sabato 10 giugno 2017

COMMENTO AL VANGELO DOMENICA 11 GIUGNO

In questa domenica si ricorda il dogma della Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo costruito nei concili di Nicea (325) e Costantinopoli (381) sotto la super visione degli imperatori Costantino e Teodosio con motivazioni prettamente egemoniche di potere, concetto certamente non presente nel pensiero di Gesù e tantomeno nella struttura di pensiero delle prime comunità che si rifacevano al Suo operato.
Se Padre è stato un appellativo di Gesù stesso dato al Dio fino ad allora innominabile e inscrivibile, per poterlo portare nella vita di tutti/e, Figlio era un appellativo ben conosciuto anticamente e applicato agli uomini e donne che si riteneva particolarmente ispirati da Dio per la loro condotta di vita e per il messaggio che volevano trasmettere.
Gesù è il massimo esempio di Figlio, in quanto ha incarnato completamente la volontà di Dio=Padre.
Lo spirito è sempre stato un altro modo di esprimere il nome di Dio.
Fare nostra l’espressione:” Padre, Figlio e Spirito Santo” per me significa credere in Dio e riconoscerlo come generatore che continua costantemente la sua opera tramite il suo stesso spirito che è presente in tutte le creature viventi e ispira a continuare nella creazione; credere nel messaggio di Gesù, massima espressione di Figlio, ma anche in tutti/e gli altri Figli/e che si son fatti e stanno facendosi carico di propagare Quel messaggio.

Sergio

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