martedì 13 giugno 2017

17 giugno a Torino per il gay pride

La parata del gay pride “A corpo libero” per le vie della città si svolgerà sabato 17 giugno; partirà da Piazza Carlo Felice (Porta Nuova) e si snoderà nel centro di Torino. Concentramento alle ore 16,00 e partenza alle ore 16,30 il percorso sarà: Piazza Carlo Felice, Via Roma, Piazza Castello, Via Pietro Micca, Via Cernaia, Piazza XVIII Dicembre (Porta Susa), Corso San Martino, Piazza Statuto.



Il titolo del pride di quest’anno è A corpo libero, come una danza, un esercizio o una nuotata. Il visual e il claim del Piemonte PRIDE 2017 creano una specie di cortocircuito. La liberazione del corpo e la liberazione
delle menti, hanno non solo il fattore comune di un atto di
liberazione appunto, ma sono strettamente legate in un sistema
di conseguenze: da una possiamo passare nell’altra, una la conseguenza dell’altra, sia che si proceda in un senso, sia nell’altro. Liberare i nostri corpi SIGNIFICA, nei fatti, liberare la mente da costrizioni, pregiudizi e mancate autonomie. Significa in buona sostanza affermare noi stessi come persone, come insieme di relazioni complesse ma in grado di rivendicare autodeterminazione. Liberare i corpi, tutti i corpi, significa sottrarli alla logica commerciale indotta da altri, significa partire dalla mente libera per sciogliere le catene che anche la comunità LGBTQI spesso costruisce attorno ai corpi: il superamento dello stereotipo del corpo atletico, giovane e prestante che, nei fatti, rende marginale o invisibile chi non corrisponda a questi criteri. Il corpo e la mente, nelle nostre battaglie, devono riacquistare la propria REALTÀ; liberare la mente perché si liberi essa stessa dagli elementi di esclusione al nostro interno che si sovrappongono ai forti elementi di discriminazione che
la società ancora tollera o, addirittura, esaspera. Se sappiamo liberare, alzare la mente, cambiare dall’alto le prospettive e guardare oltre i muri che sempre più spesso si alzano nel mondo, sapremo anche includere il corpo disabile che altrimenti non risponde ai criteri utilitaristici dominanti, includere il corpo intersex e quello transessuale che non sono corpi difettosi, da correggere.
Esistono corpi da liberare, come le nostre menti.
È un atto politico rivendicare il diritto di esistere e di mostrarsi esattamente come si è. Liberare la mente è un atto politico, liberare i corpi è un atto politico.
Questo è l’inizio antico di una piccola rivoluzione.

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