mercoledì 29 marzo 2017

Londra, donne musulmane in piedi sul ponte di Westminster in segno di solidarietà verso le vittime dell'attentato

Sono rimaste in piedi per 5 minuti, con le mani strette le une nelle altre, creando una catena umana. Alle loro spalle il Big Ben segnava le quattro del pomeriggio, i loro piedi poggiavano sul ponte di Westminster, teatro pochi giorni prima di un attentato terroristico compiuto in nome del loro Dio.
Così a Londra le donne musulmane hanno voluto manifestare la loro solidarietà alle vittime di Khalid Masood, il terrorista che mercoledì 22 marzo ha ucciso tre persone, falciandole con la sua auto e ha accoltellato un agente di polizia, prima di venire ucciso a sua volta dagli agenti.
L'attentato ha generato nuova paura e nuova xenofobia, ma i numerosi musulmani stabilizzati a Londra ripudiano quanto accaduto e le donne hanno deciso di dimostrarlo stando in piedi su quel ponte, con indosso qualcosa di blu, simbolo di speranza, lanciando una sorta di sfida al terrorismo. 
“Un attacco contro Londra è un attacco contro tutti noi. L’Islam condanna totalmente la violenza, quanto accaduto ci ripugna”, dichiara ai microfoni Sarah Waseem, 57 anni. “La sensazione di ciò che è accaduto qui mercoledì è molto forte. Abbiamo pensato alle persone comuni che sono state falciate, è stato molto coinvolgente”, aggiunge Afriha Khan, dottoressa quarantenne di Surbiton,
Ci sono bambine, ragazze e donne adulte. Non tutte indossano il velo e non tutte sono musulmane: da solidarietà nasce solidarietà e molte londinesi decidono di stringere le loro mani e unirsi alla catena, per dimostrare di non incolparle per quanto accaduto, che il terrorismo non si infiltrerà nelle loro menti. 
“Come musulmana credo sia importante essere qui per i principi che stanno a cuore a tutte noi, di pluralità e diversità”, dice una 34enne madre di due figli, “Questa è la mia città. È un piccolo gesto, ma la vita è fatta di piccoli gesti”. 


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