio, non per i meriti o per la mediazione di Gesù, ma per l'amore gratuito di Dio dal quale nessuno è escluso. Non è nemmeno la nostra conversione che determina l'amore perdonante di Dio, ma è il Dio accogliente che, in forza del suo amore gratuito, non esclude nessuno.Non è la mediazione o l'espiazione vicaria di Gesù a collocarci nell'abbraccio di Dio, in un rapporto riconciliato con Lui.Gesù, semmai, è per noi fondamentale punto di riferimento perché, con la sua vita e i suoi comportamenti, ci ha testimoniato in modo inequivocabile questa salvezza, questo amore gratuito di Dio.Il nazareno non è per nulla il salvatore, ma il testimone dell'azione gratuita, liberatrice ed accogliente di Dio. Lo si chiama "salvatore", come scrive egregiamente il teologo Dupuis, non perché egli sia colui che determina la salvezza, ma perché per noi cristiani egli è il testimone per eccellenza della salvezza che proviene solo da Dio.Gesù ha lottato contro i poteri religiosi che credevano che la salvezza consistesse nell'adempimento di determinati rituali o nel potere di istituzioni sacre.Gesù ha voluto proclamare che bisogna lasciare esclusivamente a Dio, non alle religioni e non alle chiese, ciò che è di Dio.Gesù inoltre non ha mai preteso di prendere il posto di Dio (Giuseppe Barbaglio), ma ha inteso annunciare in mille modi con la sua testimonianza la presenza amorosa di Dio.Dio non ha mediatori: cerca testimoni.

Franco Barbero da “L’ultima ruota del carro”

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